Alluvione e zone esondabili del fiume Bormida, le nuove mappe di rischio dell’Autorità del Po preoccupano i Comuni

  • Postato il 14 febbraio 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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valbormida allagata 21 settembre 25

Valbormida. L’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po “ridisegna” il piano gestione del rischio di alluvioni per il ciclo di pianificazione 2028-2033, inserendo nelle mappe aggiornate l’evento del 26 e 27 ottobre 2024. Si tratta di un adempimento periodico e dovuto, ma proprio in seguito agli ultimi fenomeni che hanno colpito duramente i Comuni valbormidesi si tratta di un prospetto che riporta numerose proposte di variazioni e, pertanto, di interventi urgenti per l’assetto idrogeologico.

Tutti gli interessati, ovvero Regione Liguria, Provincia di Savona, Comuni e anche i privati, avranno tre mesi di tempo per formulare osservazioni alle mappe di cui si dovrebbe tener conto per redigere il progetto definitivo della pericolosità.

La Revisione delle aree P3 (pericolosità alta, tempo di ritorno 50 anni), P2 (media, 200 anni), P1 (bassa, 500 anni) del reticolo secondario collinare-montano è basata su aggiornamenti di piani e strumenti urbanistici, aree realmente allagate durante eventi recenti, correzioni e perfezionamenti cartografici, considerano gli eventi del 2015, 2019, 2021 e 2024 (2025 escluso perché ancora in valutazione).

Tra i Comuni che sono già al lavoro per verificare le nuove mappe e produrre le eventuali osservazioni quelli maggiormente colpiti dai fenomeni alluvionali, ovvero Cairo, Carcare e Dego.

cartine zone esondabili bormida

Per quanto riguarda il primo, “è stato affidato alla società Hydrodata uno studio idraulico puntuale che dovrà tener conto delle mappe per poi procedere con gli interventi, dell’entità di nove milioni di euro, che la Regione Liguria finanzierà. Secondo la nuova cartografia i peggiorativi sono segnalati in particolare nell’area dell’ex Cairo Reindustria e lungo Corso Marconi, dove probabilmente verranno indicati ulteriori vincoli che stanno preoccupando le aziende presenti nei siti posti dall’Autorità di bacino del Po ad alta pericolosità”, afferma l‘assessore ai lavori pubblici Fabrizio Ghione.

A Carcare, come spiega il sindaco Rodolfo Mirri, “i tecnici sono già al lavoro e la speranza è che non vengano blindate del tutto la zona dei Gaggioni e la cosiddetta piana del Mulino, ad oggi l’unico sfogo idoneo all’espansione del paese. Gli interventi già in corso d’opera dovrebbero essere autorizzati, ma non nascondiamo una certa preoccupazione, soprattutto alla luce del fatto che stiamo redigendo il nuovo Puc (piano urbanistico comunale) e la mappatura attuale non aiuta”.

Anche Dego è alle prese con un incarico, già affidato, “che dovrà produrre una relazione approfondita sul rischio idrogeologico, su cui basarsi per ottenere finanziamenti e intervenire per mettere in sicurezza il rio Pollovero e il rio Gallaro, ma anche l’area artigianale lungo la SS29 dove è aumentato il pericolo di esondabilità”, commenta il primo cittadino Franco Siri.

Delle sei aree regionali a rischio potenziale di alluvioni significative di primo livello, ben cinque interessano la Bormida di Millesimo e quella di Spigno, oltre all’Erro, lo Stura e lo Scrivia.

Autore
Il Vostro Giornale

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