A Sasso di Castalda lungo il Cammino delle Emozioni: 4 percorsi per ritrovare se stessi
- Postato il 11 gennaio 2026
- Vacanze Natura
- Di SiViaggia.it
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Nel piccolo borgo lucano di Sasso di Castalda, il trekking ha cambiato pelle. Il Cammino delle Emozioni è il progetto che supera le classiche escursioni per proporre la natura come una vera e propria terapia all’aperto agganciandosi al tema dell’ecopsicologia. Ecco i quattro sentieri che attraversano questa geografia dell’anima.
Sentiero dell’amore
Spogliatevi subito dall’idea del romanticismo da cartolina o dei lucchetti sui ponti che vediamo in molte parti d’Italia; l’amore è inteso come apertura. Quando inizierete a percorrere questo tracciato, vi accorgerete che l’obiettivo non è guardarsi allo specchio, ma guardare fuori. Attraverso delle particolari cornici in legno posizionate strategicamente, sarete spinti a inquadrare il paesaggio, a dargli un valore.
In questo percorso, l’invito è passare dall’ego (io, i miei problemi, la mia fatica) al “noi” universale. È il sentiero dell’empatia. Mentre camminate, provate a sentire come il vostro respiro si accorda con il fruscio delle foglie. Vi sentirete parte di un meccanismo più grande, dove la bellezza del creato non è un fondale piatto, ma un ospite che vi accoglie. È un esercizio di risonanza: se il cuore è aperto, il paesaggio ci entra dentro e ci cambia.
Sentiero della gentilezza
Viviamo in un mondo che corre, urla e spesso calpesta. In questo secondo percorso, vi verrà chiesto l’esatto opposto: il passo leggero. Il sentiero della gentilezza nasce da un’adesione profonda alla cura, intesa come rispetto assoluto per ciò che ci circonda. Avete mai provato a camminare in un bosco cercando di non spezzare nemmeno un ramo secco, o di non disturbare il silenzio degli insetti?
È un antidoto naturale all’aggressività della vita moderna. La fretta è bandita e la gentilezza, in chiave ecopsicologica, diventa una forma di gratitudine verso la terra. Muovendovi con lentezza, noterete dettagli che la velocità di solito cancella. È un sentiero che cura l’ansia: non c’è nulla da conquistare, c’è solo da abitare il luogo con estrema delicatezza.

Sentiero dell’ascolto
Questo è forse il tracciato più profondo, quello che lavora per sottrazione. In un’epoca di rumore bianco perenne, qui vi si chiede il silenzio attivo. Il sentiero è dedicato alla memoria di Rocco Petrone, l’uomo che da queste terre partì per portare l’umanità sulla Luna. Ma la Luna, qui, non è una conquista tecnologica: è un simbolo di introspezione.
L’installazione che troverete lungo il cammino vi spingerà a guardare verso l’alto e verso l’infinito. Lo scopo? Spegnere quel brusio mentale incessante, quell’overthinking che ci tormenta la notte. Guardando la vastità dello spazio e della montagna, i vostri pensieri inizieranno a decantare. Solo quando il rumore fuori si azzera, potete finalmente sentire quello che si muove dentro di voi. È un viaggio nel vuoto che, paradossalmente, vi riempirà di consapevolezza.
Sentiero dell’incanto
Tra i trekking più belli in Italia c’è sicuramente il sentiero dell’incanto. Ricordate com’era guardare il mondo da bambini? Quando tutto sembrava enorme, nuovo e magico? Il Sentiero dell’Incanto serve a recuperare esattamente quella sensazione: la meraviglia. Gli psicologi la chiamano “Awe“, quello stupore che proviamo di fronte a qualcosa di così vasto da farci sentire piccoli, ma in modo rassicurante.
In questo percorso vi lascerete travolgere dalla fluidità della natura. Quando vi sentirete sovrastati dalla maestosità degli alberi o dai panorami di Sasso di Castalda, i vostri problemi quotidiani inizieranno a ridimensionarsi. Se la montagna è così antica e solida, quanto può essere grave quel problema che vi assilla in ufficio? L’incanto è la chiave per riattivare la creatività e la gioia. È il sentiero del flusso, dove si smette di pensare e si ricomincia a sentire.
I sentieri di trekking a Sasso di Castalda in provincia di Potenza sono stati quindi suddivisi in 4 percorsi da scoprire… uno più bello dell’altro. Tutti riescono a far scoprire l’anima più autentica della Basilicata.
