Amt, ecco il nuovo cda: Berruti nuovo presidente, nomine a maggioranza femminile
- Postato il 28 agosto 2025
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- Di Genova24
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Genova. Nessun colpo di scena per il nuovo cda di Amt Genova. Nella riunione di oggi, giovedì 28 agosto, l’assemblea dei soci ha dato il via libera alla nomina del consiglio di amministrazione che entra in carica dopo le dimissioni di quello precedente, in un momento difficile per i conti dell’azienda di trasporto pubblico genovese.
Come da previsioni, il nuovo presidente di Amt Genova è Federico Berruti. L’ex sindaco di Savona (dal 2006 al 2016), 58 anni, rimasto fuori dalla politica per lungo tempo dedicandosi principalmente alla sua attività professionale di commercialista e alla docenza universitaria (alla Bocconi di Milano), era tornato in scena in occasione delle elezioni regionali 2024, come coordinatore della lista civica di Andrea Orlando. Considerato di area renziana, conosce Silvia Salis da prima della sua scesa in campo. Il suo profilo unisce aspetti tecnici e politici, caratteristiche imprescindibili per chi venga chiamato a gestire un’azienda in difficoltà quale è oggi Amt.
Un altro nome di fiducia di Silvia Salis è quello di Enrico “Chicco” Franchini, uno dei cinque nuovi membri del cda. Manager genovese, coordinatore della lista civica della sindaca durante la campagna elettorale, in passato era stato uno dei promotori del gruppo Occupy Albaro.
L’altro nome proposto dal Comune di Genova è quello di Ilaria Fadda. Esperta di risorse umane, dirigente della società Cogne Acciai, è un nome considerato vicino a Linea Condivisa che, infatti, l’aveva proposta per la stessa dirigenza.
La Città metropolitana ha proposto per il consiglio di amministrazione di Amt due donne, portando così le quote rosa in maggioranza. Una è Ivana Toso, storica ex dirigente di Amt, in rappresentanza dei Comuni soci di minoranza, l’altra è l’avvocata Elisabetta Pistis, già consigliera di amministrazione dell’azienda di trasporto pubblico milanese Atm e nel cda della multiutility A2A.
Dopo l’assemblea dei soci si è riunito il nuovo cda (Berruti presente da remoto, così come alcuni dei nuovi consiglieri) che dovrà iniziare subito a valutare la strada per fare uscire Amt dal pantano finanziario.
E’ di ieri la notizia (buona) dello sblocco dei 12,5 milioni di euro attesi dal ministero dell’Ambiente, fondi che attraverso la Regione dovrebbero tenere in piedi il programma di anticipazioni per risolvere nel breve periodo i problemi di liquidità.
Con queste risorse dovrebbe essere scongiurato il rischio di intoppi nei pagamenti di stipendi e tfr per il mese di settembre. E’ noto, però, che dopo “linee guida” per tamponare la situazione fino alla fine dell’estate, il cda dovrà varare un piano di rientro vero e proprio che dovrà avvenire entro il 15 ottobre e che prevede anche una forte ricapitalizzazione da parte dei soci.
Nei giorni scorsi, durante un incontro tra il Comune di Genova e sindacati, è emersa la possibilità che fino alla fine del 2025 il servizio possa essere interessato da una serie di tagli. “Una riorganizzazione per ripartire con maggiore efficienza e tenendo conto che vogliamo tornare ad assumere con il nuovo anno”, ha anticipato la sindaca Silvia Salis.
La giunta comunale ha anche spiegato di essere interessata a operare in continuità per quanto riguarda il sistema tariffario che include agevolazioni e gratuità, e quindi sembra essere congelato, per ora, lo scenario che vede la possibile introduzione di mini abbonamento per chi sia destinatario delle gratuità.
Intanto, le associazioni genovesi e liguri dei consumatori e degli utenti fanno sentire la loro voce e tornano con il refrain della azienda unica regionale del trasporto pubblico locale e ferroviario. E chiedono alla sindaca e al presidente della Regione Bucci di convocare “il tavolo per una riforma radicale del trasporto ligure su gomma e su ferro”.
Nuovo cda Amt, le reazioni dei sindacati
“Chiediamo al nuovo presidente di Amt Berruti, a cui facciamo gli auguri di buon lavoro, un confronto immediato con le organizzazioni sindacali: non c’è tempo da perdere perché in questo piano di risanamento manca un tassello fondamentale come il piano industriale. I sindacati hanno dimostrato anche recentemente nell’incontro con la sindaca Silvia Salis, massima disponibilità a fare la nostra parte ma da parte dell’azienda col nuovo management ci aspettiamo un cronoprogramma dettagliato e preciso sempre con il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali”, spiega Antonio Vella, segretario regionale Fit Cisl Liguria.
“Bene la nomina del nuovo consiglio di amministrazione di Amt. L’azienda ha di nuovo una guida e speriamo un obiettivo – dice Gabriele Salvatori, segretario regionale Uiltrasporti Liguria con delega alla mobilità – Uiltrasporti auspica a breve un confronto con il nuovo il presidente per comprendere il piano aziendale per rimettere in equilibrio i conti di Amt, un’azienda pubblica strategica per la mobilità urbana e extraurbana, che deve salvaguardare l’occupazione e il servizio all’utenza. Attendiamo anche di comprendere quale sia l’indirizzo politico del nuovo cda”.
Andrea Gamba, segretario regionale della Filt Cgil Liguria: “Mancava questo tassello per affrontare la crisi economica di Amt che dovrà essere risolta nel più breve tempo possibile con il nuovo piano industriale. Per la Filt Cgil la priorità è quella di mantenere l’azienda pubblica, salvaguardare salario e diritti dei lavoratori garantendo un servizio di qualità e adeguato a una città con una mobilità complessa. Altri temi da affrontare con tempestività sono quello dello sblocco delle assunzioni, necessarie per ripristinare la corretta erogazione del servizio, e il tema della gratuità in una logica maggiormente sostenibile dal punto di vista sociale e aziendale”.