1 euro e 50 per una fetta di limone aggiunta nel tè: polemica per lo Starbucks di Torino
- Postato il 9 gennaio 2026
- Cittadini
- Di Quotidiano Piemontese
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TORINO – Un tè – e una fettina di limone – costato caro a un cliente dello Starbucks di via Buozzi a Torino.
La storia
Nasce tutto dalla domanda della cassiera al cliente che ha appena ordinato un tè al limone: “Gradisce una fetta di limone?”. Il cliente accetta, pensando sia gratis. Ma quando ha lo scontrino in mano l’amara scoperta: quella fettina di limone è costata 1 euro e 50 di supplemento. Un prezzo folle, come lo ha definito il cliente preso alla sprovvista.
A riportare tutta la storia è La Repubblica.” Credo che siano stati scorretti, mi hanno fatto pagare tantissimo senza neanche dirmelo prima. È come se mi avessero fatto pagare il ghiaccio nella Coca Cola. O come quando i ristoranti fanno pagare il secondo cucchiaino o il taglio della torta. Ma lì almeno si consuma in piazza San Marco a Venezia o si riceve un servizio”, ha raccontato il protagonista della storia al quotidiano.
E ancora: “Avrei accettato 10 o 20 centesimi in più. Non 1 euro e 50 per una fetta di limone minuscola e raggrinzita”. Il cliente ha chiesto immediatamente il rimborso, e la risposta dall’azienda è effettivamente arrivata:
“Comprendiamo il fastidio per quanto accaduto. Desideriamo tuttavia informarla che non è previsto alcun rimborso per supplementi applicati correttamente in cassa, inclusi ingredienti aggiuntivi come la fetta di limone. I prezzi degli extra sono stabiliti a livello aziendale e rientrano nelle condizioni di vendita applicate nei punti vendita Starbucks”.
“Comprendiamo che l’importo possa sembrare elevato ma non possiamo intervenire retroattivamente su quanto regolarmente battuto in cassa. Per quanto riguarda la trasparenza, prendiamo atto della sua segnalazione: il personale è sempre invitato a indicare eventuali costi aggiuntivi”, ha ammesso il Servizio clienti.
Inoltre, Starbucks ha rilasciato alcune dichiarazioni a La Repubblica, spiegando che “nei nostri tè non è previsto il limone, che dalle linee guida di Starbucks viene proposto e gustato in purezza. Per alcune bevande, come il “Cool Lime Refresha” è prevista una fetta di lime. Probabilmente lo staff, per soddisfare una richiesta specifica del cliente, ha provveduto a proporre una fetta di lime e non di limone, che non utilizziamo, battendola in buona fede come se fosse un ingrediente della bevanda”.
Tirando le somme: non solo difficilmente il cliente rivedrà il suo euro e 50, ma meglio stare attenti al tipo di agrume che decidiamo di mettere nelle nostre bevande.
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