Amir suicida a 21 anni nel carcere di Marassi, la procura chiede di processare due agenti della penitenziaria

  • Postato il 25 marzo 2026
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Genova. Si era impiccato con un lenzuolo nel bagno della sua cella davanti alla telecamera ma i due agenti che dovevano sorvegliarlo a vista, non si erano accorti di nulla ed erano entrati solo cinquanta minuti dopo il gesto estremo. Per questo per due poliziotti penitenziari, di 39 e 32 anni la pm Gabriella Dotto ha chiesto il rinvio a giudizio per omicidio colposo.

Il fatti risalgono al 4 dicembre 2024. Il 21enne Amir Dhouiou, originario della Tunisia, era stato collocato nella sezione di “Grande Sorveglianza Custodiale” del carcere di Marassi perché già nei giorni precedenti aveva ripetutamente cercato di ferirsi. Anche quel giorno era in forte stato di agitazione psicomotoria, come accertato dall’inchiesta e dalla documentazione fornita dalla direzione del carcere.

Per questo doveva essere sorvegliato a vista. Ma così non è stato. Amir era detenuto nella cella 7bis e per il suo monitoraggio era stato diramato uno specifico ordine di servizio che prevedeva l’ingresso in cella ogni 15 minuti anche perché una delle due telecamere non era funzionante e la sorveglianza costante da remoto tramite l’unica telecamera funzionante, quella del bagno della cella.

Invece il 4 dicembre uno dei due agenti imputati era entrato alle 16, insieme a un infermiere che aveva somministrato al 21enne la terapia. L’uomo invece alle 16.11 aveva tentato una prima volta di impiccarsi in bagno. Non c’era riuscito ma due minuti dopo aveva ritentato. Erano le 16.13. Tutta la drammatica scena, come risulta dagli atti, è stata ripresa proprio dalla telecamera del bagno che mostra come il 31enne sia rimasto ancora vivo per alcuni minuti (gli ultimi movimenti del corpo vengono registrati alle 16.18). Ma nessuno era entrato in quella cella o stava guardando le immagini e il corpo senza vita era stato scoperto sono alle 17.

I due imputati, assistiti dagli avvocati Eleonora Rocca e Sergio Musacchio, si sono sempre difesi dicendo di essere stati impegnati in un altro intervento che gli avrebbe impedito di effettuare il giro di controllo e di guardare le telecamere. L’udienza preliminare è stata fissata il 7 maggio davanti alla gip Carla Pastorini.

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Genova24

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