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Savona, i segreti del successo del Giro d’Italia svelati da Enzo Grenno: “Ecco perché abbiamo scelto un percorso tutto nuovo”

  • Postato il 21 maggio 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Savona, i segreti del successo del Giro d’Italia svelati da Enzo Grenno: “Ecco perché abbiamo scelto un percorso tutto nuovo”

Savona/Novi Ligure. Con la tappa Imperia-Novi Ligure il Giro d’Italia è transitato da Savona, da dove è partita anche la tappa dell’e bike. In città un’atmosfera frizzante che ha coinvolto un po’ tutti, con molte iniziative di contorno. Abbiamo chiesto le impressioni su questi momenti al savonese Enzo Grenno, referente plenipotenziario per la Liguria di Rcs, che organizza il Giro.

Grenno, che sentimenti ha vissuto? Ormai è abituato o c’è stata emozione?

“Non solo emozione, direi commozione.” Non soltanto non ci si abitua mai, ma più passa il tempo più ci si rende conto dell’importanza di un avvenimento come il Giro.

Cominciamo dal percorso, per molti inatteso, come aver scelto di percorrere via Niella o aver evitato via Gramsci.

Si era pensato di fare via XX settembre, ma questo avrebbe provocato pericoli ai corridori nell’attraversare a tutta velocità piazza Mameli con il porfido e gli attraversamenti pedonali. Abbiamo escluso la litoranea, il tracciato della Sanremo al contrario, per sfruttare il centro città, un momento molto più bello per Savona. “Quella di interessare quartieri in modo un po’ inaspettato è sempre stata una filosofia precisa”. Nel 2014 ad esempio siamo passati da Villapiana e Lavagnola, un avvenimento importante, credo, per quei rioni. I fatti per fortuna ci hanno dato ragione, sia dal punto di vista della sicurezza sia per la grande partecipazione di pubblico.

Come va, più in generale, il Giro 2026? Non c’è il numero uno al mondo, lo sloveno Pogacar, a Savona è passato in maglia rosa il portoghese Eulalio, oggettivamente non molto noto…

Eulalio si gioca bene le sue carte, è un buon ciclista, ma credo come tutti che sarà il favorito, il danese Vingegaard, a vincere il Giro. “Non conosco i particolari della rinuncia di Pogacar, ma la partecipazione di un grande campione dipende dai suoi programmi e dall’ingaggio.” Ma sono venuti fuori tanti protagonisti, soprattutto giovani, che hanno dato alla gara molti motivi di interesse.

Quanto costa l’arrivo di una tappa del Giro, con tutto il suo interesse per la diretta tv?

“I costi negli ultimi anni sono aumentati vertiginosamente, oggi direi 250 mila euro più Iva.” Più altrettanti per il contorno e gli allestimenti. Una cifra che, penso, oggi Savona non possa permettersi.

Ci furono però a Savona una partenza nel 2012 e un arrivo nel 2014, insomma tempi abbastanza recenti.

Si trattò di coincidenze dovute al percorso e di una promessa degli organizzatori al sottoscritto. “Ma non fu comunque facile trovare le risorse economiche”.

Si potrebbe chiamare insomma effetto-Grenno… A proposito di emozioni, c’è stata quella più grande, il passaggio a Stella, città natale del presidente Sandro Pertini.

“È stato un grande risultato, quello più importante”. Ma siamo anche riusciti a percorrere un tracciato ricco di novità, quello del Sassello.

Il declino, in tutti i settori, della tv generalista, non causa una diminuzione d’interesse anche per il Giro?

“No, perché si aggiorna anche Rcs che utilizza altri mezzi.”

Prossima puntata del Giro in Liguria e magari nel Savonese? Possiamo contare ancora sull’effetto-Grenno?

“Troppo buono.” Come detto i costi sono ormai proibitivi, ma quest’anno ad esempio siamo riusciti a interessare bene la provincia e Savona città. Ora fatemi finire questo Giro…

Autore
Il Vostro Giornale

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