Aiuti a Gaza e “consigliere Hannoun”, botta e risposta al vetriolo tra Salis e Bianchi

  • Postato il 28 gennaio 2026
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salis bianchi

Genova. Non si placano le polemiche su quanto accaduto durante l’ultima seduta del consiglio comunale di Genova, durante il quale la maggioranza e la giunta hanno abbandonato l’aula, su invito della sindaca Silvia Salis, dopo che – durante la discussione di un ordine del giorno sugli aiuti a Gaza – un consigliere comunale di minoranza, Mario Mascia (Forza Italia) ha erroneamente chiamato con il cognome “Hannoun” il consigliere del Pd Simohamed Kaabour.

Già ieri l’episodio aveva visto, da una parte l’indignazione del campo largo, che ha ritenuto il lapsus un errore inaccettabile, dall’altra quella del centrodestra, secondo cui la maggioranza ha preso la palla al balzo per evitare di votare un documento scomodo, in particolare dopo alcune dichiarazioni di una consigliera della lista Salis, Sara Tassara, che – proprio nel Giorno della Memoria – ha definito assassina la condotta di Israele nei confronti della popolazione di Gaza. Oggi nuovo scontro a distanza tra Silvia Salis e Alessandra Bianchi, capogruppo di Fdi a Tursi.

La sindaca di Genova, interpellata sulla questione, è tornata alla carica, interpellata dai giornalisti a margine della presentazione del programma di Palazzo Ducale. “Per quanto riguarda gli aiuti a Gaza non siamo in difficoltà – ha detto Silvia Salis – su Gaza è stato molto in difficoltà, semmai, il centrodestra, che credo abbia preso una strada, a livello internazionale, sulla quale poi ha dovuto ritrattare in questi mesi”.

“Quello che dalla minoranza hanno voluto vendere come un lapsus – ha dichiarato Salis sull’episodio in sala rossa – è stato il voler chiamare due volte il nostro consigliere Kaabour col nome di Hannoun a distanza di diversi secondi l’una dall’altra. Noi non permettiamo questo tipo di atteggiamento. È semplice. Io credo che sia importante mettere un limite e questo limite è stato superato. Fanno ostruzionismo su tutto, continue sceneggiate, non hanno mai avuto alcun rispetto per il consiglio comunale. Ecco, noi abbiamo dimostrato che c’è un livello che non va superato. Li abbiamo lasciati da soli con la loro ignoranza, perché un atteggiamento così è un atteggiamento ignorante. Poi hai voglia a dire che era un lapsus e ti sei sbagliato. Andate a vedere le registrazioni. Io non me la faccio raccontare, va bene? La riusciranno a raccontare a quelli che li votano che però, visti anche i sondaggi che vengono fatti e poi magari non pubblicati, sono sempre meno”.

Ma con una nota diramata nel primo pomeriggio Alessandra Bianchi, Fdi – che ieri aveva chiesto anche le dimissioni di Salis – passa al contrattacco chiedendo che la sindaca prenda le distanze dalle parole della sua consigliera: “Anziché dire che ha lasciato il centrodestra nella sua ignoranza il sindaco Salis dovrebbe ammettere che ha abbandonato l’aula per fuggire alle proprie responsabilità“, accusa.

“La verità é che ha ordinato a tutta la maggioranza di lasciare la sala rossa soltanto per non dover così rispondere delle gravi affermazioni pronunciate dalla consigliera della sua lista che per tre volte ha gridato ‘assassini’ riferendosi allo stato e al governo di Israele. Per di più non dimentichiamolo, nel Giorno della memoria. E rimango allibita dal fatto che quasi nessun giornale oggi abbia minimamente riportato i gravi insulti di una consigliera nei confronti di uno stato sovrano”.

“E se durante il consiglio Salis su questo episodio ha preferito soprassedere facendo spallucce ed invitando a proseguire i lavori, il suo silenzio oggi é ancora più grave. Ma lo ripeto, vorrei sapere dal sindaco se si dissocia o meno da queste gravi affermazioni e, quindi, quali provvedimenti prenderà nei confronti della sua consigliera”, conclude Bianchi.

