Con l'avvicinarsi del fischio d'inizio dello spareggio mondiale tra le nazionali di calcio dell'Italia e dell'Irlanda del Nord, i riflettori si accendono su una delle nazionali più iconiche e "particolari" del panorama europeo. Nonostante una popolazione di appena 1,9 milioni di abitanti, l'Irlanda del Nord ha una storia calcistica che sfida le leggi della demografia e della politica. Ma oltre ai 90 minuti sul campo c'è un mondo di aneddoti che spaziano dalla storia antica a invenzioni che hanno cambiato il gioco per sempre. Ecco 7 curiosità che potrete spendervi con gli amici durante la visione della partita (o all'intervallo!).
Perché l'Irlanda del Nord ha una sua nazionale (e non gioca con il Regno Unito)?
È una questione di... "diritto di nascita". La federazione nordirlandese (IFA) è stata fondata nel 1880, ben prima della nascita della federazione internazionale del calcio, FIFA, o di quella europea, UEFA.. Poiché il calcio è un'invenzione britannica, le quattro "Home Nations" (Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord) hanno ottenuto il privilegio storico di mantenere le proprie nazionali separate per onorare il loro ruolo di fondatrici del gioco. Un'eccezione che resiste ancora oggi a ogni tentativo di unificazione sportiva del Regno Unito.
Il mistero della maglia: perché vestono di verde se la bandiera è la Union Jack?
Come per l'Italia e la Germania, il colore della maglia non è ispirato alla bandiera. Infatti, nonostante faccia parte del Regno Unito (la cui bandiera ufficiale è rossa, bianca e blu), l'Irlanda del Nord scende in campo con la maglia verde. Il motivo è puramente geografico: il verde è il colore simbolo dell'Isola di Smeraldo fin dal XIX secolo. . Anche dopo la divisione politica del 1921, la federazione di Belfast decise di mantenere il colore storico che la identificava fin dalle origini, creando un legame cromatico con il territorio che va oltre i confini politici.
Era nordirlandese l'inventore del calcio di rigore
Ogni volta che l'arbitro fischia un penalty, il merito (o la colpa) è di un uomo di Belfast: William McCrum. Nel 1890, questo portiere dell'Irlanda del Nord propose l'introduzione di una "punizione suprema" per fermare il gioco violento vicino alla porta. All'epoca l'idea fu ridicolizzata e chiamata "the Irishman's motion" (la mozione dell'irlandese), perché i gentiluomini britannici ritenevano offensivo anche solo pensare che un calciatore potesse commettere un fallo intenzionale per impedire un gol. Per loro, il calcio era un gioco d'onore e il rigore era un 'insulto' alla sportività." pensare che qualcuno potesse barare intenzionalmente. La regola passò solo un anno dopo, cambiando per sempre la storia del calcio.
George Best: il genio che non ha mai giocato un Mondiale (ma ha un aeroporto)
È il figlio prediletto di Belfast e uno dei calciatori più forti di tutti i tempi. Eppure, George Best detiene un record amaro: non ha mai disputato la fase finale di un Mondiale o di un Europeo. Nonostante il suo talento immenso, la nazionale dell'epoca non era al suo livello. Oggi l'Irlanda del Nord lo celebra ovunque: l'aeroporto internazionale della capitale porta il suo nome, unico caso al mondo per un calciatore.
"Norn Iron" e la GAWA: cosa gridano davvero i tifosi allo stadio?
Se senti parlare di "Norn Iron", non è un errore di ortografia: è la trascrizione fonetica di come i locali pronunciano "Northern Ireland" con il loro strettissimo accento di Belfast.. I tifosi della nazionale si autodefiniscono invece la GAWA (Green and White Army). Questa tifoseria è celebre per essere una delle più corrette e calorose d'Europa, spesso premiata dalla UEFA per il comportamento esemplare anche nelle sconfitte.
Il segreto del Windsor Park: lo stadio con il campo "in pendenza"
Il leggendario Windsor Park di Belfast, la "casa" della nazionale, per decenni ha avuto una caratteristica bizzarra: il terreno di gioco non era perfettamente piano. Presentava una leggera pendenza laterale, una sorta di "gobba" che i giocatori di casa conoscevano a memoria e sapevano sfruttare per calibrare i lanci lunghi. Anche se oggi l'impianto è stato modernizzato con standard d'eccellenza, l'aura di campo ostico e imprevedibile continua a intimidire gli avversari.
L'enigma dell'inno: perché è l'unica squadra britannica senza un inno proprio?
A differenza di scozzesi e gallesi, che cantano i propri inni patriottici, l'Irlanda del Nord è l'unica delle nazioni britanniche a utilizzare ancora "God Save the King" prima delle partite. È un tema che genera spesso dibattito interno: una parte della popolazione si identifica nell'inno del Regno Unito, mentre altri preferirebbero una melodia più neutra o specifica per il loro Paese, come accade nel rugby dove le due Irlande giocano unite sotto l'inno Ireland's Call..