“Il capitale umano di minor valore sostituito dall’AI”. L’avvertimento dell’ad di Standard Chartered e i dati sui tagli ai posti di lavoro negli Usa
- Postato il 24 maggio 2026
- Lavoro
- Di Il Fatto Quotidiano
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L’intelligenza artificiale come strumento destinato ad aumentare la produttività dei lavoratori? Ora la narrazione sta cambiando. Sono sempre più frequenti gli annunci di piani di riorganizzazione e tagli esplicitamente collegati all’uso dell’AI. Nei giorni scorsi Bill Winters, amministratore delegato della banca londinese Standard Chartered, durante una conferenza a Hong Kong ha spiegato che il gruppo sostituirà parte del “capitale umano di minor valore” con investimenti tecnologici e intelligenza artificiale. Immediate le polemiche, la reazione dei sindacati e una ridda di analisi secondo cui siamo entrati nella fase in cui le aziende smettono di nascondere che l’AI servirà anche a ridurre i posti di lavoro. Ma a licenziare non sono gruppi in crisi: si tratta spesso di realtà molto redditizie che semplicemente utilizzano l’intelligenza artificiale per aumentare ulteriormente efficienza e produttività riducendo il costo del lavoro. E motivare i tagli con l’Ai non significa che i dipendenti vengano sostituiti da chatbot: semplicemente si eliminano funzioni considerate ridondanti spostando risorse verso software e automazione.
Standard Chartered in particolare ha annunciato un piano che prevede il taglio del 15% delle funzioni corporate entro il 2030, con quasi 8mila posti coinvolti soprattutto nelle attività di back office (su un totale di 52mila) e nelle mansioni amministrative considerate più facilmente automatizzabili attraverso sistemi di analisi avanzata e AI generativa. Dopo le polemiche, Winters ha cercato di correggere il tiro con messaggi interni ai dipendenti e un post su Linkedin, assicurando che i lavoratori sono “apprezzati” ma voleva “aiutarli ad affrontare il ritmo accelerato dei cambiamenti nel nostro settore”.
Il caso comunque non è isolato. Anche HSBC ha iniziato a parlare apertamente dell’impatto occupazionale dell’intelligenza artificiale. L’amministratore delegato Georges Elhedery ha invitato i dipendenti a non “resistere” al cambiamento, riconoscendo che l’AI “distruggerà alcuni posti di lavoro e ne creerà altri”. Nel settore tecnologico, Meta qualche giorno fa ha avviato un nuovo round di riorganizzazione e tagli che riguarda 8mila dipendenti a livello globale, mentre una parte del personale viene riallocata in attività legate all’intelligenza artificiale. In Italia la procedura riguarda 33 lavoratori nell’area di Milano. I tagli arrivano nonostante risultati finanziari molto positivi per il gruppo guidato da Mark Zuckerberg, che ha chiuso il primo trimestre 2026 con un utile netto di 22,7 miliardi a fronte di 59,8 miliardi di ricavi. D un incontro aziendale a fine aprile, secondo Reuters, Zuckerberg ha esplicitato che l’azienda ha “due principali centri di costo: l’infrastruttura informatica e le risorse umane” e “se investiamo di più in un’area per servire la nostra comunità, significa che abbiamo meno capitale da destinare alle altre”.
Ma cosa dicono i grandi numeri? Secondo l’ultimo rapporto su licenziamenti e assunzioni diffuso dalla società di consulenza Challenger, Gray & Christmas, ad aprile le aziende statunitensi hanno annunciato 83.387 tagli occupazionali, il 38% in più rispetto a marzo. E per il secondo mese consecutivo l’intelligenza artificiale è stata la principale motivazione addotta dalle imprese: è successo per 21.490 licenziamenti, il 26% del totale mensile. Dall’inizio del 2026 i tagli collegati direttamente all’intelligenza artificiale hanno raggiunto quota 49.135, pari al 16% di tutti i piani di riduzione del personale negli Usa. Il settore più colpito resta quello tecnologico, con 33.361 posti tagliati nel solo mese di aprile e oltre 85mila dall’inizio dell’anno. Ma i licenziamenti stanno crescendo anche nella farmaceutica, nella chimica, nei media e nella manifattura industriale. “Le aziende tecnologiche continuano ad annunciare tagli su larga scala e spesso citano investimenti e innovazione legati all’AI”, ha spiegato Andy Challenger, dirigente della società. “Indipendentemente dal fatto che i singoli posti vengano sostituiti direttamente dall’intelligenza artificiale, il denaro destinato a quei ruoli viene comunque riallocato“.
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