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Nel nome di Pirandello, il teatro che guarda al futuro

Nel nome di Pirandello, il teatro che guarda al futuro

ROMA – «Sappiamo che l’arte può salvare il mondo. Con questo premio riconosciamo il valore dei maestri del passato come Pirandello, ma al contempo costruiamo il futuro». Con queste parole si è aperta, nella prestigiosa cornice di Palazzo Fiano, in piazza San Lorenzo in Lucina, la presentazione della XXIV edizione del Premio Nazionale di Teatro Luigi Pirandello.

L’Italia si conferma custode di un patrimonio culturale e letterario che non può essere relegato alla sola memoria. Deve invece continuare a rappresentare uno stimolo per l’innovazione e la crescita dei giovani talenti. Alla presenza del Sottosegretario di Stato alla Cultura, il palermitano Giampiero Cannella, l’incontro ha illustrato le linee guida di uno dei più autorevoli riconoscimenti internazionali nel campo della drammaturgia, nato per valorizzare autori, registi, attori e compagnie impegnati nel rinnovamento del linguaggio teatrale. Istituito nel 1966 a Palermo dalla Cassa di Risparmio Vittorio Emanuele in occasione del centenario della nascita di Luigi Pirandello, il Premio conserva la sua natura biennale. La sua missione è onorare la memoria e l’eredità intellettuale del Nobel agrigentino, promuovendo al tempo stesso il valore educativo, civile e culturale del teatro e sostenendo la produzione contemporanea di qualità.

Dalla XXII edizione l’organizzazione e il coordinamento tecnico-scientifico sono affidati alla Fondazione per l’Arte e la Cultura Lauro Chiazzese, guidata da Raffaele Bonsignore, che presiede anche la giuria. La presidenza del Premio è invece affidata a Maria Concetta Di Natale, presidente della Fondazione Sicilia.

«Onorare la memoria di Luigi Pirandello, drammaturgo, poeta e scrittore siciliano insignito del Premio Nobel nel 1934, lo considero un dovere – ha dichiarato Bonsignore –. Con questo riconoscimento ricordiamo una delle eccellenze culturali della Sicilia e rinnoviamo il nostro impegno affinché questo patrimonio continui a vivere, soprattutto tra i giovani, come strumento di crescita, memoria e innovazione».

Il prestigio del Premio Pirandello è testimoniato anche dalla qualità dei suoi vincitori. Nell’albo d’oro figurano personalità che hanno segnato la storia del teatro e della cultura internazionale, tra cui Ingmar Bergman, Giorgio Strehler, Eduardo De Filippo, Harold Pinter, Luca Ronconi, Vittorio Gassman, Dario Fo, Eugenio Barba, Toni Servillo, Roberto Andò e Sonia Bergamasco.

Per la XXIV edizione la commissione giudicatrice è composta dal regista Roberto Andò, dalla direttrice del Salone del Libro di Torino Annalena Benini, dal compositore Marco Betta, sovrintendente del Teatro Massimo di Palermo, da Beatrice Bulgari, presidente della Fondazione In Between Art Film, da Felice Cavallaro della Strada degli Scrittori, da Antonella Ferrero di Taobuk, da Francesco Giambrone, sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma, e Claudio Longhi, direttore del Piccolo Teatro di Milano.

Completano la giuria S.A.R. il Principe della Cambogia Ravivaddhana Monipong Sisowath, gli scrittori Giuseppina Terranova e Emanuele Trevi e da Aliza Wong, direttrice dell’American Academy in Rome. Segretario del Premio è Bernardo Tortorici Montaperto.

Le categorie del Premio

I riconoscimenti ufficiali saranno assegnati nelle categorie:

Premio Nazionale di Teatro Luigi Pirandello – Opera teatrale;

Premio Nazionale di Teatro Luigi Pirandello – Regia;

Premio Nazionale di Teatro Luigi Pirandello – Recitazione;

Premio Internazionale di Teatro Luigi Pirandello.

A queste si aggiunge il Premio Speciale alla Carriera, attribuibile congiuntamente dalla Fondazione Sicilia e dalla Fondazione Lauro Chiazzese.

La sezione dedicata all’Opera teatrale è aperta agli autori di lingua italiana con testi originali o pubblicati nel biennio precedente. Il vincitore riceverà un premio di 10 mila euro. Le opere dovranno essere inviate entro il 15 settembre 2026 alla segreteria del Premio presso la Fondazione Sicilia.

Per i vincitori delle sezioni Regia, Recitazione e Premio Internazionale è previsto un riconoscimento di forte valore simbolico e artistico: una scultura realizzata dal maestro Emilio Isgrò raffigurante il celebre Seme d’Arancia.

La cerimonia conclusiva si svolgerà, come da tradizione, in Sicilia. Un ritorno alle radici che conferma il legame profondo tra la terra di Pirandello e un Premio capace di guardare al futuro, facendo dialogare memoria, creatività e innovazione nel segno del teatro.

L'articolo Nel nome di Pirandello, il teatro che guarda al futuro proviene da Paese Italia Press.

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Paese Italia Press

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