Acquisti di armi congiunto con l’Ue per limitare la spesa: il piano della Gran Bretagna per non rimanere isolata

  • Postato il 3 aprile 2025
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  • Di Il Fatto Quotidiano
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L’Europa rimanga unita nel riarmarsi. Non lo chiede (solo) Bruxelles, ma anche chi dall’Ue ha deciso di uscire dopo il referendum del 2016 sulla Brexit: il Regno Unito. Secondo quanto riportato dal Financial Times, il governo ha diffuso un non-paper nel quale si propone la creazione di una “istituzione sovranazionale” europea per acquisti congiunti di attrezzature militari, scorte di armi e contributi a finanziare il riarmo su larga scala in tutto il continente. L’obiettivo è chiaro: abbattere i costi di un riarmo che, per la Gran Bretagna, risulterebbe ancora più oneroso, dato che non potrebbe vantare ordini della portata di quelli Ue.

Nel documento si ipotizza la creazione di un fondo multilaterale per una “coalizione di volenterosi” che prenda a prestito sui mercati a tassi favorevoli e sostenga la spesa per la difesa. La formula dei “volenterosi” è ormai quella usata da Londra per cercare di evitare un isolamento che farebbe lievitare sensibilmente i costi nel caso specifico dell’acquisto di nuovi armamenti. L’Unione europea, anche se non lo ha ancora previsto, è nella posizione di decidere di muoversi in blocco, mentre gli Stati Uniti giocano una partita a sé, tenendo anche conto del disimpegno americano annunciato da Trump e dalla diversa collocazione geografica. Così, il Regno rimarrebbe da solo a far fronte alle nuove e sempre più onerose spese per la Difesa, in favore delle quali ha già annunciato tagli al welfare che rischiano di mettere ulteriormente in discussione il sostegno popolare al premier Keir Starmer. Al fine di tenere i tassi entro certi limiti, il governo d’Oltremanica ha pensato a prestiti su progetti di difesa e acquisto di beni militari, creando scorte di attrezzature per i partecipanti, sostenuto da garanzie azionarie e sovrane.

Il documento redatto dal Tesoro di Londra è stato fatto circolare la scorsa settimana tra le capitali europee, ma specifica di non rappresentare la politica ufficiale del governo britannico. “Non commentiamo le fughe di notizie”, ha affermato al Financial Times un portavoce del governo britannico pur non specificando la portata economica dell’ipotetico del fondo. Il non-paper afferma che le misure potrebbero aiutare a colmare un divario di finanziamento della difesa in Europa stimato in “centinaia di miliardi di euro” e permetterebbero di finanziare lo stock di armi e munizioni che i governi pagherebbero solo in caso di necessità, ha dichiarato un funzionario informato in merito. Secondo fonti informate citate dal Ft, l’acquisto congiunto di armi avrebbe il vantaggio di una “maggiore e prolungata aggregazione degli ordini e della standardizzazione”, nonché di una più efficiente costituzione di scorte, dato che “non tutti i membri avranno bisogno di avere lo stesso livello di scorte in ogni momento”.

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Il Fatto Quotidiano

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