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“Per dimagrire bisogna mangiare di più, non di meno. Si pensa che in centro a Milano siano tutti sani e snelli, ma non è così”: così Valter Longo

  • Postato il 9 giugno 2026
  • Salute
  • Di Il Fatto Quotidiano
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“Per dimagrire bisogna mangiare di più, non di meno. Si pensa che in centro a Milano siano tutti sani e snelli, ma non è così”: così Valter Longo

Dieta mima-digiuno e mangiare di più purchè sano: questi i segreti per la longevità secondo Valter Longo, esperto proprio sulla longevità e sulle malattie da invecchiamento intervistato a tutto campo dal Corriere della Sera. Per lo studioso uno stile alimentare corretto dovrebbe prevedere il consumo di tutti i pasti nell’arco di 12 ore e l’adozione periodica della dieta mima-digiuno, generalmente ogni tre o quattro mesi. Più che ridurre le quantità di cibo, suggerisce di aumentare il consumo di alimenti salutari, come minestroni ricchi di verdure e legumi, limitando invece le abitudini meno equilibrate: «Oltre alla dieta mima digiuno ogni tre-quattro mesi, consumare tutti i pasti della giornata all’interno di un arco temporale di 12 ore. E soprattutto non mangiare di meno, ma di più: il famoso minestrone che tutte le regioni hanno, e tanto cibo salutare piuttosto che l’aperitivo e poi il piatto di pastasciutta con il cestino di pane accanto».

La sua alimentazione quotidiana riflette questi principi: «Per colazione friselle integrali che arrivano da Altamura, su cui spalmo una crema di mandorle pugliesi e cacao, una mela o del melone, té verde e nero mischiati; pranzo solo nel fine settimana, normalmente verdure e pesce come salmone, orate, spigole, sardine e acciughe; la sera, mi gusto un minestrone enorme con 80 grammi di pasta, 250 di verdure (spinaci, broccoli, carote, ecc.) oltre a 250 grammi di legumi».

Attenzione invece ad abitudini anche consolidate che possono minare la nostra salute alimentare come l’aperitivo alle 19 tipico di Milano che per Longo «porta a consumare grassi e amidi al posto di una cena salutare. Un problema, quando sono già pochi i milanesi che seguono la dieta mediterranea, o quella della longevità, tantomeno la mima digiuno ovvero una dieta che, in effetti, mima il digiuno, attivando i processi biologici associati, ma con un apporto di calorie, vitamine, minerali e nutrienti essenziali». E la pizza? «La mangio spesso – confida -, ma senza formaggio». E, sempre dando uno sguardo all’ombra della “Madonnina”, spiega Longo, «si pensa che in centro a Milano siano tutti sani e snelli, ma non è così. Se ci fosse solo il Sud, l’Italia sarebbe al primo posto in Europa per obesità infantile. Milano e la Lombardia meglio, contribuiscono comunque al secondo posto europeo dell’Italia per quanto riguarda l’obesità nei bambini, dietro Cipro».

Attenti anche a soluzioni sensazionalistiche come la semaglutide, che per perdere pochi chili «è un’assurdità». Meglio concentrarsi sulla dieta: «Se per due anni un paziente con obesità e diabete ha provato senza risultati a seguire la dieta mediterranea, seguito dal nutrizionista, si può provare il farmaco agonista del recettore del GLP-1. Ma non è detto che abbia senso: il 92% dei pazienti smette entro due anni e, nell’arco di 6-12 mesi, riprende la massa grassa e non muscolare. Per chi continua, il semaglutide può ridurre la mortalità cardiovascolare del 10%, ma seguire la dieta mediterranea può ridurla del 20%»

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Il Fatto Quotidiano

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