Alluvione nella Sibaritide, aperta inchiesta

Il Quotidiano del Sud
Alluvione nella Sibaritide, aperta inchiesta

Dopo l’alluvione che ha devastato Corigliano-Rossano e Cassano, la Procura di Castrovillari indaga su possibili responsabilità nella gestione dell’emergenza


CASTROVILLARI – La grande paura è ormai alle spalle per gli abitanti della Sibaritide. Ma il sole che è tornato a splendere in queste ore non cancella i danni dell’alluvione di metà febbraio, quando la piena del fiume Crati ha sommerso interi territori, devastando case, strade e colture. Centinaia di cittadini costretti a evacuare dalle proprie abitazioni, completamente invase dall’acqua, e a cercare una sistemazione temporanea presso parenti o amici, decine le aziende distrutte, incalcolabili le perdite per il comparto economico e turistico.

ALLUVIONE NELLA SIBARITIDE, APERTA INCHIESTA


Particolarmente colpite dall’ondata di maltempo le contrade Foggia, Thurio e Ministalla a Corigliano Rossano, i Laghi di Sibari e le frazioni Lattughelle e Piano Scafo a Cassano allo Jonio, dove anche l’area archeologica è finita sott’acqua. C’è chi racconta di aver perso tutto: mobili, imbarcazioni, effetti personali, ricordi e tanto altro, costruito con i sacrifici di una vita. Tutto questo era evitabile? È la domanda che adesso, all’indomani dell’alluvione, in tanti si pongono, e a cui cercherà di dare una risposta la Procura di Castrovillari, che ha avviato un’indagine su quanto accaduto nelle scorse settimane.

ACCERTARE EVENTUALI PROFILI DI RESPONSABILITÀ

L’Ufficio, guidato dal procuratore capo Alessandro D’Alessio, è, infatti, intento a svolgere una serie di accertamenti che mirano a verificare la corretta gestione dell’emergenza legata al maltempo. In altre parole, si cercherà di far luce su ogni aspetto per comprendere se vi siano eventuali profili di responsabilità in relazione agli eventi.

ALLUVIONE NELLA SIBARITIDE, NON RISULTANO INDAGATI


Va detto che, al momento, non risultano iscritti nel registro degli indagati. Sulle indagini attualmente in corso, delegate ai carabinieri del Reparto Territoriale di Corigliano Rossano, sotto la guida del tenente colonnello Marco Gianluca Filippi, vige il massimo riserbo. Nel frattempo, i residenti evacuati in via precauzionale sono stati fatti rientrare nelle loro abitazioni ed è cominciato il lavoro di ricostruzione, grazie anche all’aiuto e alla solidarietà di tanti volontari e associazioni.

LA RABBIA PER LA MANCATA SICUREZZA DEGLI ARGINI

Resta, tuttavia, la rabbia per la mancata opera di messa in sicurezza degli argini. Non è, infatti, la prima volta che accade: già otto anni fa, un’altra alluvione si era abbattuta negli stessi luoghi, provocando danni ingenti. Nei giorni scorsi, era stato il sindaco di Corigliano Rossano, Flavio Stasi, a puntare il dito contro la “mala gestio” della Regione Calabria, parlando di «soldi fermi da anni proprio per questi tratti»: fondi, pari a 8 milioni di euro, già stanziati e mai spesi.

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