21 Marzo: La Legalità non è una ricorrenza, è un atto di guerra al silenzio
- Postato il 21 marzo 2026
- Attualità
- Di Paese Italia Press
- 6 Visualizzazioni
di Domenica Puleio
Oggi, 21 marzo, l’Italia celebra la 31ª Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti di tutte le mafie. Non è un anniversario qualunque: è il trentunesimo anno in cui il Paese si ferma per guardarsi allo specchio e contare le ferite di una guerra che non ha mai smesso di essere combattuta. Guardateli quegli oltre mille nomi che oggi sfilano nelle piazze. Non sono numeri di una statistica ministeriale, sono vite spezzate: padri che non sono tornati a cena, figli uccisi per errore, magistrati che sapevano di camminare su un terreno minato e non hanno fatto un passo indietro. La domanda per tutti noi è una sola: da che parte stiamo quando non ci sono le telecamere?
La legalità non è un concetto astratto da confinare nei convegni. È precisione chirurgica nelle scelte. È il coraggio di dire “no” al favore che scavalca il diritto, alla scorciatoia che alimenta il sistema, a quella “zona grigia” dove la mafia smette di sparare e inizia a fatturare. Secondo i dati della Direzione Investigativa Antimafia (DIA), le mafie oggi non hanno più bisogno di tritolo: si muovono nei flussi finanziari, nei subappalti, nelle pieghe della burocrazia. Colpiscono l’economia legale drenando risorse che dovrebbero servire per le nostre scuole, per i nostri ospedali, per il futuro dei nostri figli.
Essere puntuali oggi significa ricordare che la memoria è un impegno civile, non un esercizio di stile. Come sottolinea Libera, la rete di associazioni che da trentuno anni dà voce a chi non l’ha più, l’80% dei familiari delle vittime non conosce ancora la verità integrale sulla morte dei propri cari. Questa è una macchia sulla nostra democrazia. La legalità è la pretesa di quella verità, senza sconti e senza prescrizioni.
Dobbiamo dircelo con una carica di rabbia lucida: la mafia vince quando noi ci rassegniamo all’idea che “così vanno le cose”. Vince quando deleghiamo il coraggio ai pochi eroi che poi piangiamo il 23 maggio o il 19 luglio. La legalità è un muscolo che va allenato ogni giorno, nell’integrità del lavoro, nel rispetto delle regole che ci rendono cittadini e non sudditi.
La vera frontiera è qui, sotto i nostri piedi, nelle nostre strade. È la linea sottile che separa l’indifferenza dalla partecipazione. Se oggi pronunciamo quei nomi, dobbiamo farlo con la consapevolezza che ogni nome è un debito che abbiamo verso il futuro. Non risparmiamo nessuno, a partire da noi stessi: la legalità inizia quando smettiamo di girarci dall’altra parte. Perché il contrario della mafia non è solo la legge, è la dignità di essere uomini liberi.
@Riproduzione riservata
L'articolo 21 Marzo: La Legalità non è una ricorrenza, è un atto di guerra al silenzio proviene da Paese Italia Press.