Amt, cosa sappiamo finora del piano anticrisi: le incognite oltre i 120 milioni da Comune e Regione

  • Postato il 16 febbraio 2026
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  • Di Genova24
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autobus amt inverno

Genova. Dopo mesi di suspense, il piano di salvataggio di Amt incassa alcune certezze fondamentali: con tre distinte comunicazioni, dopo una riunione tecnica avvenuta venerdì, Regione Liguria, Comune di Genova e Città metropolitana hanno ufficializzato la loro disponibilità a supportare i conti dell’azienda di trasporto pubblico, sia attraverso l’iniezione di capitale sia con un aumento delle risorse legate al contratto di servizio. Si parla, finora, di 120 milioni all’anno, alcuni dei quali strutturali e destinati a essere versati anche negli anni che seguiranno il 2026, altri legati al capitale, appunto, sia con denari sia con immobili.

La notizia dell’arrivo di 59 milioni dalla Regione e di 61 dal Comune di Genova (Città metropolitana scioglierà le riserve sulle cifre a marzo) arriva giusto in tempo, nella settimana in cui cala – il 20 febbraio – lo scudo costituito dalla composizione negoziata della crisi. I professionisti che assistono Amt presenteranno, forse già oggi, al tribunale, la richiesta di proroga per altri 120 giorni. La procedura consente, tra le altre cose, di mettere al riparo la società dalle istanze di fallimento da parte dei creditori. Ricordiamo che Amt ha debiti per 280 milioni di euro.

Ma se è vero che gli impegni messi nero su bianco dai tre enti – soprattutto quello della Regione Liguria a entrare come secondo socio dopo il Comune – rendono più concreto il piano di risanamento, e rafforzano anche la richiesta di proroga della composizione negoziata della crisi, ci sono ancora diverse incognite che – questo almeno l’auspicio – dovranno trovare risposta nelle prossime settimane.

Nel comunicato di ieri, la sindaca Silvia Salis ha detto che nei prossimi giorni “proseguirà il confronto tra gli enti per arrivare alla sottoscrizione di un protocollo d’intesa entro la fine di marzo, che definisca le risorse da mettere a disposizione di Amt sulla base dell’affinamento del piano di risanamento”.

Per ora le cifre note, e la loro destinazione, sono queste: il Comune di Genova mette sul lavoro 61 milioni destinati in parte ad aumentare il contributo annuale del contratto di servizio. Gran parte di queste risorse, tuttavia, andrà a rimpolpare il capitale di Amt con il trasferimento della rimessa della metropolitana in via Adua e l’azzeramento di 6 milioni di crediti vantati dall’amministrazione come affitto dello stesso deposito Amt. L’immobile è stato valutato 40 milioni di euro che rendono più solida la posizione finanziaria ma che non incidono sulle criticità a livello di liquidità.

Dalla Regione arriveranno 19 milioni per il contratto di servizio e 40 per la ricapitalizzazione. L’ente non ha ancora in che forma stanzierà queste risorse e da dove attingerà. Tenendo conto che il budget di piazza De Ferrari è senza dubbio molto più cospicuo di quello comunale ma deve tenere in considerazione altre partite di assoluto peso, prima fra tutte la spesa sanitaria. Ricordiamo anche che, negli obiettivi a lungo termine del presidente della Regione Liguria Marco Bucci, l’ingresso della Regione in Amt è un primo passo nella realizzazione del più ampio progetto della creazione di un’unica agenzia di trasporto pubblico ligure.

Per quanto riguarda il funzionamento di Amt – i costi per il personale, il carburante, i materiali, le manutenzioni – le novità dovrebbero portare in cassa circa 25 milioni in più all’anno rispetto ai 107 attuali. Per il 2026 il Comune ha stanziato a bilancio 15 milioni ma non è escluso ne servano altri. Per pagare stipendi e fatture nei mesi scorsi sono stati anticipati diversi milioni di anticipo rispetto al contributo dei soci da contratto di servizio. Ecco perché il piano di risanamento dovrà puntare a rendere strutturale l’equilibrio di Amt tra spesa e ricavi.

Non potranno mancare, quindi, oltre ai contributi dei soci, altre mosse. E queste saranno contenute nel piano. Già scattata la parte che riguarda l’adeguamento tariffario – le nuove tariffe e il ridimensionamento delle gratuità dovrebbero portare circa 10 milioni in più all’anno – Amt e i professionisti che la supportano stanno incontrando in questi giorni sindacati e soci per iniziare a discutere di riorganizzazione del servizio e di incentivi a pensionamenti ed esodi.

Gli esperti che stanno elaborando il piano di risanamento avrebbero preventivato una riduzione di organico di circa 300 unità entro il 2031 a fronte di una “diminuzione dei volumi di servizio offerto”, l’efficientamento di turni di lavoro e l’introduzione dei contratti part-time, oltre alla conversione degli inidonei alla guida ad attività di verifica dei titoli di viaggio per contrastare l’evasione. Un pacchetto che dovrebbe valere complessivamente 20 milioni di euro e che, come prevedibile, non viene visto di buon occhio dai sindacati.

Autore
Genova24

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