Ala posteriore a 3 flap: arriva la prima soluzione estrema per gestire l’aerodinamica attiva

  • Postato il 24 gennaio 2026
  • Formula 1
  • Di F1ingenerale
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L’ala posteriore a tre flap, la scelta tecnica più radicale della Alpine 2026. Quali sono i vantaggi di questa soluzione

Tra i numerosi dettagli emersi dalle prime immagini della Alpine A526 a Silverstone, uno degli elementi che ha immediatamente attirato l’attenzione degli osservatori tecnici è senza dubbio l’ala posteriore caratterizzata da una configurazione a tre flap, una soluzione che si distingue nettamente per complessità e aggressività rispetto a quanto visto finora sulle altre monoposto presentate per la stagione F1 2026.

Il dettaglio dell'ala posteriore della Alpine 2026 Foto Dr Obbs
Il dettaglio dell’ala posteriore della Alpine 2026 Foto Dr Obbs

Cosa dice l’analisi dei flussi aerodinamici

La presenza di tre elementi ben definiti, con un profilo superiore particolarmente pronunciato e una leading edge sorprendentemente piatta, suggerisce una scelta mirata a separare in modo netto le funzioni di carico e di resistenza aerodinamica. In configurazione tradizionale, una soluzione di questo tipo tende infatti a generare un livello di drag elevato a fronte di un incremento di carico relativamente contenuto, come mostrato anche da alcune simulazioni CFD circolate nelle ultime ore.

L'ala posteriore della Alpine A526 Foto Qvist Designs - Dr Obbs rear wing
L’ala posteriore della Alpine A526 Foto Qvist Designs – Dr Obbs

Le immagini CFD possono aiutare a comprendere meglio la logica dietro l’ala posteriore a tre flap adottata dalla Alpine. La scala cromatica rappresenta la velocità del flusso, con i colori freddi, blu e verde, associati a zone di aria rallentata e quindi a pressione più elevata, mentre i colori caldi, giallo, arancione e rosso, indicano regioni in cui il flusso accelera.
In questa configurazione si nota come l’elemento superiore generi un’ampia zona di bassa velocità alle sue spalle, segnale di una forte separazione del flusso che si traduce in un incremento significativo della resistenza aerodinamica.

Proprio per questo motivo, l’ala posteriore della A526 sembra essere stata progettata fin dall’inizio per lavorare in sinergia con l’aerodinamica attiva prevista dal regolamento 2026. L’idea di fondo non è massimizzare l’efficienza in una singola configurazione, ma disporre di una struttura estremamente modulabile, capace di cambiare radicalmente comportamento tra rettilineo e fase di curva.

In fase di percorrenza, i tre flap permetterebbero di ottenere un controllo molto fine del carico verticale, migliorando la stabilità del retrotreno e la fiducia del pilota. Al contrario, sui rettilinei, l’apertura o la variazione dell’incidenza degli elementi superiori potrebbe consentire una riduzione significativa della resistenza, compensando un’architettura che, in configurazione passiva, risulterebbe penalizzante.

Una finestra di funzionamento più stretta ma grande potenziale

È una soluzione che racconta molto dell’approccio Alpine al nuovo ciclo tecnico e alla nuova power unit Mercedes. Il team francese sembra aver accettato una finestra di funzionamento più stretta in cambio di un potenziale più elevato, puntando su una piattaforma aerodinamica che richiede precisione assoluta nella gestione dei flussi e nel controllo dei sistemi attivi.

In altre parole, l’ala posteriore a tre flap della A526 non è una scelta conservativa. Se il pacchetto funzionerà come previsto, Alpine potrebbe trovarsi con uno strumento estremamente potente in termini di adattabilità e prestazione. In caso contrario, il rischio è quello di una soluzione difficile da mettere a punto e altamente sensibile alle condizioni esterne.

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F1ingenerale

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