Addio alla carta d’identità cartacea: a Torino 83mila cittadini devono correre al rinnovo
- Postato il 25 marzo 2026
- Cittadini
- Di Quotidiano Piemontese
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TORINO – Entro il 3 agosto 2026, per legge, tutte le vecchie carte d’identità cartacee dovranno essere sostituite dalla versione elettronica (CIE). A Torino sono ancora 83.333 i documenti “vecchio stile” nelle tasche dei cittadini che necessitano del cambio.
L’assessore ai Servizi Demografici, Francesco Tresso, ha fatto il punto in Consiglio Comunale rispondendo a un’interpellanza di Pierlucio Firrao (Torino Bellissima), delineando un piano d’emergenza per evitare il caos estivo.
I numeri della rincorsa
La macchina comunale è ora a pieno regime: ogni giorno vengono emesse circa 580 CIE. Nei primi tre mesi dell’anno sono già stati rilasciati oltre 22mila documenti, ma l’obiettivo è arrivare a quota 85mila entro la scadenza di agosto. Per dare l’idea dello sforzo, basti pensare che negli anni passati, nello stesso periodo, le emissioni si fermavano a circa 40-50mila unità.
Come fare per rinnovare: aperture straordinarie e orari estesi
Per facilitare il passaggio alla carta elettronica, il Comune ha messo in campo una serie di potenziamenti:
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Sabati straordinari: Sono previsti altri 16 sabati di apertura da qui a fine luglio (con una breve pausa solo ad agosto).
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Venerdì pomeriggio: Da maggio, l’orario di servizio sarà esteso fino alle 18:30 per quattro venerdì al mese, garantendo circa 150 appuntamenti extra a giornata.
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Sedi decentrate: La sede di corso Racconigi aprirà un sabato al mese (circa 450 appuntamenti totali fino a luglio), mentre si lavora per estendere l’orario pomeridiano del venerdì anche in via Leoncavallo.
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Nessuna chiusura estiva: Data l’eccezionalità dell’anno, gli uffici anagrafici non ridurranno l’attività durante il periodo estivo.
Cosa serve per l’aggiornamento
Per ottenere la nuova CIE è necessario prenotarsi sul portale istituzionale del Ministero o del Comune. Allo sportello bisognerà presentarsi con: una fototessera recente, il vecchio documento cartaceo (o la denuncia di smarrimento), la tessera sanitaria per il codice fiscale e la ricevuta del pagamento del corrispettivo ministeriale e dei diritti fissi.
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