Amt, entro maggio si chiude il piano di risanamento. Sui costi anche l’incognita cabinovia
- Postato il 1 aprile 2026
- Altre News
- Di Genova24
- 4 Visualizzazioni
Genova. L’emergenza non è più in prima pagina, ma dietro le quinte si lavora ancora per chiudere il piano di risanamento di Amt, fondamentale per salvare l’azienda e scongiurare lo spettro del fallimento.
Dato che le misure connesse alla composizione negoziata della crisi non potranno essere prorogate ancora oltre il 19 giugno, l’obiettivo è definire tutto “a fine aprile o ai primi di maggio”, spiega il vicesindaco Alessandro Terrile che sta seguendo il dossier insieme alla Regione e intanto ha avviato il confronto anche con la Corte dei conti. Sotto la lente della magistratura contabile non solo il futuro assetto societario, ma anche il consuntivo del 2024 e l’impatto delle perdite sul bilancio del Comune.
In consiglio comunale Terrile ha fornito rassicurazioni sulla possibilità di incassare oltre 20 milioni dal ministero dell’Ambiente nonostante l’addio alle gratuità varate da Bucci e Piciocchi. “Si tratta di 12,9 milioni per il Comune di Genova e 7,6 milioni per la Città metropolitana – ha spiegato il vicesindaco -. Sono fondi per la qualità dell’aria, la stessa tipologia già usata da Amt. Abbiamo scelto di continuare a utilizzare questi denari per sostenere le agevolazioni in corso: la gratuità per under 14, quella serale e domenicale, gli abbonamenti agevolati per gli over 70 a 120 euro. Quando saranno erogati dipende dal percorso che dovrà iniziare con la pubblicazione del decreto in Gazzetta ufficiale, ma convinti che potremo usarli in parte nel 2026 e in parte nel 2027“.
L’iniezione di capitale e risorse legate all’aumento del contratto di servizio dovrebbe cubare intorno ai 120 milioni tra Comune, Regione e Città metropolitana, in parte strutturali per diverse annualità e in parte una tantum. Impegni che sono stati messi nero su bianco e sottoposti all’esperto Giovanni Mottura incaricato di gestire la composizione della crisi. Tutto questo produrrà ovviamente la ridefinizione della compagine azionaria, con una quota (quale?) destinata a finire nelle mani di Filse. D’altra parte ci sono le misure di efficientamento, ancora da definire ma probabilmente più pesanti del previsto: si parte dall’ipotesi di una sforbiciata da 20 milioni con tagli al personale (meno 300 unità entro il 2031) e riduzione dei livelli di servizio.
E nonostante il discorso sia ancora in fase embrionale, la partita Amt è destinata a intrecciarsi prima o poi con quella della cabinovia in Valbisagno proposta dal Politecnico di Milano e portata avanti dalla sindaca Silvia Salis malgrado polemiche e mal di pancia interni alla maggioranza. Per ora solo un’ipotesi suffragata dal lavoro dei tecnici in attesa di un progetto vero e proprio, ma il tema della gestione dell’impianto con relativi costi di manutenzione è già all’ordine del giorno.
“Lo sviluppo di questo studio richiederà anni, abbiamo la speranza e la volontà che questo tema tra anni non ci sia più – ha risposto Salis in conferenza stampa -. Amt va salvata, ha problemi molto gravi che stiamo affrontando col massimo impegno di tutta la città, vogliamo che riparta e vogliamo pensare che un giorno, grazie anche a una considerazione del trasporto pubblico congrua a livello nazionale, possa gestire anche questo impianto. Ovviamente si valuteranno anche soluzioni alternative, come erano state valutate anche per lo Skymetro. Non è niente di fantascientifico pensare anche a un servizio dedicato con una sua struttura”.
Secondo le stime del Politecnico la manutenzione della funivia costerebbe 740mila euro all’anno (nella tabella comparativa si indica un milione, comprensivo però di 260mila euro per i bus elettrici dell’asse di forza) mentre lo Skymetro, pur essendo un’estensione della metropolitana esistente, avrebbe pesato per oltre 1,5 milioni all’anno sulle casse dell’azienda. Per quanto riguarda solamente gli addetti necessari al movimento e alla manutenzione, la cabinovia (insieme all’asse di forza “dimezzato”) è l’ipotesi più onerosa con 117 unità di personale.