A Genova si parla di mafia ma anche di referendum. E il presidente del consiglio regionale Balleari se ne va: “Inopportune le parole di Borsellino”
- Postato il 9 febbraio 2026
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- Di Genova24
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Genova. Oltre duemila studenti hanno partecipato questa mattina all’evento sulla legalità organizzato al teatro Carlo Felice dal Movimento Agende Rosse, nato su impulso di Salvatore Borsellino,
Ma oltre che di mafia e di lotta alla criminalità organizzata nell’auditorium del teatro genovese si è parlato anche di referendum. Tra i relatori era presente a Genova il procuratore capo di Napoli Nicola Gratteri, attivissimo e seguito nella sua campagna per il No alla riforma della giustizia. Salvatore Borsellino invece era collegato da casa per motivi di salute
Gratteri, a margine dell’incontro, ha spiegato che “il referendum si sta trasformando in gazzarra, sta prendendo una piega pessima, la gente non capisce”. E poi ha attaccato le Camere Penali, associazione che rappresenta gli avvocati, che “in una scuola in Calabria sono andate a demonizzare i magistrati, manipolando gli studenti per il Sì”.
Molto duro è stato lo stesso Salvatore Borsellino nel suo collegamento: “Parlare solo di separazione delle carriere – ha detto – è un inganno, in realtà l’obiettivo è attentare all’equilibrio dei poteri e all’indipendenza della magistratura”. E ai ragazzi in sala ha lanciato un appello: “Legalità è rispettare i principi costituzionali e pretendere che le persone che abbiamo delegato li facciano rispettare. Legalità è anche respingere le leggi che limitano la libertà delle persone. Se fossi lì verrei a gridarvi di ribellarvi, non permettere che il nostro Paese diventi un regima mascherato da democrazia, dovete combattere per il vostro futuro”.
Le parole di Borsellino hanno indotto il presidente del consiglio regionale Stefano Balleari, di Fratelli d’Italia, a lasciare il teatro. “Le parole pronunciate dal fratello del giudice Paolo Borsellino, con attacchi al Governo e messaggi politicamente orientati rivolti ai ragazzi, sono apparse inopportune in un contesto dedicato alle scuole – ha scritto Balleari in un post sui social per spiegare la sua scelta – La legalità non può e non deve mai diventare terreno di strumentalizzazione politica. Ai ragazzi dobbiamo offrire esempi di serietà, equilibrio e rispetto delle istituzioni”.