Albenga, famiglia accusa il Trincheri: “Papà era grave, scoperto con una visita programmata”. La replica: “Frasi lesive”

  • Postato il 16 febbraio 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Istituto Trincheri Albenga

Albenga. Una visita medica programmata da tempo si è trasformata nell’inizio di un drammatico peggioramento clinico per un anziano ospite dell’Istituto Domenico Trincheri di Albenga, deceduto poi in ospedale dopo alcuni giorni di ricovero. 

E i familiari dell’uomo hanno deciso di rendere nota la vicenda inviando una lettera a IVG “per sottoporre all’opinione pubblica quanto accaduto il 22 del mese scorso (gennaio)”, quando il loro congiunto è stato trasportato presso l’ospedale di Albenga per un controllo. 

Secondo il racconto dei parenti, il medico che avrebbe dovuto sottoporre l’anziano alla visita “appena giunto, constatato lo stato fisico dello stesso, – si legge – ne ha disposto il trasferimento immediato al Punto di Primo Soccorso, da cui è partito il trasporto d’urgenza in codice rosso al Pronto Soccorso del Santa Corona”. 

“A Pietra Ligure, – sempre secondo il racconto dei familiari, – i sanitari si sono prodigati nel tentativo di ripristinare le attività vitali già compromesse senza essere state precedentemente riscontrate presso l’Istituto Trincheri”. 

Ma non solo, perché la famiglia lamenta anche una presunta “mancanza di attenzione da parte dell’Istituto”, sottolineando che “solo alle 22 dello stesso giorno il personale infermieristico del Trincheri ha telefonato alla figlia del paziente riscontrando che dalla visita medica programmata della stessa mattinata non aveva ancora fatto rientro presso la struttura chiedendo le motivazione”. 

Nel loro sfogo, infine, i familiari hanno anche citato quelle che, a loro dire, sono state le parole dei sanitari ospedalieri, che sarebbero “rimasti increduli dell’accaduto”.

L’Istituto Domenico Trincheri ha risposto ufficialmente alle contestazioni, precisando in primis che l’uomo era un “paziente fragile, affetto da gravi pluripatologie evolutive ed ingravescenti per l’età avanzata”. 

La direzione ha evidenziato come nell’ultimo mese “l’anziano fosse già stato inviato due volte al Santa Corona per aggravamenti e che in entrambi i casi l’ospedale lo avesse dimesso verso la RSA senza il passaggio intermedio ad una RSA post-acuti, ritenendo probabilmente superata la fase acuta”. 

Quindi, un passaggio sulle dichiarazioni dei famigliari: “Pur comprendendo il loro stato d’animo, siamo oltremodo sorpresi dalle dichiarazioni trasmesse alla stampa e dal loro contenuto che riteniamo gratuito e lesivo dell’operato dell’Istituto, – hanno dichiarato dal Trincheri. – Le persone accedono volontariamente alla nostra struttura e non per conseguirne guarigione ma per ottenere assistenza nell’ultima fase della loro vita, quando, al proprio domicilio, la stessa risulta inadeguata perché fornita da personale non preparato e pertanto insostenibile per la famiglia. Inoltre, precisiamo che siamo l’unica residenza socio-sanitaria pubblica presente sul nostro territorio ed in quanto tale non con finalità di lucro“. 

Nel concludere la nota, l’istituto ha comunque teso la mano alla famiglia dell’anziano, dicendosi “profondamente addolorato per la perdita, partecipando al lutto dei congiunti e ringraziandoli comunque poiché ogni segnalazione e reclamo possono essere utili per il costante miglioramento dell’opera di assistenza dell’ente”.

Autore
Il Vostro Giornale

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