“Allarme rosso contro la scuola di Valditara e dell’UE”, studenti in corteo: uova e arance sui ritratti di Meloni e Von Der Leyen

  • Postato il 4 aprile 2025
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Corteo sciopero studenti 4 aprile

Genova. Gli studenti italiani e genovesi sono tornati in piazza oggi, venerdì 5 aprile, per protestate contro la gestione del comparto scolastico del governo e contro la politica del riarmo inaugurata in queste settimane dall’Unione Europea in risposta alla scelte di politica internazionale di Washington.

A lanciare la manifestazione “Allarme Rosso contro la Scuola di Valditara e dell’UE, i collettivi studenteschi Osa e Cambiare Rotta, in occasione dello sciopero nazionale lanciato da Usb in diverse piazze italiane: “Usb Scuola ha deciso di unirsi alla loro lotta, convinta che “solo l’unione delle lotte di lavoratori e studenti può abbattere un sistema sempre più aberrante”.

Il corteo genovese è partito poco dopo le 9 da piazza De Ferrari per attraversare il centro cittadino, passando da Portello, Corvetto, Brignolo, via XX Settembre e per poi concludersi in piazza Matteotti. “Gli argomenti sul piatto sono veramente tanti, da partire dalla scuola di Valditara fino all’università della Bernini, per arrivare al governo Meloni, all’Unione Europea che ha un piano di riarmo che quindi poi prevede nelle scuole e nelle università l’asservimento completo a aziende belliche e ai privati – spiega Valentina, studentessa del collettivo Cambiare Rotta – è una cosa inaccettabile perché il nostro diritto allo studio non si basa su aziende private, industrie belliche ma si basa su una vera emancipazione”. Portato in corteo anche un fantoccio a forma di asino cavalcato simbolicamente dalla ministra Bernini: “Lei dice di garantirci il futuro migliore, nel mondo migliore possibile all’interno delle università, delle accademie, mentre in realtà quello che ci promette è solo precarietà, sfruttamento e disagio psicologico”.

A Corvetto il corteo si è fermato qualche minuto per una azione dimostrativa: alcuni cartelli con i volti di Giorgia Meloni, Giuseppe Valditara, Anna Maria Bernini e Ursula von der Leyen sono stati appesi ai lampioni della piazza per poi essere bersagliati con arance e uova in segno di protesta contro le scelte del governo italiano sulla scuola e della Commissione Europea sul riarmo.

“Oggi sono più di dieci scuole quelle che partecipano dopo il gigantesco sciopero che abbiamo costruito il 7 di marzo –  racconta un attivista di Osa – Si è sentita la necessità appunto di costruire per la data del 4 aprile, cioè oggi un altro sciopero sul modello di scuola che Valditara sta cercando di imporre in questi due anni di mandato e fondamentalmente oggi appunto siamo in piazza innanzitutto per ribadire che i soldi devono andare alle scuole e non alla guerra dopo l’approvazione del piano del riarmo europeo da 800 miliardi di euro, ci dicono sempre che non ci sono soldi né per la sanità pubblica né tantomeno per le scuole: gli studenti stanno nelle scuole rischiando di rimanere feriti dai soffitti che crollano come è successo a Gastaldi Abba un paio di settimane fa. Però quando ci saranno i soldi per la guerra invece si tirano fuori 800 miliardi subito. Oggi poi siamo anche in piazza ovviamente sempre per inserire l’educazione sessuale all’interno delle scuole, avevamo dato un mese di tempo al ministro e alla Regione Liguria e ai presidi per esprimersi, le risposte non sono arrivate e per cui oggi siamo qua di nuovo in piazza anche per ribadire che l’educazione sessuale che vogliamo all’interno delle scuole, l’educazione sessuale laica e non quella della Regione Liguria che come dicevamo anche l’altra volta va assolutamente ritirata”.

Ma non solo: “Oggi siamo anche in piazza inoltre per l’abolizione del PCTO che riteniamo essere uno strumento di sfruttamento che crea una divisione fra scuole di serie A, che sono i licei, e le scuole di serie B e manda i ragazzi di 16, 17, 18 anni a morire come era già successo un paio d’anni fa nelle fabbriche. Ricordiamo i tre nomi Giuseppe Renoci, Lorenzo Parelli e Giuliano”.

“Scioperiamo contro un rinnovo contrattuale che determinerebbe di fatto un impoverimento dei docenti e del personale Ata – aggiunge Usb – contro la chiamata diretta degli insegnanti di sostegno da parte delle famiglie, contro gli investimenti in armamenti che impediscono gli investimenti in scuola e istruzione e in ogni settore del servizio pubblico, contro la riforma degli istituti tecnici e professionali, le reazionarie linee guida per il primo ciclo, classiste e razziste, contro il mercimonio di titoli abilitanti, per l’assunzione dei precari in I fascia delle Gps e dei vincitori e degli idonei dei concorsi banditi per rinvigorire la scuola pubblica statale”.

Autore
Genova24

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