Vibo, muore dopo le dimissioni dal Pronto Soccorso: la famiglia denuncia
- Posted on April 3, 2026
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Il Quotidiano del Sud
Vibo, muore dopo le dimissioni dal Pronto Soccorso: la famiglia denuncia
Un 70enne muore dopo le dimissioni dal Pronto Soccorso di Vibo: la famiglia presenta denuncia, si indaga su eventuali responsabilità mediche
VIBO VALENTIA – Un decesso che solleva interrogativi e apre un caso destinato ad essere approfondito nelle sedi giudiziarie. Antonino Cavallaro, 70 anni, è morto nella mattinata del 1° aprile nella sua abitazione, a pochi giorni da un accesso al Pronto soccorso dell’ospedale di Vibo Valentia. I familiari, convinti che vi possano essere state carenze nella gestione sanitaria, hanno presentato una denuncia-querela chiedendo di fare piena luce su quanto accaduto.
Secondo quanto ricostruito, Cavallaro si era recato al Pronto soccorso il 28 marzo lamentando difficoltà respiratorie persistenti da circa due giorni. Nella documentazione sanitaria è definito come paziente “cardiopatico”, un elemento che ora assume particolare rilevanza nella valutazione complessiva della vicenda. Dopo circa due ore trascorse in ospedale, durante le quali sono stati effettuati alcuni accertamenti ritenuti però non specifici dai familiari, l’uomo era stato dimesso e aveva fatto ritorno a casa.
Nei giorni successivi le condizioni sarebbero peggiorate. Ai problemi respiratori si sarebbero aggiunti gonfiori in diverse parti del corpo, segnali che – secondo quanto sostenuto dalla famiglia – avrebbero potuto indicare una sofferenza di natura cardiaca. L’ultimo accesso registrato sul telefono dell’uomo risale alle 4 del mattino del 1° aprile. In tarda mattinata, non riuscendo a mettersi in contatto con lui, i familiari si sono recati nella sua abitazione, dove hanno fatto la tragica scoperta.
LA DENUNCIA
Cavallaro viveva da solo, non era sposato e non aveva figli. Originario di Dinami, dove era molto conosciuto e stimato, aveva gestito per decenni uno storico bar del paese prima di andare in pensione. Per il 15 aprile aveva già fissato un appuntamento a Roma per sottoporsi a controlli cardiologici periodici, proprio in virtù della patologia di cui soffriva.
Al centro della denuncia presentata presso la stazione dei Carabinieri di Dinami vi è la presunta omissione di accertamenti diagnostici più approfonditi in sede di Pronto soccorso, in particolare esami mirati a verificare eventuali criticità cardiache, nonché la mancata valutazione di un possibile ricovero.
Il legale della famiglia, l’avvocato Anna Barone, ha già avviato le prime iniziative formali, chiedendo il sequestro della cartella clinica e annunciando la nomina di un consulente medico-legale in vista dell’autopsia. «Andremo fino in fondo – ha dichiarato – per accertare se vi siano state negligenze nella gestione del paziente». Gli accertamenti saranno, dunque, determinanti per stabilire eventuali responsabilità e ricostruire con precisione le cause del decesso di Antonino Cavallaro una figura conosciuta e benvoluta per aver gestito per decenni lo storico bar del paese.
Il Quotidiano del Sud.
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