Alcaraz stufo di doversi sudare le vittorie: "Contro di me sembrano tutti Federer". Le ultime sulla caviglia

  • Postato il 10 marzo 2026
  • Di Virgilio.it
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C’è chi non riesce proprio a digerire le sconfitte e chi invece fatica persino ad accettare le vittorie. Soprattutto quelle sudate. Tra tutti gli sfoghi di cui poteva rendersi protagonista, Carlos Alcaraz ha scelto quello originato dalla ragione più surreale: le eccessive motivazioni degli avversari contro di lui. Che “cattivoni”, Rinderknech e gli altri che hanno provato a batterlo ultimamente: lo hanno costretto a impegnarsi quando non avrebbe voluto. Quando magari avrebbe preferito risparmiarsi. Anche a rischio di incappare in un infortunio. Sembra suggerire questo la clamorosa “filippica” di Carlitos nel ventre di Indian Wells, dopo la rimonta sul francese.

Indian Wells, Alcaraz si sfoga dopo la rimonta su Rinderknech

Se a fine match Alcaraz era stato infatti prodigo di belle parole per l’avversario che per poco non ha chiuso anticipatamente la sua avventura nel “Tennis Paradise”, in sala stampa lo spagnolo s’è lasciato andare a una vera e propria sceneggiata. “Contro di me sembrano tutti Federer”, ha esordito quasi risentito per la bontà della prestazione del rivale. “A volte mi stanco di giocare sempre contro Roger a ogni turno… Sembra proprio che stiano giocando a un livello davvero pazzesco. Non so se lo sto vivendo nel modo giusto – ha ammesso il murciano – ma ho la sensazione che succeda sempre contro di me”.

“Sarebbero più in alto in classifica”: l’assurda lamentela di Carlos

Finita? Non ancora. C’è spazio per un’altra tiratina d’orecchie a Rinderknech e agli altri che hanno “osato” giocar bene contro di lui: “Se giocassero a quel livello in ogni partita, sarebbero molto più in alto nel ranking. Però ovviamente è qualcosa che mi preoccupa perché capita che, quando sto giocando, ci penso. Tutto quello che posso fare è accettarlo, andare avanti e cercare di fare cose diverse durante la partita. Non devo permettere al mio avversario di essere aggressivo, devo piuttosto cercare di imporre il mio stile, il mio tennis, il mio livello di gioco nella partita. Ma ovviamente la prima cosa da fare è semplicemente accettare che chi ho di fronte stia giocando bene”.

La solitudine del numero 1: “Mi sento con un bersaglio sulla schiena”

Quindi la perla: “Mi sento come se avessi un bersaglio sulla schiena, ho l’impressione che, se non giocano a quel livello di tennis, non possano vincere contro di me. O almeno penso che sia questo che potrebbero pensare”. Insomma, Alcaraz sembra essere piombato nella solitudine dei numeri 1, preoccupato per la competitività di avversari che alla vigilia riteneva inferiori. Intanto lo stesso Alcaraz ha aggiornato sulle condizioni della caviglia, che si è leggermente girata nel corso del match. “Direi che va tutto bene, la controllerò col mio fisio. Però, come avete visto, sono riuscito a correre bene, quindi spero sia tutto a posto“. Ad attendere Carlitos agli ottavi c’è Casper Federer. Pardon, Casper Ruud.

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