Accoltellato su un bus a Rivarolo, il 15enne resta in carcere. Il giudice: “Può aggredirlo di nuovo”
- Postato il 4 marzo 2026
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- Di Genova24
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Genova. Resta in carcere il ragazzo albanese di 15 anni accusato di tentato omicidio dopo che sabato sera intorno alle 20 ha accoltellato un 14enne tunisino su un bus a Rivarolo. Il giovane questa mattina ha risposto alle domande del gip del tribunale dei minori ribadendo il racconto fatto ai suoi legali.
Ha detto di aver comprato il coltello a 5 euro in un negozio di via San Luca a inizio gennaio. Ha ribadito che si sentiva minacciato dopo la storia dello schiaffo preso dal fratellino 12enne della vittima e che pensava che quest’ultima fosse a sua volta armata.
E ha detto anche dove ha gettato il coltello, che gli investigatori della squadra mobile cercano senza esito da giorni: a circa 50 metri da piazza Pallavicini dove è avvenuta l’aggressione, vicino alla Ferrovia. I suoi avvocati, Emanuele Lamberti e Massimiliano Germinni, per agevolare le indagini hanno portato in aula anche la foto del punto dove il 15enne ha gettato l’arma.
Per il gip tuttavia il ragazzo per il momento deve restare in carcere e nessun altra misura cautelare, neppure i domiciliari a casa dei genitori, possono essere una misura idonea. Per il giudice infatti, al contrario di quanto ha raccontato il 15enne, è stato proprio lui a cominciare l’aggressione finita con due coltellate all’addome e al torace e “potrebbe aggredirlo di nuovo” scrive il gip che ricorda il precedente dello schiaffo al fratellino della vittima due settimane prima e gli screzi che ne erano seguiti.
Il 15enne, che in attesa della convalida era rinchiuso nel centro di prima accoglienza per minori di via Frugoni a Genova è stato portato oggi nel carcere Ferrante Aporti di Torino. Nei prossimi giorni, dopo il via libera della procura per i minori, gli investigatori della squadra mobile – guidati dal dirigente Carlo Bartelli e dal suo vice Antonino Porcino – ascolteranno il ragazzo che si trova ricoverato al Villa Scassi