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Processione del Venerdì Santo a Savona, due comandanti sono ventenni: “Proseguiamo la tradizione tra emozione e responsabilità”

  • Posted on April 2, 2026
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  • By Il Vostro Giornale
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Processione del Venerdì Santo a Savona, due comandanti sono ventenni: “Proseguiamo la tradizione tra emozione e responsabilità”

Savona. E’ quasi tutto pronto per la processione del Venerdì Santo che prenderà il via per le strade di Savona, domani 3 aprile. Si partirà alle ore 20.30 da via Caboto.

Un appuntamento che si verifica ogni due anni e per questo è tanto atteso da tutti i savonesi ma non solo. Infatti sono molte le persone che vengono da fuori per poter osservare da vicino le 15 casse lignee delle sei confraternite (Cristo Risorto, Santi Agostino e Monica, Santi Pietro e Caterina, SS. Trinità, Santi Giovanni Battista, Giovanni Evangelista e Petronilla e Nostra Signora di Castello) già esistenti nel Trecento, sul Priamar, che danno vita ad un evento di fede e di devozione popolare.

Tra le novità per questo 2026 il piano B in caso di maltempo. Nel caso in cui le avverse condizioni atmosferiche portassero all’annullamento della Processione e contestualmente all’apertura degli oratori per la visita alle ‘casse’, alle ore 21 in San Giovanni Battista si svolgerà una serata di preghiera, guidata dal vicario generale don Camillo Podda, che proporrà e commenterà la lettura di alcuni brani evangelici.

Ad essi sarà alternata l’esecuzione di alcuni brani musicali. Il commento musicale sarà affidato a quelle composizioni che tre autori savonesi hanno composto appositamente per la processione e solo in questa occasione vengono eseguiti: i mottetti “Jesu” di Antonio Deoberti (1869-1938), “Saevo” di Antonio Forzano (1808-1888) e “Crucem tuam” di Lorenzo Mariani (1722-1793).

Tra i portatori ci saranno alcuni gruppi storici come i commerciati savonesi, i ferrovieri, gli scout e altri membri del volontariato savonese, i volontari e militi della Croce Bianca di Savona passando dalla comunità indiana di Savona e agli atleti del Cus Savona. Ma anche i vigili del fuoco, i Lavagnolesi, e cira 20 portatori della comunità cattolica indiana di Savona. Circa 700 portatori che termineranno il giro in piazza Sisto IV dove ad attenderli ci saranno il sindaco, Marco Russo, e il vescovo, monsignor Calogero Marino, che benedirà popolo e casse che, ricordiamo, rappresentano la Passione e la morte di Gesù.

Un evento che unisce sacro e profano ma anche novità e tradizione visto i tanti giovani che saranno tra i 700 “camalli”. Ragazzi che hanno da sempre assistito, attivamente, alla processione perché tradizione di famiglia. Di padre in figlio insomma poiché “sì il ricambio generazionale è essenziale ma non va dimenticata la tradizione”per usare le parole del vescovo rilasciate a IVG.

E così tra i 700 portatori ci sono circa 45 comandati che dettano i tempi della processione, sono loro che danno il via ai camalli a tirare su la cassa e ad iniziare a percorrere le vie. E tra questi comandati ce ne sono due davvero giovani, i fratelli Geggero. Filippo è del 2009 mentre Simone è del 2005. Oltre a loro ci sono anche Tommaso Grillo (classe 2002) e Lorenzo Ciolina (classe 2000).

“E’ una tradizione di famiglia sia nostro padre che nostro nonno sono stati comandanti e noi proseguiamo il cammino – fanno sapere i due giovani Gaggero che fanno parte della confraternita del Cristo Risorto – siamo stati capi cassa anche nel 2023, per cui questa è la nostra seconda esperienza”.

Una tradizione di padre in figlio, abbiamo detto, una tradizione familiare che inserisce le proprie radici nel passato e produce frutti nel presente e futuro. E’ stato così Filippo e Simone che da sempre hanno ricordi legati alla processione: “Ci partecipavamo già da bambini, è proprio una cosa che fa parte della cultura della nostra famiglia – spiegano – siamo entusiasti di prendere parte alla processione e nel proseguire gli insegnamenti di nonno e papà. Sicuramente, se diventeremo papà, passeremo la tradizione anche ai nostri figli“.

I due fratelli appartengono alla cassa dell’Annunciazione: “Siamo tranquilli per domani sera, sentiamo la responsabilità ma siamo concentrati. Dovremmo “comandare” 12 camalli ma siamo sereni, sappiamo di essere dentro un’ottima squadra”.

Ma se da una parte il tempo scorre veloce (e senza troppi pensieri poiché certe cose ormai sono di routine) durante le preparazione della processione c’è un altrettanto tempo che avanza inesorabile ed è quello legato all’età anagrafica. Infatti è un tema che da sempre tiene banco tra gli oratori (oltre quello legato alle previsioni metereologiche), legato alla continuità negli anni e alla riuscita della processione: il ricambio generazionale dei portatori. E se da una parte la ricerca è uno stimolo, dall’altra desta preoccupazione, anche se nel corso degli ultimi anni molti giovani hanno preso confidenza con questo tipo di tradizione e l’hanno fatta propria.

Cosa ci sentiamo di dire ai giovani? Beh bella domanda – affermano – possiamo dire che se ci nasci con una cappa addosso è più facile poi fare un percorso all’interno delle confraternite. Se invece lo vedi da fuori questo mondo può risultare un po’ “strano”. Noi siamo stati molto fortunati a crescerci dentro, possiamo dire ai ragazzi di venire a fare questa esperienza perché è molto arricchente e troverete una famiglia che vi accoglierà”.

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Il Vostro Giornale