Agricoltori a Strasburgo per dire No all’accordo con il Sudamerica: “Tutelare le filiere e il Made in Italy”

  • Postato il 20 gennaio 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Generico gennaio 2026

Liguria e territori locali in prima linea oggi a Strasburgo, al fianco degli agricoltori europei, per una mobilitazione che ha messo al centro la difesa delle produzioni locali e la lotta contro le importazioni sleali che minacciano la sicurezza alimentare e l’equità del mercato agricolo europeo.

Più di mille agricoltori, tra cui una folta delegazione ligure, hanno partecipato al corteo che ha raggiunto il Parlamento Europeo per una nuova mobilitazione: “Accetteremo il Mercosur solo alle nostre condizioni. Per questo siamo oggi a Strasburgo con centinaia di agricoltori arrivati da tutta Italia. Ribadiamo al Parlamento europeo che senza reciprocità piena e controlli serrati non c’è accordo che tenga. L’agricoltura ne uscirebbe a pezzi” dice il presidente nazionale di Cia-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini.

Cia rileva che, in uno scenario di aumento dell’import a condizioni più favorevoli, una maggiore disponibilità di prodotto può esercitare una pressione al ribasso sui prezzi, con ricadute negative su intere filiere. Nel comparto ortofrutticolo, invece, l’Ue importa 39mila tonnellate di frutta e verdura e 1.200 tonnellate di riso. Volumi modesti oggi, ma con che, con dazi azzerati, possono esplodere comprimendo prezzi e margini italiani.

Cia lancia soprattutto l’allarme per la carenza di controlli. non solo “di settore, ma di fiducia: bastano pochi casi negativi (anche isolati, come per l’estradiolo) per trascinare i consumatori verso la diffidenza e la sfiducia nei confronti di filiere agricole, con effetti reputazionali devastanti per le aziende Made in Italy che rispettano norme Ue molto più stringenti” conclude Cia-Agricoltori.

“Ci chiedono di produrre sostenibilità e ci impongono di importare insostenibilità – sottolinea poi Gianluca Boeri, presidente di Coldiretti Liguria – È una contraddizione che non possiamo più accettare. Le nostre aziende agricole rispettano standard elevati in termini di qualità e sostenibilità, ma rischiano di essere schiacciate dalla concorrenza sleale di prodotti importati che non rispettano le stesse regole.”

Il delegato confederale, Bruno Rivarossa, ha sottolineato l’importanza della presenza di una delegazione ligure alla manifestazione: “Abbiamo voluto essere qui per difendere il nostro territorio e le nostre produzioni locali, che sono il cuore dell’agricoltura ligure. Non possiamo accettare che la concorrenza di cibi provenienti da paesi terzi, dove non vengono rispettati i nostri standard di sicurezza, minacci la salute dei consumatori e la sostenibilità delle nostre imprese.”

Coldiretti Liguria ha ribadito la necessità di un aumento dei controlli sulle importazioni, che oggi riguardano solo una minima parte delle merci. Attualmente, solo il 3% dei prodotti in arrivo nei porti e alle frontiere viene fisicamente verificato: “Siamo davanti a una vera e propria emergenza – aggiungono Boeri e Rivarossa – è indispensabile garantire un sistema di tracciabilità che assicuri la qualità e la salubrità di tutti i prodotti importati. Non possiamo permettere che i nostri agricoltori vengano penalizzati da un sistema commerciale che lascia spazio a pratiche sleali e rischiose.”

Il Mercosur rappresenta l’emblema delle problematiche attuali. Un accordo che, secondo i rappresentanti dell’associazione, rischia di mettere a repentaglio l’intero settore agricolo europeo. “Il Mercosur non garantisce la reciprocità e l’applicazione degli stessi standard di sicurezza e qualità. La Commissione Europea non può continuare a ignorare le esigenze delle imprese agricole locali, lasciando spazio ad accordi che non tutelano la nostra agricoltura.”

La battaglia di Coldiretti continuerà nei prossimi giorni e mesi, con l’obiettivo di ottenere maggiori garanzie per le produzioni locali e una politica commerciale che rispetti la sovranità alimentare europea. “Chiediamo un sistema di tracciabilità totale e trasparente per tutti i prodotti importati. Solo così potremo garantire che i cibi venduti in Europa siano davvero sicuri per i consumatori e che il nostro settore agricolo possa continuare a essere competitivo sul mercato globale.”

Autore
Il Vostro Giornale

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