Abuso d’ufficio e peculato, assolto l’ex parlamentare Pino Galati per l’inchiesta “Calabresi nel Mondo”

  • Postato il 11 febbraio 2026
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Abuso d’ufficio e peculato, assolto l’ex parlamentare Pino Galati per l’inchiesta “Calabresi nel Mondo”

Abuso d’ufficio e peculato, assolto l’ex parlamentare Pino Galati per l’inchiesta “Calabresi nel Mondo. Assolta anche ex collaboratrice


LAMEZIA TERME – Il Tribunale di Catanzaro ha assolto l’ex parlamentare e già sottosegretario Pino Galati, esponente nazionale di Noi Moderati, con formula ampia per un capo d’imputazione, per un altro capo i giudici hanno pronunciato il non luogo a procedere. Accolte, quindi, le tesi difensive degli avvocati Salvatore Cerra e Francesco Gambardella. Il pm, Graziella Viscomi, aveva chiesto la condanna a cinque anni di reclusione per abuso d’ufficio e peculato. Assolta anche Mariangela Cairo, difesa dall’avvocato Massimo Scuteri. Era l’ex collaboratrice della Fondazione “Calabresi nel Mondo” ente in house della Regione Calabria (anche il pm aveva chiesto l’assoluzione).

Le accuse

Galati aveva subito il rinvio a giudizio a marzo 2020 per l’inchiesta sulla Fondazione “Calabresi nel mondo” di cui era presidente. Dalle indagini, condotte dai carabinieri del Nucleo del Comando provinciale di Catanzaro, emerse – secondo le accuse – che Galati avrebbe assunto un considerevole numero di collaboratori a soli «fini clientelari» e «per mantenere ed incrementare il proprio bacino elettorale simulando il loro impiego nella struttura operativa interna, la cui nomina era affidata alla scelta fiduciaria del presidente, ma impiegandoli in realtà in progetti finanziati con fondi comunitari».

Galati fu eletto l’ultima volta deputato il 5 marzo 2013, quando cioè dalla postazione di presidente della Fondazione Calabresi nel Mondo avrebbe assunto decine di persone a fini clientelari, «per mantenere e incrementare il proprio bacino elettorale». Poi la Giunta regionale guidata da Mario Oliverio chiuse i rubinetti ad alcuni enti in house, tra cui Calabresi nel Mondo, mettendoli in liquidazione. Nel frattempo la Procura di Catanzaro scavò fra le carte della Fondazione scoprendo che le assunzioni avvenivano per rapporti politici, anche bipartisan, per legami di parentela e per rapporti personali.

L’assoluzione

Il processo relativo alla Fondazione Calabresi nel Mondo, «chiarisce in modo significativo – spiegano i legali – la posizione dell’ex presidente della Fondazione ed ex parlamentare della Repubblica, escludendo ogni profilo di responsabilità penale in relazione alla presunta distrazione di fondi pubblici per finalità personali. L’assoluzione investe uno dei punti centrali dell’impianto accusatorio, quello concernente la contestata stipula di un contratto di locazione che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe determinato un vantaggio esclusivo. Su tale profilo – proseguono i legali – il Tribunale ha ritenuto non sussistenti le condotte contestate, escludendo sia l’appropriazione di risorse pubbliche sia l’esistenza di un beneficio personale riconducibile a Galati».

«Le risultanze dibattimentali hanno – dunque – escluso la configurabilità della distrazione di fondi e di un utilizzo delle risorse pubbliche per finalità estranee agli scopi istituzionali, restituendo un quadro coerente e privo di elementi penalmente rilevanti. Nel corso del giudizio è infatti emerso come l’operato dell’allora Presidente della Fondazione si sia svolto nel perimetro delle finalità istituzionali dell’ente, senza violazioni dei vincoli di destinazione delle risorse regionali né indebite interferenze nella gestione amministrativa».

«Quanto al residuo capo d’imputazione, riferito a fatti risalenti al periodo 2012–2013, il Tribunale ha pronunciato il non luogo a procedere per il decorso dei termini di legge. Una definizione che ha posto definitivamente fine alla vicenda anche su tale profilo, in un contesto nel quale l’istruttoria dibattimentale aveva già restituito un quadro pienamente chiaro e favorevole, privo di qualunque emergenza di responsabilità penale. Si ricorda che negli scorsi mesi la Corte di appello di Catanzaro ha disposto il risarcimento per Galati in relazione ad altro procedimento in cui era stato coinvolto e successivamente scagionato per richiesta della stessa Procura distrettuale».

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