Ancona è la Capitale Italiana della Cultura 2028

  • Postato il 18 marzo 2026
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  • Di SiViaggia.it
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Con una conferenza stampa il 18 marzo è stata annunciata ufficialmente la Capitale Italiana della Cultura 2028: è Ancona, ad aver vinto questo prestigioso riconoscimento.

In palio non c’è solo un titolo. Alla città prescelta va un milione di euro da investire nel programma culturale presentato in fase di candidatura; il budget è destinato a trasformare in realtà quello che finora è rimasto su carta.

Il percorso che ha condotto alla scelta finale ha visto oltre 20 candidate e 10 finaliste che sono state valutate in un processo impegnativo coinvolto nella lettura di un dossier e audizioni davanti alla giuria. Durante la conferenza stampa sono state ricordate anche la Capitale della Cultura 2026 e quella del 2027.

Ancona capitale italiana della cultura 2028

Ancona ha scelto un approccio più diretto, quasi essenziale: Ancona. Questo adesso, tre parole che sembrano voler dire tutto e niente, o forse tutto nell’immediato. La città ha ottenuto un giudizio di unanimità da parte della giuria per il progetto incredibile che punta a valorizzare il territorio con iniziative concrete.

Il verdetto è arrivato con un giudizio che non lascia spazio a interpretazioni: “eccellente”, si legge nelle motivazioni e con una raccomandazione che di fatto chiude il confronto con le altre candidate.

A convincere la giuria è stato soprattutto l’impianto complessivo del dossier, capace di tenere insieme cose che spesso faticano a stare nella stessa stanza: identità locale e respiro internazionale, rigenerazione urbana e inclusione sociale, istituzioni culturali e associazionismo di quartiere.

Pesa, nella valutazione, anche la dimensione europea e mediterranea del progetto. Ancona guarda al mare, e il dossier lo sa: il posizionamento internazionale è considerato uno degli elementi più convincenti dell’intera proposta.

Nota di merito esplicita per il ruolo assegnato ai giovani, non semplici spettatori come sottolinea la commissione, ma “protagonisti dei processi creativi e culturali”. Una distinzione che sulla carta cambia tutto, e che evidentemente ha fatto la differenza.

Il programma si estende lungo tutto l’arco dell’anno, con una vocazione interdisciplinare che punta a un pubblico ampio. La strategia economica è giudicata coerente con gli obiettivi, con ricadute attese significative sul territorio.

Il sindaco di Ancona Daniele Silvetti ha commentato la notizia spiegando di aver cercato di comporreciò che era sparso nella città e rendere armonioso il rapporto fra l’aspetto archeologico, architettonico e quello ambientale. La località ha un parco naturale regionale che arriva fino al cuore della città. Tradurre tutto questo in un dossier competitivo, capace di creare suggestioni e far percepire diversamente il tessuto socioculturale, era la sfida più difficile ma è convinto di aver fatto un buon lavoro con l’aiuto del suo team.

Le altre candidate

Dieci le città finaliste su oltre 20 candidate; i titoli sono numerosi e tutte hanno pensato di spaziare tra arte, cultura, cinema, teatro e iniziative di varia natura per promuovere il territorio.

Anagni (Frosinone) si è presentata con Hernica Saxa. Dove la storia lega, la cultura unisce, puntando sul peso della sua eredità medievale e laziale.

Catania ha giocato sulla continuità con Catania continua, una città che non si ferma, che è sempre in movimento… vulcano compreso. Colle di Val d’Elsa, in provincia di Siena, ha proposto Colle28. Per tutti, dappertutto, con un’idea di cultura diffusa e accessibile.

Forlì ha scelto il titolo forse più evocativo della selezione: I sentieri della bellezza. Gravina in Puglia ha puntato invece su un’idea di radicamento proiettato in avanti: Radici al futuro, come a dire che si può guardare avanti senza perdere di vista da dove si viene.

Altra candidata Massa che ha portato in gara La Luna, la pietra. Dove Tirreno e Apuane incontrano la storia in cui il focus è la combo tra paesaggio, confini geografici e identità materiale.

Degna di nota anche Mirabella Eclano in provincia di Avellino che ha candidato L’Appia dei popoli agganciandosi alla storica strada per raccontare un territorio che deve essere valorizzato dal turismo culturale.

In provincia di La Spezia è invece Sarzana ad essere stata presentata con L’impavida. Sarzana crocevia del futuro che ricorda un soprannome storico per poterlo rendere un vero manifesto del luogo.

Tarquinia, invece, nella provincia di Viterbo, attira l’attenzione con La cultura è volo dove viene proposta una sintesi che richiama la civiltà etrusca e insieme un’idea di leggerezza ed elevazione.

L’auspicio delle voci autorevoli intervenute in conferenza stampa è che tutti questi progetti possano trovare spazio e non vengano abbandonati.

Autore
SiViaggia.it

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