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Maldive, recuperati gli ultimi due corpi: sono di Giorgia Sommacal e di Muriel Oddenino

  • Postato il 20 maggio 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Maldive, recuperati gli ultimi due corpi: sono di Giorgia Sommacal e di Muriel Oddenino

Liguria. Dopo quelli di Monica Montefalcone e Federico Gualtieri, anche i corpi di Giorgia Sommacal, figlia della docente, e dell’assegnista Muriel Oddenino sono stati recuperati della profondità delle grotte dell’atollo di Vaavu, alle Maldive.

Il recupero di Giorgia Sommacal e Muriel Oddenino

Sommacal, studentessa di ingegneria biomedica di 22 anni, e Oddenino, ricercatrice 31enne di Poirino, sono state individuate dagli speleosub finlandesi che fanno parte di Dan Europe utilizzando attrezzature avanzate, tra cui rebreather, DPV (scooter subacquei) e sistemi di supporto vitale ridondanti. Il trasferimento in superficie è stato poi completato dai team maldiviani, lo stesso iter seguito martedì per recuperare i corpi di Monica Montefalcone e di Federico Gualtieri.

“Il team di soccorso finlandese desidera esprimere le più sentite condoglianze alle famiglie delle vittime e fare la propria parte per aiutarle a tornare a casa – ha detto Sami Paakkarinen, membro del team di soccorso finlandese – Un ringraziamento speciale va all’Ambasciata italiana, a DAN Europe e alle autorità maldiviane per il supporto fornito al team: questa operazione richiede l’impegno di decine di persone”. Con Paakkarinen fanno parte della missione Jenni Westerlund e Patrik Grönqvist

Il team di speleosub finlandesi ha recuperato anche l’attrezzatura tecnica dei cinque sub italiani (Gianluca Benedetti, la guida, era stato individuato il giorno stesso della tragica immersione). Tutto il materiale è già nelle mani degli inquirenti, compresi gli orologi sportivi e le GoPro dei sommozzatori: Montefalcone di certo ne aveva una, come ha confermato anche il marito, Carlo Sommacal.

Il nodo della strumentazione

Le riprese e i dati immagazzinati nei device saranno fondamentali per ricostruire il percorso dei cinque sub e fare chiarezza su cosa sia accaduto nelle grotte di Dhekunu Kandu, un sito tanto suggestivo quando rischioso da visitare. Secondo le prime informazioni emerse i cinque sub si sarebbero immersi con una dotazione ricreativa e non tecnica, vale a dire che i sub italiani morti nella grotta avevano bombole semplici senza miscele per le profondità oltre i 30 metri né strumentazione ridondante. Manca all’appello, finora, anche il filo d’arianna, il rocchetto utilizzato per non perdere l’orientamento in ambienti di grotta.

Resta anche da chiarire quando e dove verranno effettuate le autopsie, oltre che i tempi necessari per riportare le salme in Italia. In Italia della vicenda si occupa la procura di Roma, che ha aperto un’inchiesta.

 

Autore
Il Vostro Giornale

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