Stati Uniti, Trump silura la procuratrice generale Pam Bondi. “Il presidente irritato per la gestione del caso Epstein”
- Posted on April 2, 2026
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- By Il Fatto Quotidiano
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Dopo la Segretaria alla Sicurezza Kristi Noem, travolta dalle polemiche per le morti di Renee Good e Alex Pretti nelle operazioni dell’Ice, Donald Trump silura su due piedi anche la procuratrice generale Pam Bondi. A riportare la notizia per prima è stata la Cnn, citando una fonte a conoscenza dei fatti. La fonte ha precisato che, per il momento, Bondi sarà sostituita alla guida del dipartimento della Giustizia dal vice procuratore generale Todd Blanche, ex legale personale di Trump. Secondo vari media Usa, negli ultimi giorni Trump aveva discusso con i suoi alleati dell’ipotesi di licenziare Bondi e mercoledì ne avrebbe parlato personalmente con lei. Nel corso della conversazione, definita “dura”, Trump ha lasciato intendere che il mandato della Bondi sarebbe stato di breve durata e che l’avrebbe sostituita nel prossimo futuro. Secondo quanto riportato dall’emittente, Trump si era mostrato insoddisfatto dell’operato della Bondi su molteplici fronti. In particolare, il presidente sarebbe stato contrariato per la gestione dei fascicoli relativi al caso Epstein e avrebbe manifestato la propria irritazione per le poche indagini e azioni penali nei confronti dei suoi avversari politici.
Pochi minuti dopo la rivelazione della Cnn, il presidente americano ha di fatto confermato tutta la ricostruzione, omettendo le motivazioni e, anzi, palesando grande riconoscenza alla ormai ex ministra della Giustizia: “Pam Bondi è una grande patriota americana e un’amica fedele, che ha servito con lealtà come mia procuratrice generale nell’ultimo anno. Pam ha svolto un lavoro straordinario nel guidare una vasta stretta contro la criminalità in tutto il nostro Paese, con gli omicidi scesi ai livelli più bassi dal 1900 – ha scritto Trump su Truth Social – Adoriamo Pam e passerà a un nuovo lavoro molto necessario e importante nel settore privato, che sarà annunciato in una data prossima, mentre il nostro vice procuratore generale, un giurista di grande talento e rispettato, Todd Blanche, assumerà l’incarico di procuratore generale ad interim“.
La voce della sostituzione di Bondi girava da tempo, e il nome più discusso per la successione definitiva è quello di Lee Zeldin, attualmente amministratore dell’Epa, la quasi smantellata agenzia per la protezione dell’ambiente. Zeldin, repubblicano newyorkese sconfitto nel 2022 nelle elezioni per governatore dello stato è considerato molto vicino a Trump: l’ipotesi era circolata già lo scorso gennaio nel culmine della bufera per il caso Epstein, ma poi aveva perso di vigore una volta allentata la pressione dei media sulla vicenda. Da quel momento, il dipartimento di Giustizia pensava di essersi finalmente messo alle spalle la vicenda. Ma le fonti della Cnn riferiscono che dall’inizio di questa settimana alla West Wing si è ricominciato a parlare della volontà di Trump di silurare Bondi. Le voci sono tornate a circolare dopo che, nei giorni scorsi, la capa del dipartimento di Giustizia ha ricevuto un mandato di comparizione da parte della commissione di inchiesta sul caso Epstein, quella davanti a cui hanno deposto nelle scorse settimane Bill e Hillary Clinton, su richiesta proprio di una deputata repubblicana, Nancy Mace, che ha accusato il dipartimento di Giustizia di aver condotto “uno dei più grandi insabbiamenti della storia americana”. Anche altri cinque repubblicani vicine alle posizioni Maga hanno votato insieme ai democratici della commissione per la convocazione di Bondi che è stata fissata per il 14 aprile, con grande imbarazzo per il presidente repubblicano della commissione, James Comer, che stava lavorando insieme alla ministra per cercare di revocare il mandato di comparizione che è legalmente vincolante.
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