Allarme prezzi del gasolio per gli autotrasportatori, interviene sul tema Confartigianato Imprese Piemonte

  • Postato il 15 marzo 2026
  • Economia
  • Di Quotidiano Piemontese
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PIEMONTE – Le conseguenze del conflitto in Iran sul prezzo del gasolio stanno diventando insostenibili. A lanciare l’allarme sono le imprese del trasporto merci di Confartigianato Imprese Piemonte: «Con il costo del carburante oltre i 2 euro, le spese di esercizio di un automezzo superano di gran lunga i ricavi con la conseguenza che gli autisti saranno, purtroppo, costretti a spegnere i motori per non andare in perdita». È la stessa sostenibilità economica delle aziende, a questo punto, che viene messa a dura prova: «Il carburante rappresenta una delle principali voci di costo per le imprese dell’autotrasporto» – spiega Giovanni Rosso, presidente autotrasportatori di Confartigianato imprese Piemonte – «basta un aumento di pochi centesimi al litro per generare migliaia di euro di spesa in più all’anno per ogni mezzo pesante».

«L’aumento esponenziale dei costi di esercizio dei mezzi» – conclude Rosso – «rischia di innescare una pericolosa reazione a catena sull’intera filiera logistica, con inevitabili ripercussioni sull’approvvigionamento delle merci e sui prezzi dei beni al consumo» Confartigianato consiglia alle imprese «di fare valere i propri diritti attivando immediatamente la clausola di adeguamento al costo del carburante (fuel surcharge) nei contratti di trasporto».

Secondo l’analisi fatta dall’Ufficio studi di Confartigianato, un mezzo pesante percorre mediamente circa 100 mila chilometri all’anno, con consumi intorno a un litro ogni tre chilometri. In queste condizioni, un rincaro anche limitato del gasolio può tradursi rapidamente in diverse migliaia di euro di costi aggiuntivi per veicolo. Lo studio ricorda anche la progressione degli aumenti; nel 2021 il prezzo del diesel alla pompa era di 1,35 euro al litro. L’anno dopo, con la crisi in Ucraina raggiunse 1,65 euro al litro (+ 22,3%) mentre adesso ha sfondato i 2 euro.

Tuttavia, secondo l’organizzazione, l’andamento dei prezzi registrato negli ultimi giorni non può essere spiegato esclusivamente con la situazione internazionale. Nel mirino, la politica: «Se vogliono che fermiamo gli automezzi lo dicano» – commenta Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte – «Gli imprenditori stanno già mettendo in campo ogni sforzo possibile per ottimizzare le operazioni: dalla riduzione dei chilometri a vuoto alla formazione per una guida più efficiente, fino al potenziamento della manutenzione preventiva e all’uso della telematica. Quando però ci si scontra con una mentalità degna della sinistra più arcaica rimane poco da fare. È evidente che esistano tensioni internazionali che influenzano il mercato energetico ma è ovvio che siamo di fronte ad una speculazione di cui il governo sembra voler approfittare» conclude Felici. Ora, sono necessarie azioni mirate e veloci per salvare migliaia di attività e di posti di lavoro.

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