“A riguardare i miei tre metri di caduta, si potrebbe pensare a barriere per i guardrail”: parla Debora Silvestri, in ospedale con un supporto respiratorio
- Postato il 25 marzo 2026
- Sport News
- Di Il Fatto Quotidiano
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“Sto migliorando. Rimarrò qui all’ospedale di Sanremo qualche giorno in più perché vogliono aspettare che si assorba una contusione al polmone”. A parlare al Corriere della Sera è Debora Silvestri, ciclista 27enne veneta che nella parte finale della Milano-Sanremo Women, la Classicissima di Primavera al femminile, è stata vittima di una bruttissima caduta da oltre tre metri. Un volo che le è costato cinque costole rotte e una micro–frattura alla scapola. “L’obiettivo è tornare in bici il prima possibile”.
Nell’ultimo aggiornamento diffuso, il suo team Laboral Kutxa-Fundación Euskadi ha comunicato che “Debora Silvestri continua a mostrare un’evoluzione clinica favorevole, in linea con la gravità delle lesioni“. La ciclista oggi necessita ancora di un supporto respiratorio perché “l’équipe medica, insieme ai medici del centro in cui è ricoverata, ha ritenuto opportuno prolungare il suo stazionamento ospedaliero per altri giorni”.
Silvestri, che corre per il team Laboral Kutxa-Fundación Euskadi, ha perso il controllo della sua bici ed è finita nella stradina sottostante, nella discesa della Cipressa, a causa di una caduta di alcune atlete che ha generato un effetto a catena. “L’ostacolo delle altre atlete, quelle finite a terra poco prima di me, si è presentato all’improvviso su una curva cieca: non potevo evitarlo. Avevo un’altra ragazza di fianco e presumo di aver frenato più che potevo per non andare addosso alle altre, ma è solo un’ipotesi perché non ricordo la caduta né il momento dell’impatto al suolo. Ho visto soltanto il video”, ha spiegato Silvestri, che è ancora ricoverata all’ospedale di Sanremo.
“A riguardare i tre metri di caduta si potrebbe pensare a barriere per i guardrail dove ci sono stacchi alti”, spiega la ciclista parlando di quali siano le possibili contromisure da prendere per evitare incidenti simili. “Forse pure a una moto-staffetta per segnalare gli incidenti, anche se nel mio caso non ci sarebbe stato il tempo“. Silvestri aveva già avuto un incidente nel 2022 sul Passo del Gavia, durante un allenamento, a causa di una moto che la fece cadere. Anche in quel caso fu ricoverata in ospedale: “Sono i rischi del mestiere. E reagire fa parte del mio carattere. Appena posso tornerò a correre, ovviamente con i giusti tempi di recupero”.
Una caduta che rende di nuovo attuale il tema sicurezza per i ciclisti, con l’Associazione dei corridori ciclisti professionisti italiani (Accpi) che ha recentemente diffuso un decalogo di buone pratiche. “In Italia siamo molto indietro. Io da anni mi alleno spesso in Spagna e là il rispetto è veramente sentito: un automobilista prima di superarti si accerta di poterlo fare e piuttosto di correre un rischio ti sta dietro anche 1 km in più, senza diventare matto”.
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