Anno giudiziario: «La ‘ndrangheta ha infettato le istituzioni»

  • Postato il 1 febbraio 2026
  • 'Ndrangheta
  • Di Quotidiano del Sud
  • 2 Visualizzazioni

Il Quotidiano del Sud
Anno giudiziario: «La ‘ndrangheta ha infettato le istituzioni»

All’inaugurazione dell’Anno Giudiziario il duro monito di Gerardo Dominijani, procuratore generale della Corte d’appello a Reggio Calabria


REGGIO CALABRIA – Inaugurato ieri, sabato 31 gennaio 2026, l’Anno giudiziario a Reggio Calabria. La presidente della Corte di Appello, Caterina Chiaravalloti ha relazionato su ciò che è stato raggiunto come obiettivo nell’anno 2025 e indicato, con puntualità, i prossimi passaggi valutati come necessari per accorciare i tempi delle sentenze e rendere il più possibile efficiente il sistema. Un’analisi minuziosa, che offre all’opinione pubblica la fotografia della situazione della giustizia nel distretto reggino.

ANNO GIUDIZIARIO, LA RELAZIONE DELLA PRESIDENTE DELLA CORTE D’APPELLO CATERINA CHIARAVALLOTI


I passaggi della relazione sono, è ovvio, tutti importanti, ma alcuni inevitabilmente colpiscono per la loro immediatezza. Non è un caso che i numeri elevati di procedimenti, sia penali che civili, in una situazione di organici non consoni («la quasi totale copertura– è stato spiegato dalla presidente – è avvenuta solo nell’anno in corso») sia motivo di preoccupazione.

LE CRITICITÀ NEI PRIMI DUE GRADI DI GIUDIZIO


La presidente Chiaravalloti ha parlato di una significativa criticità nei primi due gradi di giudizio. Nell’analisi dell’alto magistrato le difficoltà evidenziate trovano una consistenza nei procedimenti con un numero elevato di imputati, quelli che giornalisticamente vengono definiti maxi, con complessi capi di imputazione come associazione mafiosa e traffico di droga e con persone sottoposte a giudizio spesso in stato di custodia cautelare. Non è solo il numero degli imputati a incidere, ma anche la corposità del materiale probatorio. Sul punto, Chiaravalloti ritiene che, proprio per evitare accumuli di faldoni, l’impostazione dei procedimenti dovrebbe essere rimodulata sin dalle prime battute delle indagini preliminari. Peraltro, non va dimenticata un’altra importante questione: i procedimenti per la riparazione di ingiusta detenzione, con la conseguente necessaria definizione -passaggio che richiede un impiego di risorse umane- dell’entità dei risarcimenti.

I TEMPI E I CONTENUTI DELLE SENTENZE IN CASSAZIONE

Utile può senz’altro essere per cogliere ancora meglio il senso dell’intervento della dottoressa Chiaravalloti, un altro passaggio della relazione sui tempi e i contenuti del lavoro in materia di sentenze della Cassazione: «Talune pronunce di annullamento con rinvio e senza rinvio della Corte Suprema di Cassazione in materia di criminalità organizzata impongono una valutazione approfondita a ciò che attiene le tecniche redazionali delle sentenze che dovrebbero garantire , nel rispetto dei principi basilari del diritto, la stesura di argomentazioni motivazionali ricollegabili al thema decidendum, almeno secondo i criteri propri di un provvedimento giurisdizionale, richiedendosi che la trascrizione ed esposizione delle prove non avvenga in modo acritico, scongiurando il rischio di incorrere in motivazioni eccessive e ridondanti».

Una frase, che riassume in pieno il senso di fermezza e rigore nella descrizione del lavoro svolto da parte del suo ufficio. Un impegno che, evidentemente, continua e non arretra, nella convinta speranza che le difficoltà strutturali siano presto del tutto superate.

ANNO GIUDIZIARIO NELLE PAROLE DEL PROCURATORE DOMININIJANNI

Si parla di Reggio, si parla di Calabria, inevitabile il costante riferimento alla mafia della regione, la ‘ndrangheta, diventata holding e potenza criminale mondiale. Ci sono le parole del procuratore generale presso la Corte di Appello, Gerardo Dominijanni, che fanno riflettere. L’alto magistrato, intervenendo alla giornata di celebrazione: «Dobbiamo prendere atto che la ‘ndrangheta ha infettato la società e finanche le istituzioni». Lo Stato deve già predisporre le sue difese, perché la mafia calabrese ha mutato il suo modo di fare. Attenzione e speranza nei giovani, «ma dobbiamo – continua – anche non lasciare il minimo spazio a chi rifiuta le possibilità garantite dallo Stato».

LA ‘NDRANGHETA HOLDING E POTENZA CRIMINALE

Si tratta di una ricostruzione puntuale quella del dottor Dominijanni: «Le risultanze investigative confermano la dimensione globale della ‘ndrangheta nei suoi rapporti con il Sud America, grazie alle relazioni con operatori portuali corrotti i gruppi criminali recuperavano ingenti quantitativi».

Un’ indagine, sfociata, per 34 imputati che hanno seguito il rito ordinario di giudizio (83 avevano chiesto e ottenuto il rito abbreviato) in un processo davanti al tribunale di Locri ha documentato, sostiene Dominijanni, l’importazione di cocaina dalla Colombia e da Panama verso l’Italia, con trasferimento di 22 milioni di euro tramite rete finanziarie clandestine: «Parte di questi proventi- scrive nella sua relazione il Capo della procura generale- sono stati impiegati da attività commerciali in Francia e in Germania, per essere riciclati. Sono state individuate tre associazioni operanti tra San Luca e Bovalino legate a potenti famiglie di ‘ndrangheta con ramificazioni in Belgio, Germania e Australia».

LE ATTIVITÀ SU SCALA NAZIONALE


Il procuratore ha poi illustrato l’attività svolta su scala internazionale e la collaborazione delle procure di Locri e Palmi. Sulla prima ha detto che il suo ufficio ha in atto 46 rogatorie e 30 ordini europei di indagini. «La procura- ha spiegato ancora l’alto magistrato-è stata continuamente coinvolta in inchieste di altre procure, partecipando a 56 riunioni di coordinamento organizzate dalla direzione antiterrorismo». Rispetto a Locri e Palmi, ecco il riepilogo: «La procura di Locri ha mantenuto un buon livello di efficienza, nonostante la carenza di personale. Su Palmi dalle verifiche si ricava che il dato dei procedimenti è stabile. Qui si afferma la tendenza ad un incremento delle richieste di archiviazione».

Il Quotidiano del Sud.
Anno giudiziario: «La ‘ndrangheta ha infettato le istituzioni»

Autore
Quotidiano del Sud