Andrea Kimi Antonelli è la scommessa vinta di Wolff e di Mercedes, ma salviamolo dai paragoni
- Postato il 14 marzo 2026
- Di Virgilio.it
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Al suo secondo anno in Mercedes e in F1, Andrea Kimi Antonelli ha capitalizzato il pacchetto estremamente competitivo della W17 che gli è stata fornita e ha conquistato una pole storica per il motorsport. Nel corso del fine settimana del GP di Cina il 19enne (e 6 mesi e 18 giorni) ha fatto ciò che nessun altro pilota era riuscito a fare alla sua età, dominando le qualifiche e garantendosi il primo posto nella gara domenicale. È il successo di un azzardo, quello di Toto Wolff che tanto ha creduto nel giovane bolognese.
- La crescita di Andrea Kimi Antonelli (che è ancora in corso)
- La rivincita di Wolff sui detrattori e sulle critiche
- Ma evitiamo pressioni nocive su Antonelli
La crescita di Andrea Kimi Antonelli (che è ancora in corso)
Di acqua sotto i ponti ne è passata da quelle FP1 del GP di Monza 2024, dove Antonelli fece il suo debutto ufficiale sulla monoposto Mercedes in F1 andando però a sbattere: allora il team principal fu oggetto di diverse critiche per il suo intestardirsi con un ragazzo poco più che maggiorenne e forse lanciato in un’arena gladiatoria armato solo della propria speranza.
Il tempo però sa essere galantuomo, sebbene il giovane Kimi – disciplinatissimo, mai una parola fuori posto o un passo falso al di là delle piste e sempre circondato dall’affetto dei suoi cari, una famiglia solida e che conosce bene il motorsport senza stritolare il pargolo con pressioni nocive – difetti della continuità (“consistency”, per usare un termine abbastanza intraducibile ma che piace molto ai piloti) che ha invece il suo compagno di squadra, il veterano George Russell, chiamato a vincere finalmente questo benedetto Mondiale dopo che il suo connazionale e collega dai tempi delle Formule minori Lando Norris alla fine ha centrato l’impresa.
La rivincita di Wolff sui detrattori e sulle critiche
A Sky Sport F1 Toto Wolff ha approfittato della pole del suo pupillo per versare un po’ di thé bollente ai suoi detrattori: “Molti dicevano che il ragazzo era troppo giovane per guidare una Mercedes, che avremmo dovuto dargli delle opportunità differenti. E invece oggi il ragazzo ha fatto bene, diventando il più giovane poleman della storia”. La scommessa dell’austriaco aveva già pagato qualche timido dividendo lo scorso anno, ma complice una vettura che in questo 2026 sta interpretando al meglio il nuovo (controverso) ciclo elettrico della F1 i risultati stanno arrivando con un peso specifico diverso. Come il secondo posto nella gara inaugurale a Melbourne, dietro al compagno di squadra Russell che al momento è il miglior interprete delle sofisticazioni tecniche della W17 e della loro applicazione in gara. Sebbene in qualifica oggi abbia avuto diversi problemi con il suo pacchetto, in particolare con la power unit.
Intanto Antonelli non si è lasciato andare ad eccessivi festeggiamenti per la pole, con la mente già rivolta alla gara di domani, come si confà ad un professionista. A riprova di quanto sia stimato nell’ambiente, colui che gli ha ceduto il sedile in Mercedes ovvero Lewis Hamilton, pur alfiere di una Ferrari che al momento è la rivale più diretta di Mercedes (mentre McLaren al momento staziona in una specie di aurea mediocritas e Red Bull affonda con Max Verstappen che infierisce parlando di una RB22 “totalmente inguidabile, ogni giro è di sopravvivenza”), ha lodato il “teenager” Kimi dicendosi “felicissimo” per lui. Oltre ad affermare che quello della Mercedes “è l’ambiente migliore per lui” per poter crescere gara dopo gara.
Ma evitiamo pressioni nocive su Antonelli
Antonelli ha riportato l’Italia in testa alla griglia della F1 dopo Fisichella, ha battuto il record di un campionissimo come Vettel, con Russell in difficoltà ha posto l’argine delle Frecce d’Argento contro una Ferrari che sta crescendo limitando i distacchi dalla Mercedes. Ma per carità, evitiamo paragoni roboanti e pressioni da predestinato (termine che andrebbe abolito quando si parla di atleti di qualunque sport): ricordiamoci sempre che Antonelli, come ha anche fatto capire uno che di esperienza in F1 ne ha come Hamilton (e pure lui un tempo giovane prospetto con tutte le attenzioni dei media), è nel pieno del suo processo di crescita. Come dimostra tra l’altro il pasticcio nella Sprint che ha preceduto le trionfali qualifiche.
Ma la scommessa di Wolff dimostra che la nouvelle vague dei giovani arrembanti nel Mondiale non è solo marketing per svecchiare la F1 e renderla appetibile a target giovincelli, ma è anche la necessaria apertura di credito a nuove leve la cui anagrafe non deve essere un ostacolo alla loro carriera.