A Milano si organizza un pranzo collettivo per discutere dei problemi del settore culturale. Ecco come partecipare
- Postato il 17 aprile 2026
- Progetto
- Di Artribune
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Come si possono sviluppare pratiche condivise di sostegno per i lavoratori e le lavoratrici dell’arte? Quali strategie di sopravvivenza possono emergere in un settore precario e segnato da scarsità di risorse? Questi sono alcuni dei quesiti che saranno al centro di OMTU – Organized Meals for Times of Uprising, l’assemblea nomade che tra il 2025 e il 2026 ha animato l’agenda delle art week italiane, prima a Torino per Artissima e poi a Bologna per Arte Fiera, per giungere a Milano nei giorni di miart.
Organizzata da terzospazio (project space a Venezia), Osservatorio Futura (centro di ricerca a Torino) Parsec (spazio ibrido di ricerca per l’arte contemporanea a Bologna) e da AWC -Arts of the Working Class (giornale di Berlino che esplora il rapporto tra arte società e povertà), l’assemblea, nella sua dimensione nomade, cresce accogliendo nuove realtà nei contesti in cui viene ospitata.
È il caso di Quasi Quasi, associazione culturale milanese impegnata nella costruzione di reti con realtà attive in progetti comunitari. I rappresentanti delle diverse realtà, insieme alla ricercatrice e curatrice Sara d’Alessandro Manozzo, animeranno l’incontro previsto per il 19 aprile 2026 alle 14 negli spazi di Baséll, in Via Bengasi 1 (zona Via Padova) a Milano. L’incontro sarà preceduto da un pranzo collettivo, per il quale è necessario prenotarsi qui.
Il terzo appuntamento dell’assemblea “Organized Meals for Times of Uprising” a Milano
“In questa occasione, l’assemblea sarà dedicata alla ripresa di alcune delle questioni già affrontate, con particolare attenzione al tema degli spazi sociali e culturali”, spiega la curatrice Sara d’Alessandro Manozzo ad Artribune. “Un tema emerso con forza a Bologna, anche in seguito agli sgomberi, e che si intreccia con la situazione di Milano, città caratterizzata da una forte carenza di spazi sia culturali sia abitativi e da un costo della vita tra i più alti in Italia. La discussione si estenderà inoltre alle possibili evoluzioni della ricerca avviata nei precedenti incontri, includendo una riflessione sulle nuove forme di attivismo all’interno del lavoro artistico e culturale”. Ma come nascono questi momenti di confronto, e quali pieghe stanno prendendo questi incontri? Ne abbiamo parlato con Giulia Mariachiara Galiano, curatrice di terzospazio a Venezia.
Parola a Giulia Mariachiara Galiano, curatrice di terzospazio a Venezia
Come nascono gli incontri di OMTU – Organized Meals for Times of Uprising?
Organized Meals for Times of Uprising nasce prima di tutto come un tentativo di contrastare l’isolamento strutturale che attraversa il lavoro artistico contemporaneo — in particolare quello autonomo — creando spazi assembleari e conviviali. L’urgenza principale è quella di provare a ricostruire un tessuto sociale che le condizioni contemporanee, segnate da atomizzazione, isolamento e precarietà diffusa, rendono sempre più difficile da praticare.
Le direzioni di intervento non sono stabilite a priori, ma emergono nel tempo dal confronto con chi partecipa alle assemblee. Si tratta di creare le condizioni perché queste possano essere pensate e articolate collettivamente, in modo situato e aderente ai bisogni dei lavoratori e delle lavoratrici.
Per esempio?
Si intravedono già alcune traiettorie possibili, qualora il progetto continui a crescere: forme di mutualismo tra lavoratori e lavoratrici dell’arte, pratiche di condivisione di risorse e competenze, tentativi di redistribuzione — anche informale — di tempo, denaro e opportunità, così come l’attivazione di reti di supporto nei momenti di maggiore vulnerabilità. Si tratta, per ora, di ipotesi aperte, che non intendono anticipare soluzioni, ma restare disponibili a essere trasformate, ridefinite o abbandonate alla luce del processo collettivo.
Il prossimo appuntamento di Organized Meals for Times of Uprising è alla Biennale
Dopo gli appuntamenti di Torino, Bologna e Milano, avete in cantiere anche un appuntamento a Venezia in occasione della Biennale?
Sì. Durante il periodo della Biennale, Organized Meals for Times of Uprising occuperà e metterà a disposizione terzospazio alla comunità artistica della città, ospitando pratiche, workshop e progettualità eterogenee, oltre alla restituzione delle prime tappe della piattaforma itinerante attraverso materiali visivi, testuali ed editoriali.
Dicci di più
Queste attivazioni intendono aprire spazi di confronto sulla possibilità di ripensare le coreografie delle mobilitazioni all’interno del sistema dell’arte e di costruire alleanze trasversali tra diverse soggettività lavorative. Sottraendosi alle logiche competitive che regolano il campo artistico, si vuole rafforzare il tessuto sociale e attivare momenti di riconoscimento collettivo, con l’obiettivo di articolare una voce condivisa per immaginare nuove forme di solidarietà.
Valentina Muzi
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L’articolo "A Milano si organizza un pranzo collettivo per discutere dei problemi del settore culturale. Ecco come partecipare " è apparso per la prima volta su Artribune®.