Adolescenti e genitori: il potere della relazione

  • Postato il 6 febbraio 2026
  • Di Focus.it
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La sicurezza di poter contare sulla presenza e l'appoggio dei genitori è un vero e proprio antidoto alla solitudine degli adolescenti - anche di quella futura. I ragazzi che negli anni della fisiologica e spesso faticosa affermazione dell'identità individuale sentono più forte il legame con mamma e papà godranno di più solide connessioni sociali in età adulta, con benefici visibili anche 20 anni dopo. Lo sostiene uno studio pubblicato su JAMA Pediatrics, che sottolinea che la solitudine è anche una condizione che ha a che fare con lo sviluppo e non solo una questione di scelte individuali.. Una buona notizia: le relazioni sono trasformative. La ricerca della Columbia University si inserisce nel dibattito su come prevenire il disagio degli adolescenti, emerso con urgenza dopo l'era covid: spesso ci si concentra su quello che bisognerebbe evitare, con enfasi particolare sul ruolo dei social nell'isolamento dei giovani. Ma è anche importante mostrare quello che può fare affinché i figli prosperino: il messaggio dello studio è che relazioni più ricche in famiglia in adolescenza possono innescare un circolo virtuoso di connessioni sociali nelle generazioni successive.. Gli effetti positivi di una relazione solida con i genitori sul benessere in età adulta erano già stati al centro di precedenti studi di psicologia. Finora, però, si era parlato soprattutto di ricadute positive su aspetti interni, come l'accettazione di sé e il senso di scopo nella vita, e non su aspetti esterni, che riguardano le relazioni con gli altri.. Vent'anni di dati. Gli scienziati hanno analizzato i dati del National Longitudinal Study of Adolescent to Adult Health, che ha seguito una popolazione rappresentativa di adolescenti dalla seconda media fino ai 30-40 anni, per "misurare" in modo attendibile gli effetti della relazione con i genitori sullo sviluppo sociale dei ragazzi, senza doversi affidare soltanto a ricordi rievocati in età adulta (che non sempre sono affidabili).. I ricercatori hanno calcolato i punteggi di connessione familiare di oltre 7.000 adolescenti, in base a domande su quanto si sentissero capiti e ascoltati, quanto si divertissero assieme ai genitori, quanto si percepissero accuditi e desiderati. I partecipanti sono poi stati suddivisi in quattro gruppi in base al punteggio di connessione familiare totalizzato. Una volta raggiunta l'età adulta, i soggetti dello studio hanno raccontato la struttura, la ricchezza e la qualità delle loro attuali relazioni sociali.. Due volte più ricchi. Un elevato livello di connessione sociale in età adulta è risultato oltre due volte più comune tra chi, da adolescente, era finito nel gruppo con punteggi più elevati di connessione familiare, rispetto a chi era finito nel gruppo con i punteggi più bassi (39,5% contro 16,1%). Questo tipo di associazione si è mantenuto costante per tutti i parametri utilizzati per valutare il benessere sociale in età adulta. Un risultato importantissimo, perché, come ha raccontato al New York Times Robert Whitaker, primo autore dello studio, sulla relazione genitori-figli si può lavorare: è un fattore, insomma, modificabile e con effetti a lungo termine.. «Tra i 16 e i 37 anni accadono molte cose. La vita è complicata. Ci sono molte variabili in gioco. Quindi avere qualcosa che continua a manifestarsi come un'associazione significativa anche dopo 20 anni è un fattore importante».. L'idea è che relazioni sane con i genitori forniscano ai figli un modello da replicare e a cui ambire in seguito. Anche, quando, diventeranno genitori a loro volta..
Autore
Focus.it

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