Altrimondi
- Postato il 18 febbraio 2026
- Di Il Foglio
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Altrimondi
Oswald Spengler ne Il tramonto dell’occidente spiega come la storia avanzi attraverso una serie di cicli che nel loro procedere chiuso delineano la storia intera dell’umanità, dalla grandezza dell’antichità fino alla decadenza del mondo moderno. Il libro di Federico Campagna (pubblicato nella già classica nuova collana Maverick di Einaudi, una serie di testi che si presentano a pieno titolo come strumenti per la navigazione nelle acque del contemporaneo) costruisce invece un percorso opposto fatto di una sorprendente unità, che dalla nascita dell’umanità giunge fino a oggi, basata sulle migrazioni nel Mediterraneo che da ogni tempo regolano non solo gli spostamenti fisici, ma anche la costruzione dell’immaginario, una millenaria storia di speculazioni e racconti che testimoniano la necessità, propria della nostra specie, di trovare una spiegazione a ciò che accade. Ma per spiegarsi ciò che sembra non tornare gli uomini dell’Egitto e della Mesopotamia, dell’antica Grecia e dei culti cristiani più o meno ortodossi, i mistici sufi e i protagonisti delle Crociate hanno dovuto forzare i confini della loro mente costruendo delle storie che creassero un nuovo luogo di residenza, un mundus imaginalis, per dirla con uno dei personaggi di questo libro, Henry Corbin, in grado di soccorrerli nell’apocalisse che stavano vivendo. Questi popoli del Mediterraneo davanti alla distruzione incipiente o già avvenuta hanno scelto di spostarsi fisicamente o con la mente e il libro di Campagna insegue proprio le tracce di questo viaggio millenario attraverso gli “eroi dell’immaginazione mediterranea”, “gli esiliati, i migranti e i disertori che hanno scavato delle vie d’uscita dalle società del loro tempo” e, soprattutto, attraverso un racconto che fa propria la natura ancestrale della narrazione come forma di conoscenza con un narratore-Virgilio che ci guida tra i meandri di questo percorso (indimenticabile la parte in cui la poetessa Cristina Campo lo accompagna tra mistici, studiosi di religione e perennialisti). Altrimondi non è solo un saggio capace di svelare le forme dell’immaginazione mediterranea di ogni tempo, ma è anche la bussola più straordinaria per muoversi nel mondo complesso che ogni giorno ci troviamo ad affrontare, un testo imprescindibile per chi ancora, e con coraggio, prova ad accostarsi alle domande che interrogano da sempre l’umanità (chi siamo, da dove veniamo e dove andiamo) e al disorientamento “che tocca in sorte a ogni essere umano che cerchi di orientarsi tra le catastrofi della vita”. E quando, alla fine di questo viaggio che ha attraversato i millenni, ritroviamo la mente bambina che ci aveva accolto all’alba di questo cammino, capiamo che non esiste una fine o un inizio e ci lasciamo andare, per un istante, alla commozione.
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