Alcaraz supera Djokovic e Nadal e riscrive la storia all’Australian Open: Nole s’illude, ma Carlos non è Sinner

  • Postato il 1 febbraio 2026
  • Di Virgilio.it
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Oggi all’Australian Open si è riscritta la storia del tennis e non sarebbe potuto essere altrimenti. Raramente si è vista una finale con una posta in palio come questa. Da una parte Novak Djokovic, che dopo l’impresa su Jannik Sinner puntava a diventare il giocatore in assoluto con più titoli dello slam; dall’altra Carlos Alcaraz, arrivato a Melbourne con la seria intenzione di diventare il più giovane di sempre a completare il Career Grand Slam. A trionfare al termine di un match altamente spettacolare alla fine è stato lo spagnolo, bravo a reagire dopo un primo set dominato da Nole e soprattutto a non incappare negli errori commessi dal suo rivale azzurro in semifinale e a non finire intrappolato nella tela intessuta dal serbo.

Alcaraz ribalta Nole e conquista l’Australian Open

La vittoria su Sinner in semifinale e l’essere tornato a giocarsi un titolo dello slam a distanza di circa un anno e mezzo da Wimbledon 2024 hanno certamente caricato Djokovic, che infatti contro Alcaraz parte alla grande, sfruttando la freschezza fisica di inizio match e mettendo alle strette lo spagnolo, il quale fatica a impensierirlo in risposta e finisce invece col cedere per due volte il servizio, permettendo al serbo di conquistare il primo parziale per 6-2.

Un set che illude un po’ Nole e scatena la reazione di Carlos, il quale rientra in campo con tutt’altro piglio per il secondo parziale. Alcaraz aumenta la velocità di palla e la sua intensità, correndo da una parte all’altra obbligando sempre Djokovic a un colpo in più e soprattutto facendosi da subito più aggressivo in risposta e sicuro al servizio, con il serbo che non riesce ad arginarlo e finisce col cede il parziale con un risultato speculare a quello precedente.

A questo punto ad avere le redini della partita in mano è lo spagnolo, che infatti conquista agevolmente anche il terzo set portandosi in vantaggio. Djokovic non ha però intenzione di cedere tanto facilmente, e infatti nel quarto set prima lotta con i denti per salvare ben sei palle break in un solo game e poi si procura una clamorosa chance di strappare la battuta ad Alcaraz, che però non trema, l’annulla e spegne le speranze di Nole, che viene sconfitto con il risultato finale di 2-6 6-2 6-3 7-5.

Le chiavi del match: Nole più stanco, Carlos non incappa negli errori di Sinner

Se contro Sinner Djokovic si era presentato fresco come una rosa visti i soli due set disputati tra ottavi e quarti di finale, alla finale contro Alcaraz Nole è arrivato certamente più spompato dopo la durissima semifinale contro Jannik, che in un certo senso ha fatto un vero e proprio piacere al suo rivale spagnolo. A partire dal secondo set infatti si è visto sempre più come il serbo fosse in difficoltà a mantenere l’intensità avuta nel primo parziale, con la sua velocità di palla che si abbassa e una maggiore difficoltà negli spostamenti che lo ha portato a commettere parecchi errori quando chiamato a colpire in corsa.

La vera e proprio differenza tra questo match di Djokovic e quello disputato contro Sinner l’ha fatta la gestione di Alcaraz. Se in semifinale contro Nole Jannik aveva dato la sensazione di essere tornato quello di qualche stagione fa, quando faticava a concretizzare le tante chance in suo favore e a trovare un piano B in corso d’opera, Carlos invece ha dimostrato tutti i suoi progressi in finale. Lo spagnolo infatti non si è demoralizzato dopo un primo set dominato dal suo avversario e non si è fatto schiacciare dalla pressione, controllando lo scambio, variando il più possibile per infastidire l’avversario e non dargli punti di riferimenti, accettando di allungare lo scambio sacrificandosi in difesa per far colpire sempre una palla in più a Djokovic, come se consapevole della propria superiorità e che il primo a sbagliare sarebbe stato Nole – sensazione che invece Sinner non ha quasi mai trasmesso, come se si fosse fatto schiacciare dall’”aura” di Novak – e soprattutto ha giocato al meglio i punti più importanti, non sprecando le tante occasioni in suo favore (forse solo una nel quarto set).

Alcaraz supera Nadal come più giovane a completare il Career Grand Slam. Tabù Major n°25 per Nole

Questo successo fa entrare sempre più nella storia Alcaraz, che non solo ha completato il Career Grand Slam, ma è diventato anche il più giovane di sempre a riuscirci a 22 anni e 272, battendo il precedente record nell’era open del suo idolo Rafael Nadal (24 anni e 88 giorni, mentre Don Budge ci riuscì a 22 anni e 363 giorni, ma nel 1938, quindi molto prima dell’era Open), che tra l’altro era proprio sugli spalti ad assistere a questa incredibile finale. Il 25° slam si conferma invece un tabù per Djokovic, che ha sempre perso le sue finali Major dopo il 24° titolo contro Alcaraz.

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Virgilio.it

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