A Loano l’ultimo saluto a Dedy Lertora, il sindaco Lettieri: “Con lei se ne va una parte bella della nostra storia”
- Postato il 31 marzo 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Albenga-Loano. In tantissimi oggi (31 marzo), si sono ritrovati al cimitero di Loano per dare l’ultimo, commosso saluto alla scrittrice ed insegnante Dedy Lertora.
Erano presenti, tra gli altri, l’assessore regionale Paolo Ripamonti e i sindaci di Loano, Luca Lettieri; di Andora, Mauro Demichelis; di Garlenda, Alessandro Navone; di Tovo San Giacomo, Alessandro Oddo; il consigliere ed ex sindaco di Laigueglia, Roberto Sasso Del Verme.
Il discorso di ricordo è stato pronunciato dal sindaco di Loano Luca Lettieri: “Dedy è stata donna di cultura sensibilità e valore. Autrice ed insegnante, capace di custodire la memoria e trasmetterla agli altri. Profondamente legata alla sua terra e alla sua storia. Con lei se ne va una parte bella della nostra storia cittadina, ma che non si spegne oggi: continua a vivere nella memoria dei suoi cari e della comunità. Nel mio cuore conserverò la sua presenza discreta, ma sincera e il suo modo di essere”.
“Ciò che resta davvero di una vita è il bene seminato, i gesti gli affetti, la coerenza la testimonianza silenziosa di ciò che si è stati. A Cristiano ed Emanuela, a tutti quelli che le hanno voluto bene, giunga oggi l’abbraccio sincero della Città di Loano. Cara Dedy, oggi Loano ti saluta con affetto, commozione e gratitudine, stringendosi attorno ai tuoi figli e ai tuoi cari. Grazie per tutto ciò che hai fatto e sei stata”, ha concluso il primo cittadino.
Lertora, mancata all’età di 84 anni, ha lasciato un’impronta indelebile nelle comunità di Loano, Garlenda e Albenga in particolare, come dimostrato dalle parole del sindaco e dalla folla presente, distinguendosi per una vita spesa tra l’insegnamento, la cultura e un profondo impegno nel sociale.
Madre del giornalista Cristiano Bosco e di Emanuela Bosco, ha vissuto l’insegnamento come una missione, diventando un riferimento prezioso per le famiglie e per i suoi alunni, specialmente per i piccoli più fragili.
Una dedizione che non si era fermata nemmeno con la pensione, ma si era trasformata in una spinta instancabile per gli altri, tra la passione per la poesia dialettale (a lei il merito di aver ideato la celebre rassegna di poesia dialettale ingauna), l’impegno nel sociale, e la scrittura: dai romanzi come “Voglia di cioccolata” fino all’ultima opera “Senza voltarsi mai”.