Albenga-Alassio, il sindaco Tomatis supera il mito della rivalità: “Diversi, ma complementari. Il commercio ingauno? Cresce e siamo attrattivi”
- Postato il 13 aprile 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Albenga. Albenga è molto più della seconda città della provincia di Savona: è un equilibrio delicato tra terra e vetrine, tra la forza della Piana e la vitalità commerciale che si snoda tra il centro storico e la zona mare. Ad Albenga l’agricoltura non è solo produzione, ma un vero motore economico che alimenta un indotto trasversale: dai trasporti alla logistica, dai mercati alla ristorazione (pensiamo ai “4 di Albenga”, che ritroviamo sulle tavole dei ristoranti), fino al turismo.
Non è però il racconto delle singole serrande che si abbassano o si alzano quello che interessa davvero. Il punto è capire cosa sta succedendo nel complesso nel comprensorio più importante della nostra provincia: se il commercio albenganese – dal dettaglio ai bar, fino alla ristorazione – stia reggendo oppure no all’onda d’urto dell’inflazione e dei colossi dell’e-commerce.
E allora la domanda è semplice: come sta il commercio ingauno alla vigilia della stagione estiva?
AD ALBENGA LE APERTURE SONO PIÙ DEL DOPPIO RISPETTO ALLE CHIUSURE [FINE 2025]
Per capirlo abbiamo interpellato il sindaco Riccardo Tomatis, partendo dai numeri. Numeri che, almeno sino a fine 2025, raccontano una città tutt’altro che ferma: come sottolineato pochi mesi fa dall’assessore Camilla Vio, le aperture sono state più del doppio delle chiusure nei primi mesi dell’anno. Tradotto: 87 nuove attività contro 42 cessazioni.
Un saldo positivo, che però da solo non basta a spiegare tutto: “Come amministrazione – racconta il sindaco Tomatis aI microfoni di IVG – non abbiamo rilevato segnali che indichino un problema strutturale del commercio cittadino. Al contrario, in questi anni Albenga ha conosciuto una crescita significativa, diventando sempre più un punto di riferimento, soprattutto per i giovani che scelgono di trascorrere qui le loro serate, preferendola spesso anche ad altre località del territorio”.
Il centro storico di Albenga rappresenta sicuramente uno dei simboli del rilancio del commercio ingauno. E qui secondo il sindaco i numeri parlano chiaro: “L’evoluzione è evidente e sotto gli occhi di tutti, ma anche la zona mare sta vivendo una fase di sviluppo importante. Proprio su quest’area stiamo concentrando ulteriori investimenti e iniziative, con l’obiettivo di renderla sempre più attrattiva e viva durante tutto l’anno”.
“Quando si parla di commercio, è fondamentale sottolineare il ruolo dei privati. Negli ultimi anni abbiamo assistito a investimenti rilevanti, sia da parte della grande distribuzione sia da parte di piccoli imprenditori. L’apertura di nuove realtà commerciali e il consolidamento di quelle esistenti dimostrano una fiducia concreta nel territorio ingauno – aggiunge -. Parallelamente, il centro storico continua ad arricchirsi grazie all’iniziativa di attività di qualità che contribuiscono a valorizzarne l’identità e a renderlo sempre più dinamico. Anche nei casi di cessazione o cessione, registriamo generalmente una rapida riapertura degli spazi, segno di un mercato attivo”.
Il primo cittadino ingauno scende quindi nel dettaglio: “Pensiamo anche solo al boom che sta registrando la zona di via Roma: ha aperto la gastronomia di Scola, un nuovo bar e nella vicina Piazza Trincheri presto aprirà un nuovo locale. Non solo, in via Palestro anche è in vista una nuova apertura, mentre realtà come Sara Glam si sono ampliate. Ha recentemente aperto la gelateria Perlecò e molte attività si sono rinnovate e ringiovanite, pensiamo a Mini, ma anche al Candidato che sta per riaprire, l’ex bar Testa e la pizzeria 33. Tra le nuove aperture non dobbiamo assolutamente dimenticare Brod e V44 Gioielli. Sono solo alcuni esempi che evidenziano un dinamismo sintomo del buon stato di salute dell’economia ingauna”.
Per Tomatis, dunque, la situazione è di perfetto equilibrio nonostante le difficoltà del periodo storico: “Nei casi di cessazione o cessione, possiamo parlare di un ricambio fisiologico, tipico del settore commerciale. I dati a nostra disposizione restituiscono un quadro complessivamente positivo e di stabilità che, nel contesto economico attuale, rappresenta un elemento tutt’altro che scontato”.
IL RUOLO DEL COMUNE
Tasse, burocrazia e concorrenza online: cosa può fare l’amministrazione per aiutare i commercianti ingauni?
