Amiu, il nuovo impianto di via Sardorella pronto nel 2027. I residenti: “Quartiere compromesso, inascoltati”
- Postato il 9 febbraio 2026
- Altre News
- Di Genova24
- 2 Visualizzazioni

Genova. Si è svolta questa mattina a Palazzo Tursi la Commissione Consiliare dedicata alla presentazione del progetto di revamping e potenziamento dell’impianto di recupero della plastica e della carta, nonché della produzione di materiale riciclato di via Sardonella. Una commissione attesa per fare il punto sui lavori che da un lato potenzieranno un impianto capace, sulla carta, di affinare la raccolta differenziata – creando un indotto al riciclo delle materie plastiche – e risolvere, anche in questo caso sulla carta, le tante problematiche legate alla convivenza sempre più difficile con il territorio circostante.
Come ricordato durante la commissione, il progetto di revamping prevede la demolizione dell’edificio esistente e la costruzione di un nuovo corpo di fabbrica “moderno ed efficiente”. Sebbene la capacità totale rimanga invariata a 58.000 tonnellate annue (28.500 t/anno di carta e cartone e 30.000 t/anno di plastica multileggero), il cuore dell’intervento risiede nel salto di qualità tecnologico: verranno installate nuove linee di selezione automatizzata per le plastiche e sistemi avanzati di pressatura per la carta.
Un passo avanti tecnologico che permetterebbe di abbandonare la produzione di plastica oggi considerata di “pessima qualità”, come la stessa assessora ai rifiuti Silvia Pericu ha ricordato: “Quanto l’impianto è stato attivato nel 2014 la differenziata era agli esordi, e a farla erano cittadini virtuosi – ha spiegato – la plastica era pulita e c’era davvero poco scarto. Oggi la situazione è capovolta. Tanta raccolta ma di scarsa qualità, con percentuali molto elevate di scarto”.
Da qui la scelta, compiuta dall’azienda negli anni scorsi, di revampare l’impianto, con tecnologie capaci di produrre materiale di miglior qualità con un valore di mercato funzionale agli equilibri aziendali. “Un investimento che pensiamo possa essere ripagato in quattro o cinque anni”, ha sottolineato Carlo Senesi, responsabile degli impianti di Amiu, presente in commissione.
“L’impianto di via Sardonella – dichiara l’assessora all’Ambiente del Comune di Genova Silvia Pericu- è la dimostrazione di come Genova stia investendo in impianti di economia circolare di ultima generazione, gli unici in grado di trasformare realmente il rifiuto in risorsa. Attualmente la nostra raccolta differenziata si attesta al 53%, un dato che, pur mostrando un trend positivo con una crescita costante del 3% annuo, non è ancora sufficiente a raggiungere il target nazionale del 65%. Il problema non è però solo quantitativo, ma qualitativo. Ad oggi, il materiale raccolto spesso non soddisfa gli elevati standard richiesti dal mercato del riciclo perché non disponiamo di strutture di selezione adeguate. Questo importante investimento ci permetterà di invertire la rotta, garantendo una purezza del materiale in uscita tale da rendere il ciclo del recupero efficiente e redditizio per la collettività. Solo con l’industrializzazione del processo potremo finalmente far sì che la città ricavi valore dai propri rifiuti”.
Il cronoprogramma è già tracciato: a fine febbraio è prevista la seconda Conferenza dei Servizi, a cui seguirà il bando di gara di AMIU per la progettazione esecutiva. L’obiettivo è il completamento dei lavori e l’entrata in funzione del nuovo polo entro la fine del 2027. L’intervento non comporterà alcun aumento del traffico veicolare, mantenendo invariato il numero di mezzi da e verso la struttura.
L’impatto sul territorio e le perplessità dei residenti
Presenti in commissione anche Massimiliano Pettinari, portavoce del comitato Non solo Borgo, che rappresenta oltre cento residenti della zona. Le richieste dei cittadini, da sempre, partano dal presupposto dell’opportunità di aver un impianto del genere a pochi metri da case e abitazioni: “Crediamo che sia stato un errore costruire lì questo impianto che da sempre ha creato problemi ai residenti, tra rumori, camion e odori – ha ricordato in aula – ai tempi eravamo stati rassicurati che non ci sarebbero stati impatti, ma la realtà è stata un’altra. Oggi chiediamo di spostare l’impianto”.
Un’opzione, quella di trovare un’altra location, di fatto caduta nel vuoto: “Oggi abbiamo avuto la conferma che per tutte le parti politiche del Consiglio comunale questa richiesta non ha avuto seguito – spiega Pettinari – Chiedevamo non una scelta tecnica, ma una scelta politica. Se ne prenderanno le responsabilità”. Nel progetto è previsto l’inserimento di una barriera acustica indiretta, vale a dire un filare di alberi, mentre i nuovi capannoni saranno “sigillati” per ridurre al massimo rumori e odori. “Il problema della movimentazione però rimane e rimarrà – osserva Pettinari – camion in entrata e in uscita sotto le nostre finestre, tutto il giorno”.
Una criticità che riguarda tutto il quartiere e che potrebbe vedere un effetto moltiplicatore grazie al fatto che entro il 2027, la vicina caserma della polizia, che oggi ospita il reparto mobile e reparto scientifico e cinofilo della polizia, sarà ulteriormente potenziata: “Il progetto è quello di trasferire in via Sardorella l’ufficio immigrazione e passaporti – ha spiegato il segretario del Siap Roberto Traverso durante la commissione – cosa che creerà un nuovo “polo” con una evidente appesantimento della viabilità, per chi dovrà raggiungere quegli uffici e per chi abita nel quartiere. La scelta di concentrare a Bolzaneto non solo l’Ufficio Immigrazione ma anche l’Ufficio Passaporti della Questura di Genova e il Gabinetto Regionale della Polizia Scientifica rappresenta l’esito di un progetto concepito molti anni fa, certamente oltre un lustro e verosimilmente quasi dieci anni fa, senza alcuna reale concertazione con il territorio e senza una valutazione aggiornata delle condizioni sociali, urbanistiche e infrastrutturali. Portare in una zona periferica e già fortemente segnata servizi ad altissima affluenza di pubblico significa aggravare criticità preesistenti. Bolzaneto è un’area che soffre da tempo problemi strutturali rilevanti, a partire dalla carenza di collegamenti e di un sistema di trasporto pubblico adeguato a sostenere flussi quotidiani di utenti, fino alla presenza dell’impianto AMIU di via Sardorella, che invece di essere ridimensionato è stato ulteriormente implementato, replicando un errore già visto in passato, ovvero quello di collocare un impianto di smaltimento rifiuti in una zona abitativa, senza una visione complessiva e senza un adeguato bilanciamento degli interessi in gioco”.
“Le promesse di prestare più attenzione e sensibilità alle problematiche delle periferie che la sindaca aveva fatto in campagna elettorale oggi vengono disattese completamente da questa giunta – conclude Pettinari, a margine della seduta –
La conferma del sito di Via sardorella né è la riprova, perché tale infrastruttura si pone in un contesto urbano già fortemente compromesso. In più fasi abbiamo chiesto all attuale amministrazione comunale di considerare uno spostamento ma tale richiesta non è stata mai presa neanche in considerazione. Chiediamo alla sindaca Silvia Salis di farsi carico di questa situazione“.