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Intervista ad Arianna Fontana orgoglio dell'Italia dello short track: "Determinazione, umiltà e guardare lontano". Il messaggio inedito per la "sua" Alta Valmalenco

  • Postato il 8 giugno 2026
  • Di Virgilio.it
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Intervista ad Arianna Fontana orgoglio dell'Italia dello short track: "Determinazione, umiltà e guardare lontano". Il messaggio inedito per la "sua" Alta Valmalenco

Come lei nessuna mai. Non si può non misurare il contributo allo sport e alla storia delle discipline invernali di Arianna Fontana partendo da quanto abbia dato, alla sesta partecipazione olimpica e con 14 medaglie all’attivo è stata una dei portabandiera dell’Italia ai Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026. Lei è l’atleta italiana più medagliata di sempre alle Olimpiadi invernali: a Milano Cortina è stata protagonista a vent’anni di distanza da Torino 2006. Nel mezzo c’è stato lo short track, ma anche tanta vita. E rivederla a due decenni di distanza, oggi, consente di constatare quanto la sua mentalità, la sua qualità e la disciplina siano maturate ma non l’abbiamo cambiata. Arianna cerca di dare il massimo, il suo massimo sempre e comunque. In questa intervista esclusiva, ci affida un lato di sé inedito, legato alla sua storia e anche a un presente intenso, tra eventi e attività di divulgazione nel suo ruolo di ambassador della sua terra d’origine, la Valtellina e non solo. Il suo gesto di donare al presidente Mattarella una medagli olimpica, avvenuto dopo questa intervista, svela la sua visione, la prospettiva da cui osserva anche il suo ruolo.

Arianna Fontana, sacrificio e passione per lo short track

Sei molto impegnata, dopo Milano Cortina, su fronti diversi, da ambassador di brand legati al mondo della moda alla promozione del territorio in cui sei cresciuta e che ti ha formato. Quale valore credi tu abbia incarnato e che deriva proprio dall’appartenenza a questo territorio?

La Valtellina è una terra autentica, fatta di persone che lavorano duramente senza cercare scorciatoie. Penso che questo abbia influenzato molto il mio modo di vivere lo sport e la vita. Ancora oggi, quando affronto una nuova sfida, mi ritrovo spesso a pensare a quei valori con cui sono cresciuta: determinazione, umiltà e capacità di guardare lontano senza dimenticare le proprie radici.

Arianna Fontana in bicicletta

Bicicletta e arrampicata oltre all’allenamento

Lo sport, inteso anche come allenamento, come ti impegna oggi? Ami andare in bicicletta e ti stai dedicando anche all’arrampicata. Quali sono i posti dove ti dedichi a queste attività?

Lo sport continua a essere parte della mia quotidianità. Anche dopo tanti anni di carriera sento il bisogno di muovermi, esplorare e mettermi alla prova. La bicicletta è una delle attività che amo di più perché mi permette di vivere il territorio in modo speciale. Mi piace pedalare soprattutto nella bassa Valtellina, dove si possono alternare percorsi tra i vigneti, piccoli borghi e strade poco trafficate immerse nella natura. Negli ultimi anni ho iniziato ad avvicinarmi anche all’arrampicata, sempre con grande rispetto per una disciplina che richiede tecnica ed esperienza. Ogni tanto mi piace trascorrere qualche giornata in Val di Mello, un luogo straordinario che attira appassionati da tutto il mondo e che rappresenta uno dei gioielli naturali più belli della nostra valle.

Arianna Fontana con Federica Brignone e Bebe Vio con Cristiana Capotondi alla Festa della Repubblica, il 2 giugno scorso: ha donato una medaglia al Presidente Mattarella

Alle origini dello short track

Se dovessi indicare gli spazi e i luoghi per te più evocativi, a partire dalla Valmalenco da cui la tua storia con lo short track è iniziata, quali sarebbero?

La Valmalenco è il luogo a cui associo alcuni dei ricordi più importanti della mia vita. Mia mamma è della Valmalenco e gran parte della mia famiglia vive ancora lì, quindi sono cresciuta trascorrendo moltissimo tempo tra quelle montagne. Quando penso all’inizio della mia storia sportiva non penso a un grande impianto o a una struttura particolare. Penso al campo da calcio ghiacciato dove ho mosso i primi passi sui pattini. Era qualcosa di molto semplice, ma per me rappresentava un mondo di possibilità. È lì che è nata la passione che mi avrebbe accompagnata fino alle Olimpiadi. Tra i luoghi che continuo a portare nel cuore ci sono San Giuseppe e Chiareggio. Da bambina erano mete di tante passeggiate in famiglia e ancora oggi rappresentano per me l’essenza più autentica della montagna. Sono luoghi che trasmettono pace, bellezza e un forte senso di appartenenza. Ogni volta che torno e vedo quelle vette, quei boschi e quei sentieri, riaffiorano ricordi che fanno parte di ciò che sono diventata. Ma anche gli alpeggi, i rifugi e i percorsi che collegano le diverse località della valle fanno parte della mia storia. Sono posti che mi hanno insegnato il valore della semplicità, della fatica e del contatto con la natura.
Forse è proprio questo che rende speciale la Valmalenco: non è soltanto un luogo da visitare, ma un posto che ti insegna il valore delle radici e ti ricorda che, per arrivare lontano, bisogna sempre sapere da dove si è partiti. Ancora oggi, quando torno lì, mi sento a casa.

Sul red caret, in occasione della prima de Il Diavolo veste Prada 2

Oltre all’attività all’aria aperta, quali sono gli interessi a cui ti dedichi quando non sei impegnata con gli allenamenti e le gare?

Amo trascorrere il mio tempo libero nella natura. Quando posso mi piace fare escursioni, raggiungere un rifugio, fermarmi a pranzo in quota e godermi qualche ora lontano dai ritmi frenetici che spesso accompagnano la vita di un’atleta. La montagna per me è sempre stata un luogo di equilibrio e di libertà. In Valmalenco ho passato gran parte della mia infanzia e ancora oggi torno volentieri a percorrere quei sentieri che conosco fin da bambina. Ho apprezzato molto il modo in cui il territorio ha reagito alle difficoltà causate dalla frana che ha interessato la strada dell’Alta Valmalenco. Grazie alla collaborazione tra Comune, rifugisti e operatori locali, quest’estate sarà infatti attivo un servizio navetta gratuito che permetterà a residenti e visitatori di raggiungere rifugi, alpeggi e punti di partenza per le escursioni oltre l’interruzione stradale. È un bell’esempio di come una comunità di montagna sappia fare squadra per continuare ad accogliere le persone e valorizzare un patrimonio naturale straordinario. Credo sia un messaggio importante: anche davanti agli ostacoli si possono trovare soluzioni quando c’è collaborazione e amore per il proprio territorio. Oltre alla montagna, amo pescare, leggere e trascorrere tempo con la mia famiglia. Sono momenti semplici che mi aiutano a ricaricare le energie e a mantenere il giusto equilibrio tra sport e vita personale.

Modello per le giovani generazioni

C’è un ricordo della tua infanzia o del tuo passato che credi possa essere condiviso che sia di ispirazione per le giovani generazioni che ti seguono?

Se penso alla mia infanzia, il ricordo che mi viene subito in mente è quello di una bambina che lasciava spesso casa per allenarsi e inseguire un sogno che sembrava molto più grande di lei.

Autore
Virgilio.it

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