Ovviamente in questo caso la questione non riguarda solo Albenga, ma data l’importanza del comprensorio ingauno può essere utile capire quali sono gli strumenti in mano all’amministrazione comunale per venire incontro alle attività che faticano a sopravvivere nell’epoca dello shopping online e dei prezzi delle materie prime che lievitano, anche a causa delle congiunture internazionali particolarmente delicate.
“Il commercio online è un fenomeno globale in continua crescita e non può essere ignorato – sottolinea il sindaco di Albenga -. Tuttavia, riteniamo che il valore del commercio di vicinato resti insostituibile. I nostri esercenti si distinguono per la qualità dei prodotti, per il servizio offerto e per il rapporto umano che riescono a instaurare con i clienti: elementi che nessuna piattaforma digitale può replicare. Un negozio o un locale non sono soltanto luoghi di acquisto, ma spazi di relazione, identità e socialità. Allo stesso modo, le attività che propongono prodotti artigianali o legati al territorio offrono un valore aggiunto che va oltre la semplice transazione commerciale”.
Ma cosa può fare, nel concreto, l’amministrazione? “Abbiamo sempre cercato di sostenere concretamente il tessuto commerciale locale – dice Tomatis -. Un esempio significativo è rappresentato dal periodo pandemico, durante il quale siamo stati tra i primi a concedere gratuitamente ampliamenti di suolo pubblico, permettendo alle attività di lavorare in condizioni più sostenibili. Inoltre stiamo continuando ad incrementare gli investimenti su eventi sempre più attrattivi per cittadini, visitatori dalle città vicine e turisti. Pensiamo al mese scorso, non propriamente di alta stagione, che ha fatto registrare il tutto esaurito nei B&B, strutture ricettive e ristoranti della zona con eventi quali la partenza del Trofeo Laigueglia, la XCO Coppa Città di Albenga, e adesso con Fior d’Albenga, il concorso Pianistico e gli eventi legati all’enogastronomia. Forse non ci si pensa ma questi eventi alimentano quel circolo virtuoso che sicuramente aiuta anche le attività commerciali della nostra città”.
“La nostra linea è chiara – fa sapere il sindaco -, nel rispetto delle normative vigenti, garantire massima disponibilità e ascolto nei confronti delle esigenze dei commercianti, favorendo iniziative e progettualità che possano rafforzare il settore, sia per le piccole realtà sia per gli investimenti più strutturati”.
Quando si parla di commercio e turismo, Albenga finisce spesso a confronto con Alassio, città simbolo della riviera e storicamente percepita come più “glamour”. Tra rivalità e ironia, resta anche quel panorama unico condiviso sull’orizzonte della Isola Gallinara, che unisce e divide allo stesso tempo le due località.
ALASSIO E LA RIVALITÀ SUPERATA
Ma la “città delle torri” è davvero meno attrattiva della “città del Muretto”? Secondo il sindaco Tomatis si tratta di una “narrazione superata”.
Per il primo cittadino ingauno, infatti, “Albenga sta diventando sempre più attrattiva, e i cambiamenti degli ultimi anni lo dimostrano chiaramente. Se in passato i giovani tendevano a spostarsi altrove, oggi scelgono sempre più spesso di vivere la città, frequentando i locali e gli spazi del nostro centro storico, di più, moltissimi oggi scelgono di venire ad Albenga da Alassio o altri comuni vicini. Negli ultimi decenni Albenga ha intrapreso un percorso di trasformazione, affiancando alla storica vocazione agricola una crescente apertura al turismo. Questo ha generato un circolo virtuoso tra domanda e offerta, particolarmente evidente nel centro storico”.
“È vero che Alassio è fortemente caratterizzata da un turismo balneare – aggiunge ancora Tomatis -, ma Albenga può contare su una proposta più ampia e distribuita tutto l’anno. La città offre un patrimonio unico fatto di storia, arte e cultura: un vero museo a cielo aperto che invita a essere vissuto in ogni stagione. A questo si aggiunge un comparto agricolo ed enogastronomico di eccellenza, con produzioni di rilievo nazionale, oltre a un’offerta crescente legata all’outdoor e al turismo sportivo, favorita dalla posizione strategica tra mare ed entroterra. Grazie al progetto moli, le nostre spiagge si sono inoltre notevolmente allungate e di conseguenza anche il turismo balneare ne ha beneficiato”.
“La nostra visione, comunque, non è quella della contrapposizione, ma della complementarità territoriale. Il futuro del turismo passa sempre più da una logica comprensoriale. In questo contesto, Albenga ha tutte le carte in regola per giocare un ruolo da protagonista”, conclude.