A Betania oltre il Giordano, dove si prega per la pace

  • Postato il 8 febbraio 2026
  • Estero
  • Di Agi.it
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A Betania oltre il Giordano, dove si prega per la pace

AGI - "Il suono delle sirene arrivava sempre, e quando sono passati i droni dall'Iran" verso Israele "il Monastero tremava tutto", "non c'è la pace ancora, si cerca ma non c'è ancora". Così Andres Nowakowski, missionario del Verbo Incarnato, incontrando nella Chiesa latina del Battesimo di Gesù un gruppo di giornalisti e sacerdoti giunti in Giordania con l'Opera Romana Pellegrinaggi.

Betania oltre il Giordano è il luogo nel quale Gesù ha ricevuto il battesimo da Giovanni Battista (citato nel Vangelo di Giovanni). Solo un piccolo corso d'acqua del fiume Giordano delinea il confine con Israele. Il sito, patrimonio mondiale dell'Unesco, è anche presidiato dai militari per ovvi motivi di sicurezza. Qui si prega ogni giorno per la pace, per la terra martoriata dall'altra parte del fiume (la parrocchia di Gaza è retta dall'Istituto del Verbo incarnato, ndr), continua padre Andres. "Per noi è molto difficile pensare che qui in un certo senso la vita continua ma di la' noi sappiamo che non è così facile". 

Gli effetti della guerra in Giordania ci sono, aggiunge, "prima del 7 ottobre, nel sito arrivavano uno-due gruppi di pellegrini al giorno, ora ne arrivano uno o due gruppi a settimana. Si sente quel clima che ancora non c'è la pace, si cerca ma non c’è...".

Sullo stesso luogo sacro, oltre alla Chiesa cattolica latina, ci sono a pochi metri di distanza una chiesa russa-ortodossa e una greco-ortodossa. E il dialogo con le altre comunità è presente, "non solo con quella ortodossa, con tutte le comunità", scandisce. "Cerchiamo di fare una riunione una volta ogni due mesi. Parliamo di come accogliere i pellegrini e preghiamo un Salmo o un Padre Nostro insieme. Questo è molto bello". E non manca uno scambio di doni: "Mi ricordo la prima volta qui - racconta -, un prete ortodosso mi portò una bottiglia di vino".
"Quello che ci unisce è la fede nel battesimo, una ricchezza molto importante. Il dialogo e l'ecumenismo per noi è molto importante". E ora si pensa al 2030, alle celebrazioni per i duemila anni del Battesimo di Gesù. Nella Chiesa mancano dei mosaici e alcuni servizi "ma saremo pronti", conclude padre Andres.

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Agi.it

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