A Bologna l'albero ha sempre ragione. La battaglia di Mu.Basta contro un Museo dei bambini

  • Postato il 24 febbraio 2026
  • Di Il Foglio
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A Bologna l'albero ha sempre ragione. La battaglia di Mu.Basta contro un Museo dei bambini

Il nimby ha un nuovo obiettivo: un museo dei bambini. Il motivo dell'opposizione? Per costruirlo bisogna sradicare qualche albero. Pazienza se poi ne verranno ripiantati dieci volte tanti. La "natura" non si tocca. Ieri nel quartiere Pilastro di Bologna la scena era questa: forze dell'ordine da una parte, il comitato Mu.Basta dall'altra. E la giornata si è conclusa con l'abbbattimento di quattro platani, tra camionette della polizia, digos e vigili del fuoco. "Non vogliamo che gli alberi vengano tagliati", "non vogliamo progetti calati dall'alto", "no a spazi pubblici che diventano privati". In sostanza "non vogliamo un museo al posto del parco". Queste sono le rivendicazioni di un nuovo comitato, l'ennesimo contro l'abbattimento degli alberi nato a Bologna, che si chiama Mu.Basta e che da due mesi a questa parte si sta battendo contro la costruzione di un Museo dei Bambini – acronimo "MuBa", da cui il comitato prende il nome – che si chiamerà "Futura" e che dovrebbe sorgere all’interno del parco bolognese Mitilini Moneta Stefanini nel quartiere Pilastro. Il progetto, che l'assessore alla Scuola e all'Agricoltura della giunta Lepore, Daniele Ara, difende come "investimento per il rione", prevede un costo di oltre sei milioni di euro. Secondo il progetto, il nuovo edificio da 1.500 metri quadri sarà "caratterizzato da un elevato grado di integrazione architettonica, estetica e funzionale con il parco" e avrà anche "un tetto verde accessibile per le attività laboratoriali e il gioco". Certo, per fare spazio alla struttura è stato necessario rimuovere quei quattro platani e occorrerà trapiantarne altri nove. Ma, sempre da progetto, ne varranno piantati 38 nuovi. Tuttavia, per gli attivisti si tratta soltanto di "un edificio di tre piani di cemento" che nascerà "al posto di prato e alberi", come scrivono sulle loro pagine social.

 

A partire dal nuovo anno quindi, il comitato si è dato appuntamento al Mitilini Moneta Stefanini organizzando pranzi sociali, presidi permanenti, assemblee pubbliche, partite di calcio, di basket e allenamenti di box con lo scopo di "bloccare quest'ennesimo progetto di speculazione. La vera politica è quella dal basso, la vera politica è la resistenza". Il Muba infatti "prevede la pavimentazione di oltre 1.300 metri quadri di verde, alberi tagliati e nuove strutture costruite, contraddicendo lo stesso bando che prevedeva ’consumo di suolo nullo’", spiega il comitato sui social. Dopo l'abbattimento dei quattro alberi di ieri, il comitato si è presentato sotto la sede del comune per protestare e ha ottenuto un incontro con l'assessore Ara per venerdì.

 

Per il capoluogo emiliano-romagnolo, la nascita di un altro comitato che lotta in difesa del verde non è certo una novità. Negli ultimi anni infatti per salvare gli alberi dall'abbattimento sono nate tante nuove associazioni di cittadini e attivisti che per le loro battaglie green più volte si sono scontrati sia con la polizia che con l'amministrazione comunale. Scorrendo nelle pagine social di Mu.Basta, si può vedere come il nuovo comitato sia legato anche al comitato Besta, già noto alle cronache cittadine per aver difeso nel 2024 il verde del parco Don Bosco. La costruzione di un nuovo edificio scolastico che avrebbe sostituito le scuole medie Besta avrebbe comportato il taglio di 31 alberi, ma, ha specificato il comune, anche a una compensazione del verde con la piantumazione di altri esemplari. Ad aprile di quell'anno quindi il comitato Besta ha organizzato un presidio permanente, costruendo anche alcune casette sugli alberi e mettendo delle piccole barricate (poco utili alla fine) sul perimetro del parco, per dire che invece di costruire una nuova scuola il comune avrebbe dovuto ristrutturare l'edificio già esistente. Ma le forze dell'ordine in assetto antisommossa hanno allontanato tutti gli attivisti con la forza. La tensione non è finita qui perché qualche mese dopo, a giugno, si sono rinnovati gli scontri tra il comitato Besta e la polizia, quando il comune ha fatto sapere che avrebbe costruito una nuova linea del tram nello stesso parco con l'inevitabile abbattimento di altri alberi.

 

Sulla costruzione della nuova scuola, il comitato Besta ha avuto la meglio. Il sindaco ha precisato che dopo le tensioni tra attivisti e forze dell'ordine "noi facciamo un passo di lato, non indietro, e lo facciamo per dare una buona soluzione alla città. La prima opzione sarebbe stata uno sgombero del parco Don Bosco - ha detto Lepore - ma Bologna non si merita uno sgombero modello G8 per realizzare una scuola pubblica". Ma alla fine i lavori per la nuova linea del tram stanno proseguendo lo stesso e la battaglia del comitato Besta può dirsi persa. Ad agosto scorso, la stessa Legambiente Bologna aveva espresso una posizione più conciliante sulla faccendo dichiarando che avrebbero appoggiato "la realizzazione del progetto del tram come soluzione trasportistica funzionale a migliorare la mobilità collettiva, riducendo emissioni inquinanti e climalteranti in città", a patto che venisse fornita "una mappa precisa degli interventi preventivati sulle alberature nei tratti di linea ancora da realizzare".

  

Sempre sui profili social di Mu.Basta, si può vedere come il comitato sia legato ad altre realtà della sinistra, anche di quella estrema: contro il MuBa infatti si è schiarata l'organizzazione giovanile comunista di Cambiare Rotta Bologna che ha convocato un presidio a Piazza Maggiore il 26 gennaio scorso. Riferendosi alla costruzione del nuovo museo Cambiare Rotta ha parlato di "ennesimo caso di un progetto a firma giunta comunale Pd-Coalizione Civica per un'opera ecocida" e ha accusato il comune di star contribuendo all'allargamento dell'opera di "gentrificazione" che fa aumentare i costi degli affitti e della vita. Qualche giorno fa sulla questione del Muba è intervenuta anche Europa verde-Verdi Bologna che ha definito il progetto una "vetrina divisiva piena di fuffa" e ha attaccato Lepore dicendo che l'unica soluzione "starebbe nella serietà di mantenere quanto promesso dal sindaco nel 2021 in campagna elettorale: stop al consumo di suolo e sì alla rigenerazione di edifici esistenti, dismessi o inutilizzati". Insomma, che si parli di un museo dei bambini, di una nuova scuola o di migliorare il trasporto pubblico, per i comitati bolognesi l'albero ha sempre ragione.

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Autore
Il Foglio

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