Accordo Ue - Mercosur, a chi piace, a chi no
- Postato il 10 gennaio 2026
- Economia
- Di Agi.it
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Accordo Ue - Mercosur, a chi piace, a chi no
AGI - I produttori europei di carne bovina e pollame denunciano un colpo di grazia, gli esportatori di vino invece lo applaudono: l'accordo di libero scambio con il Mercosur, approvato dalla maggioranza degli Stati dell'UE, promette di influenzare in modo diverso l'agricoltura europea.
Questo trattato, che potrebbe essere firmato già lunedì con Argentina, Brasile, Uruguay e Paraguay, dovrebbe consentire alla UE di esportare più automobili, macchinari, vini. Ma faciliterà allo stesso tempo l'ingresso di carne bovina, pollame, zucchero, miele, riso e soia grazie alla riduzione dei dazi doganali europei.
Per settori già in affanno, come quello della carne bovina o del pollame in Francia o in Germania, sarà una catastrofe ma Bruxelles ha cercato di rassicurarli sottolineando che i dazi doganali ridotti riguarderanno un volume limitato: 99.000 tonnellate al massimo per la carne bovina, pari all'1,6% della produzione dell'UE, 180.000 tonnellate di pollame (1,4%), 190.000 tonnellate di zucchero (1,2%). Oltre questo limite, torneranno ad essere "quasi proibitivi", aggiunge. Ma gli agricoltori denunciano l'intensificarsi di una probabile concorrenza sleale dovuta a norme meno rigorose, che alla fine potrebbe far crollare i prezzi in tutti questi settori. Gli allevatori di bovini, in particolare, temono che le 99.000 tonnellate a dazi ridotti si concentrino sui tagli nobili.
Le preoccupazioni per i tagli nobili e i filetti
Tuttavia, secondo gli istituti che si occupano dell'allevamento, le importazioni di tagli nobili provenienti dal Mercosur hanno già costi inferiori dal 18% al 32%. Anche i produttori di pollame temono che i brasiliani si concentrino sui tagli più redditizi, i filetti. La Commissione europea ha proposto clausole di salvaguardia "rafforzate", un "freno di emergenza" in caso di improvviso aumento delle importazioni o calo dei prezzi. Ma i sindacati agricoli europei dubitano della sua efficacia operativa.
Il settore vitivinicolo e le nuove opportunità
Un altro settore in difficoltà, quello vitivinicolo europeo, non vede invece l'ora di diversificare i propri sbocchi commerciali, messi in crisi dall'aumento dei dazi doganali americani e dalle nuove tendenze di consumo. In Francia, la Federazione degli esportatori di vini e liquori (FEVS) ha espresso vivo interesse, mentre il trattato prevede di azzerare i dazi doganali che oggi, a seconda dei paesi del Mercosur, vanno dal 17 al 35%. L'accordo deve anche proteggere le denominazioni, vietando ad esempio eventuali "champagne" latino-americani. All'interno del Mercosur, il settore punta soprattutto al Brasile, che produce poco vino e vede crescere il suo consumo. Si rimane tuttavia lontani dal mercato americano, il suo primo mercato (3,8 miliardi di euro di vendite nel 2024, contro i 70 milioni realizzati nel Mercosur).
Altri prodotti e le reazioni nazionali
Oltre al vino, Bruxelles assicura che l'accordo offre opportunità per prodotti oggi frenati in America Latina dalle tasse: cioccolato, malto, latte in polvere o formaggi, che possono beneficiare della crescita della domanda da parte della classe media. Il governo spagnolo, che sostiene l'accordo, mette in primo piano il vino e l'olio d'oliva. I sindacati agricoli del paese iberico sono comunque allarmati, in particolare per quanto riguarda l'allevamento. Lo stesso vale per la Germania, il cui governo sostiene con forza l'accordo per rilanciare la propria economia, ma dove gli agricoltori hanno anche manifestato per esprimere la loro preoccupazione.
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