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Il ministro israeliano Ben-Gvir indagato a Roma per gli abusi sulla Flotilla

  • Postato il 8 giugno 2026
  • Cronaca
  • Di Agi.it
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  • 5 min di lettura
Il ministro israeliano Ben-Gvir indagato a Roma per gli abusi sulla Flotilla
Il ministro israeliano Ben-Gvir indagato a Roma per gli abusi sulla Flotilla

AGI - La Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati il ministro della Sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben-Gvir, in relazione ai fatti legati alla spedizione umanitaria "Global Sumud Flotilla". Il provvedimento, firmato dai sostituti procuratori Stefano Opilio e Lucia Lotti con il coordinamento del procuratore capo Francesco Lo Voi, segue l'apertura di un fascicolo d'indagine avviato nelle scorse settimane a Piazzale Clodio, alimentato dalle denunce formali depositate dagli attivisti al loro rientro.

I magistrati capitolini e i Carabinieri hanno già acquisito diverse testimonianze tra i partecipanti alla missione. Agli atti dell'inchiesta è stato allegato anche un video – originariamente pubblicato dallo stesso Ben-Gvir sui propri canali social – girato nel porto israeliano di Ashdod. Nel filmato si vede il ministro israeliano aggirarsi tra i volontari della Flotilla mentre questi si trovano in ginocchio, ammanettati con le mani dietro la schiena e fatti oggetto di scherno.

Il fronte diplomatico in Libia

Sul secondo fronte della medesima vicenda, si muove la diplomazia italiana per i blocchi operati in Nord Africa. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha ricevuto aggiornamenti sulla condizione dei due cittadini italiani attualmente trattenuti a Bengasi, nella Libia orientale. Attraverso una nota ufficiale della Farnesina, il titolare del mandato governativo ha comunicato di aver chiesto l'intensificazione delle pressioni politiche e diplomatiche sulle autorità dell'amministrazione dell'Est libico, finalizzate a ottenere l'immediata scarcerazione dei due connazionali e dei loro colleghi di missione.

Le reazioni politiche

Il caso ha sollevato dure reazioni all'interno del Parlamento italiano. Sulla vicenda è intervenuto il capogruppo dell'Alleanza Verdi e Sinistra e presidente del gruppo Misto del Senato, Peppe De Cristofaro, che ha rilasciato una dichiarazione netta sulla sorte dei cooperanti:

La richiesta di liberazione

"I due cittadini italiani, impegnati nella missione umanitaria Global Sumud Convoy, la Flotilla di terra che voleva portare aiuti alla popolazione civile di Gaza, arrestati e detenuti illegalmente in Libia dal 24 maggio scorso devono essere liberati e tornare a casa. Con loro anche il resto degli attivisti della Global Sumud Flotilla detenuti in Libia. Il governo si attivi subito per riportare a casa Domenico Centrone e Dina Alberizia".

Le preoccupazioni sui diritti umani

Il parlamentare ha poi espresso profonda preoccupazione per il contesto in cui l'arresto si sta consumando:

"La situazione è ogni giorno più preoccupante, in Libia, i diritti dei detenuti sono sistematicamente violati e le associazioni umanitarie denunciano abusi, torture, violenze e detenzioni arbitrarie in luoghi di prigionia gestiti sia dalle autorità statali che da milizie contro i migranti, ma anche contro i cittadini stranieri e gli operatori umanitari. Il governo adotti ogni iniziativa diplomatica utile a garantire intanto condizioni di detenzione rispettose dei diritti umani e faccia di tutto affinché sia messa fine a questa detenzione illegittima", conclude De Cristofaro.

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Autore
Agi.it

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