Al congresso del partito Kim prepara il dopo-Kim. Ecco perché
- Postato il 21 febbraio 2026
- Esteri
- Di Formiche
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Sarebbero circa cinquemila i delegati che stanno prendendo parte in queste ore al congresso del Partito dei Lavoratori nordcoreano, il più importante evento politico nella Corea del Nord di Kim Jong Un, durante il quale vengono definiti gli obiettivi politici del regime e vengono codificati i principali cambiamenti riguardanti l’ideologia, la politica estera, la pianificazione economica e la dottrina militare. Un’importanza di cui il leader è ben consapevole, al punto da voler sfruttare l’occasione per un annuncio di massima rilevanza per il futuro del regime da lui guidato.
Secondo le agenzie di intelligence sudcoreane, infatti, il leader socialista si starebbe preparando a designare ufficialmente la figlia tredicenne Kim Ju Ae come suo successore ufficiale. Anche se per il momento alla kermesse non è stata registrata la presenza dell’erede, ci sono alcuni segnali e prese di posizione che sembrano suggerire un approccio alla questione, come la scelta fatta da Kim di sottolineare in pubblico come quattrocentotredici dei cinquemila delegati presenti fossero donne.
Difficile, d’altronde, immaginare un momento migliore per un annuncio di questo tipo da parte del dittatore nordcoreano. Il congresso del 2021 si era tenuto in una condizione di marcata precarietà per il regime socialista; lo stesso Kim Jong Un ha affermato parlando con i delegati dell’assemblea che “le condizioni soggettive e oggettive della nostra rivoluzione erano letteralmente così dure che riuscivamo a malapena a mantenere la nostra stessa esistenza”. Oggi, invece, la situazione sembra essersi capovolta, con progressi concreti registrati in diversi ambiti.
A partire da quello geopolitico. Pochi anni fa la Corea del Nord veniva considerato come una sorta di “pariah” del sistema internazionale, osteggiato dal mondo occidentale e tollerato per ragioni strategiche da quello che dovrebbe essere il suo protettore, la Repubblica Popolare Cinese. Ma con il sostegno diretto alla Russia nel suo conflitto in Ucraina, e con il parallelo processo di riposizionamento diplomatico in favore di una postura più assertiva all’interno dell’informale “blocco revisionista” comprendente anche Mosca, Pechino e Teheran, Pyongyang ha assunto un peso molto maggiore sul piano internazionale.
Non troppo slegata dall’aspetto geopolitico, ma comunque a sé stante, è la dimensione del progresso militare, in cui la Corea del Nord ha tratto profondo giovamento dal riavvicinamento con la Federazione Russa. Secondo gli esperti, dal congresso del 2021 il regime ha sviluppato missili balistici intercontinentali a combustibile solido più avanzati e ampliato le opzioni nucleari tattiche a propria disposizione. Al tempo stesso, miglioramenti rilevanti sono stati registrati anche nell’ambito delle forze convenzionali, come l’acquisizione di un sottomarino nucleare o lo sviluppo del nuovo lanciarazzi multiplo da 600 mm presentato proprio pochi giorni fa.
Anche sul versante dell’economia, questi cinque anni sembrano essere stati positivi per Pyongyang. La banca centrale sudcoreana stima che l’economia della Corea del Nord sia cresciuta del 3,1% nel 2023 e del 3,7% nel 2024 dopo diversi anni di stagnazione, probabilmente anche grazie ai sussidi russi e alle dinamiche messe in moto dalla partecipazione al conflitto in Ucraina, fattore che potrebbe suggerire una certa transitorietà in questi progressi.
Ma il regime non intende cedere sul fronte economico. Uno dei temi centrali del congresso dovrebbe essere la discussione della politica di sviluppo regionale nota come “20×10”, in base alla quale ogni anno saranno sviluppate venti località per un periodo di dieci anni, così da “rendere le aree provinciali più autosufficienti, riducendo la dipendenza dal governo centrale per il razionamento alimentare”, secondo quanto affermato al Financial Times da Koh Yu-hwan, professore emerito alla Dongguk University.