Alcaraz, colpo di scena clamoroso: Ferrero ha trovato il suo erede, ma non è un tennista. Anche Carlos nella bufera
- Postato il 26 gennaio 2026
- Di Virgilio.it
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Se Sinner è stato travolto dalle polemiche perché accusato di essere favorito dagli organizzatori dell’Australian Open per l’orario del derby con Darderi, anche Carlos Alcaraz è finito nella bufera per il ‘braccialetto della discordia’. Intanto si registra un colpo di scena clamoroso: il suo ex allenatore, Juan Carlos Ferrero, ha già trovato il suo erede. E non è un tennista.
- Alcaraz, colpo di scena: l’ultima sfida di Ferrero
- Chi è l’erede di Carlos
- Anche il numero 1 nella bufera
- Il motivo della polemica
Alcaraz, colpo di scena: l’ultima sfida di Ferrero
Il 2025 si è chiuso con la spiazzante decisione di Alcaraz di scaricare il suo storico coach, con cui – a soli 22 anni – ha conquistato sei Slam e la cima del ranking. Alla vigilia dell’Australian Open il numero 1 del mondo ha archiviato la vicenda parlando di “capitolo chiuso di comune accordo: siamo rimasti amici, abbiamo un buon rapporto”.
Non è proprio così. Anche perché il divorzio si è consumato non solo per problemi di natura contrattuale, ma pure per via dei rapporti tesi tra Ferrero e la cerchia del murciano. Carlos sta provando a superare se stesso a Melbourne guidato da Samu Lopez, ma Juanki non è certo rimasto a leccarsi le ferite causate da una separazione nient’affatto voluta. Il 45enne non ha perso tempo e ha deciso di misurarsi con un’esperienza nuova, inaspettata.
Chi è l’erede di Carlos
Chi l’avrebbe mai detto: Ferrero, che ha fatto di Alcaraz un fuoriclasse, ha scelto – a sorpresa – di lasciare il tennis per il golf. Una decisione spiazzante, clamorosa. Che non poteva non destare enorme clamore in Spagna e non solo.
Il nuovo Carlos è Ángel Ayora, 21enne e promessa iberica del golf. Il compito del nativo di Ontinyent sarà curare “l’aspetto mentale e lo sviluppo professionale” di Ayora, come annunciato su Instagram. Reduci da un’esperienza condivisa a Dubai, i due sono pronti a vivere questa nuova e intrigante esperienza.
[iol_placeholder type="social_instagram" id="DT8Z68zDutG" max_width="540px"/]Anche il numero 1 nella bufera
Negli ultimi giorni su Sinner sono piovute polemiche a secchiate. Prima per il match vinto contro l’americano Spizzirri e il ‘presunto aiuto’ ricevuto nel momento più complicato dell’incontro, cioè quando i crampi lo stavano costringendo ad alzare bandiera bianca. Poi per la ‘retrocessione’ sulla Margaret Court Arena per il derby con Darderi, che gli ha permesso di evitare il caldo dell’orario diurno.
Proteste, però, non sono mancate neppure nei confronti di Alcaraz e in particolare per quel ‘braccialetto intelligente’ che ha indossato al polso destro e che è stato costretto a rimuovere prima della gara del terzo turno vinto contro l’americano Tommy Paul. Come riferisce il quotidiano spagnolo As, si tratta di un dispositivo che monitorava diversi aspetti come il recupero, lo sforzo fisico e il sonno.
Il motivo della polemica
Alcaraz ha accettato la delusione senza batter ciglio, ma sopratutto sui social c’è chi ha avanzato dubbi e alimentato sospetti. La polemica si è accesa quando è intervenuta l’azienda che lo produce con l’obiettivo di fugare ogni dubbio: “I dati non sono steroidi. Whoop (il nome del braccialetto, ndr) è approvato dalla Federazione Internazionale Tennis per l’uso durante le partite e non presenta alcun rischio per la sicurezza”.