Bordilli (Lega): “Uscita dall’aula vergognosa, restiamo in attesa della presa di distanza”

“Quanto accaduto ieri in consiglio comunale è indegno di un’istituzione democratica – scrive la capogruppo della Lega Paola Bordilli – nel Giorno della Memoria, una consigliera della lista civica del sindaco Salis si è permessa di dire che Israele, testuali parole, “è uno Stato governato da assassini”. Un’espressione raccapricciante, gravissima e inaccettabile, che offende la storia, la memoria delle vittime della Shoah e il ruolo stesso delle istituzioni. Ancora più grave è stato l’atteggiamento del sindaco Salis che, invece di intervenire con fermezza e richiamare la propria consigliera, si è limitata a un superficiale “andiamo avanti, andiamo avanti”, minimizzando un episodio gravissimo e arrivando, addirittura, con uno stucchevole pretesto, ad imporre alla giunta e alla maggioranza di sinistra di abbandonare l’aula. Un comportamento che lascia sconcertati e che pesa come un macigno sul piano politico”.

“Lo abbiamo chiesto ieri in aula e lo ribadiamo oggi con forza – prosegue Bordilli – chiediamo al sindaco Salis di dissociarsi e prendere le distanze da quanto accaduto, condannando pubblicamente e senza ambiguità le parole pronunciate dalla consigliera eletta nella principale lista civica che porta il suo cognome. Ogni ulteriore esitazione sarebbe una grave responsabilità politica. Sempre, ma soprattutto in una giornata come ieri, non possono e non devono esserci ambiguità né silenzi: serve una condanna netta. Chi ricopre incarichi pubblici ha il dovere di usare rispetto e responsabilità. Genova merita istituzioni che siano presidio di rispetto, memoria e responsabilità, non un’amministrazione che chiude gli occhi davanti a parole vergognose e scappa dalle sue responsabilità”.

Noi Moderati – Orgoglio Genova: “È Salis a non avere limiti”

“Noi avremmo superato il limite? È Silvia Salis che pensa di non avere limiti: le sue dichiarazioni di oggi confermano l’inadeguatezza di una sindaca che ha perso il senso del limite e del confronto democratico. Un sindaco non scappa dal dibattito e dalle affermazioni della sua lista”, così in una nota del gruppo di Noi Moderati – Orgoglio Genova, in particolare la deputata e capogruppo a Tursi Ilaria Cavo, insieme ai consiglieri del gruppo Lorenzo Pellerano e Vincenzo Falcone.

“Un comandante non abbandona la nave neppure quando le acque sono più agitate. Ed è questo che ha fatto invece Silvia Salis ieri, in evidente difficoltà a prendere una posizione di fronte alle parole pronunciate da un’esponente della sua lista. L’errore del consigliere Mascia, che ha scambiato il nome Kaabour con Hannoun, è stato infatti solo il pretesto colto al volo per scappare da un dibattito che stava tirando ancora una volta fuori il peggio della sua coalizione. Il vero motivo è che la rappresentate della sua lista, Sara Tassara, aveva urlato “assassini, assassini” durante l’intervento di un collega, nel corso del dibattito sull’ordine del giorno per gli aiuti umanitari a Gaza”.

“La sindaca non ha speso un solo secondo per condannare quelle parole rivolte non si sa se ai banchi della minoranza (non possiamo escluderlo, come lei mette in discussione la versione del lapsus di Mascia noi siamo legittimati a mettere in discussione la spiegazione pasticciata della Tassara) o a Israele nel giorno nel Giorno della Memoria. La sindaca risponde della lista che porta il suo nome: o si dissocia dalla condotta della sua consigliera, o la condivide. L’espediente di scappare dall’aula al primo pretesto denota – questo sì – mancanza di cultura politica e inadeguatezza a gestire situazioni complesse. La verità politica, al di là delle becere accuse di ignoranza che respingiamo (siamo tutte persone con esperienza politica e curriculum professionale che parlano) è che la sua lista è sempre più estremista, sempre meno moderata e questo la mette sempre più in imbarazzo”.

“Talmente in imbarazzo che è stato meglio per lei interrompere il dibattito e ordinare ai suoi di abbandonare l’aula, come se fossero burattini. Quanto alle accuse di ignoranza, ci accusa di essere in difficoltà su Gaza e forse non si è neanche accorta che da parte del nostro gruppo erano state fatte dichiarazioni di voto favorevoli all’ordine e del giorno straordinario per gli aiuti umanitari per Gaza e che nessun gruppo di minoranza aveva dato parere negativo. Questa è ignoranza politica: non recepire e ostinatamente attaccare senza ascoltare. Piuttosto, è inqualificabile che una sindaca – che dovrebbe rappresentare con equilibrio tutta la città – bolli come ignoranti i consiglieri di minoranza, mancando di rispetto anche ai loro elettori. Toni più moderati sarebbero una forma di rispetto anche nei loro confronti”, concludono da Noi Moderati – Orgoglio Genova.

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Genova24

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