6 febbraio sciopero dei porti contro le guerre, a Genova presidio a San Benigno
- Postato il 2 febbraio 2026
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- Di Genova24
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Genova. La chiamata parte da Genova ma risuona in tutta Italia, in Europa e nel Mediterrano: Bilbao, Tangeri, Pireo, Mersin, Genova, Livorno, Trieste, Ancona e Civitavecchia e altri ancora.
Dockers don’t work for war. I portuali non lavorano per la guerra. È lo slogan dello sciopero internazionale in questo venerdì 6 febbraio – prima di una serie di proteste, in vari settori, che riguarderanno tutto il mese. Lo sciopero del 6 febbraio a Genova, riporta il sindacato Usb – che con il Calp anima la mobilitazione – si tradurrà anche in un presidio aperto alla cittadinanza in programma sempre venerdì alle 18.30 davanti ai varchi di San Benigno.
Per tutta la giornata di venerdì saranno possibili disagi e ripercussioni per la chiusura dei varchi portuali, solitamente molto trafficati nel giorno che precede il fine settimana. Probabile che dopo il presidio delle 18.30 scatti anche un corteo in direzione del centro città.
“Negli ultimi giorni abbiamo ricevuto l’adesione anche dai porti di Amburgo ed anche negli Stati Uniti, oltre a Brasile e Colombia, in diverse città portuali, si stanno organizzando mobilitazioni e iniziative. Un’azione congiunta e coordinata come non si vedevano da decenni alla quale si sono uniti movimenti e associazioni di solidarietà”, proseguono dal sindacato.
Il tutto in una giornata caldissima, a livello nazionale, per l’ordine pubblico: il 6 febbraio è anche il giorno dell’inaugurazione delle Olimpiadi invernali a Milano – Cortina. “La presenza della milizia fascista dell’Ice – dicono dall’Usb – è un segnale di provocazione che consideriamo inaccettabile”.
“I portuali mandano un segnale di forte solidarietà internazionale contro la militarizzazione dei porti, il genocidio ancora in corso in Palestina, il traffico di armi e la corsa alla guerra a cui stiamo assistendo. Un segnale forte contro l’imperialismo e la rottura del diritto internazionale e in difesa dell’autodeterminazione dei popoli”, aggiungono dall’Usb.
Ma al centro della protesta ci sono le condizioni dei lavoratori. “L’economia di guerra ha già tagliato i nostri salari, eroso i nostri diritti e distrutto i servizi pubblici essenziali. Lo spostamento delle risorse economiche sugli armamenti e l’industria bellica colpisce direttamente i salari e le condizioni di lavoro, allunga i tempi di lavoro e allontana la possibilità di riconoscere il nostro come lavoro usurante a fini pensionistici”, sottolineano dal sindacato.
La mobilitazione per lo sciopero dei portauli avverrà in concomitanza in diverse città. A Genova alle 18.30 a San Benigno, a Livorno alle 17.30 in piazza 4 Mori, A Trieste alle 17.30 presso l’autorità portuale, così come a Ravenna alle 15.
Ad Ancona presidio alle 18 in piazza del Crocifisso, a Civitavecchia alla stessa ora in piazza Pietro Gugliemotti. A Salerno alle 17 al varco principale al porto. A Bari alle 16. E poi presidi anche a Crotone, Palermo e Cagliari.