Il Serd rimarrà in via Canevari, Nicolò: “Ampliamento della sede per risolvere i problemi”
- Posted on April 8, 2026
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- By Genova24
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Genova. Il Serd non si sposta da via Canevari, almeno per ora, nonostante il Comune abbia chiesto di trovare un’altra collocazione. A fugare i dubbi è stato l’assessore alla Sanità Massimo Nicolò rispondendo a un’interrogazione di Simone D’Angelo (Pd) in consiglio regionale: “Sono arrivate certamente diverse lamentele, ma le lamentele dei residenti di via Canevari, se le spostiamo da un’altra parte, diventeranno le lamentele di altri residenti. Per cui non mi risulta che ci siano, almeno da parte nostra, delle interlocuzioni per trovare altre sedi”.
La Regione si attiverà invece per migliorare “la situazione strutturale e logistica” della sede attuale, ha spiegato l’assessore: “Dopo aver scrupolosamente vagliato diverse ipotesi di trasferimento esterno, abbiamo valutato una possibile soluzione più tempestiva e funzionale che riguarda l’edificio di via Canevari, che potrebbe essere riqualificato recuperando la sua piena idoneità tramite l’acquisizione dell’intero piano terra, attualmente assegnato agli ambulatori di medicina legale. Questo intervento di ampliamento potrebbe rappresentare un percorso operativo per raggiungere gli obiettivi richiesti”.
“Nello specifico – ha aggiunto Nicolò – i lavori permetteranno la creazione di spazi dedicati alla somministrazione delle terapie sostitutive, l’allestimento di un’adeguata sala d’attesa, lo spostamento dell’ingresso principale su una piazzetta laterale che risolverà definitivamente il problema del congestionamento del passaggio pubblico”.
I malumori sul Serd in via Canevari, che doveva essere provvisorio e invece è diventato definitivo, non sono certo una novità. Già nel 2022 l’allora maggioranza di centrodestra a Tursi, con un ordine del giorno di Fratelli d’Italia, chiedeva di trovare una sede alternativa e segnalava i problemi di sicurezza e degrado che affliggono la zona. A fine gennaio il tema è stato posto dal centrosinistra e l’assessora Cristina Lodi ha confermato la richiesta di spostamento. Istanza sottoscritta pure dal presidente del Municipio Bassa Valbisagno Fabrizio Ivaldi: “Quello è un posto sbagliato, ci sono persone che usano siringhe in strada ed è aumentato lo spaccio in zona“, spiegava.
Ora, invece, la risposta della Regione che prospetta un ampliamento della sede di via Canevari più che uno spostamento. Una soluzione “non esclude a priori una futura ricollocazione del servizio verso altre strutture – ha puntualizzato l’assessore alla Sanità – ma ricordo che, se spostiamo il Serd in un’altra struttura, ci saranno inevitabilmente altri cittadini che ovviamente si lamenteranno“.
“Apprendiamo da una risposta all’interrogazione del consigliere D’Angelo la non disponibilità della Regione al trasferimento del serd di cia Canevari. Dispiace che non ci sia stato nessun confronto con Comune e Municipio e che non ci sia mai stata una risposta alla lettera inviata dall’assessora Lodi, Viscogliosi e dal sottoscritto – commenta oggi il presidente Ivaldi -. Ritengo che sia una scelta sbagliata sia nel merito che nel metodo. In municipio era stata approvata una mozione votata da tutti i partiti, centrodestra compreso, per chiederne il trasferimento. Auspico ci sia un ripensamento e la disponibilità a sedersi ad un tavolo da parte della Regione per dare una risposta al territorio”.
“Le parole dell’assessore regionale alla Sanità sono francamente sorprendenti e certificano l’ennesimo cambio di rotta improvviso e immotivato da parte della Regione – attacca il consigliere regionale del Pd Simone D’Angelo – Per anni è stato detto che quella sede era una soluzione temporanea, inadeguata e da superare. Oggi, senza alcun confronto vero con il territorio e senza spiegazioni credibili, scopriamo che diventa di fatto definitiva. È una decisione sbagliata nel merito e nel metodo. Sbagliata nel merito, perché non risolve i problemi strutturali più volte denunciati: spazi insufficienti, assenza di un’area di attesa interna, condizioni difficili per utenti e operatori, criticità evidenti anche sotto il profilo della sicurezza. Sbagliata nel metodo, perché ignora le richieste avanzate con forza dal Comune di Genova e dal Municipio III Bassa Val Bisagno, che avevano indicato con chiarezza la necessità di trasferire il servizio in una sede più adeguata”, prosegue
“Qui non siamo di fronte a una scelta tecnica, ma a una rinuncia politica. La Regione decide di non affrontare davvero il problema e si limita a un intervento tampone, trasformando una sistemazione provvisoria in una soluzione permanente. È inaccettabile. I servizi per le dipendenze meritano strutture adeguate, dignitose e funzionali. Gli operatori meritano condizioni di lavoro sicure. I cittadini meritano risposte serie, non scorciatoie. Continueremo a sollecitare la giunta regionale affinché riconsideri questa scelta e dia seguito agli impegni assunti, con tempi certi e scelte all’altezza della situazione”, conclude D’Angelo.